_Dell'esterior politia ecclesiastica, da' tempi dell'Imperador
Costantino M. infino a Valentiniano III._
Dopo aver Costantino M. abbracciata la religione cristiana, e
posta in riposo la Chiesa, si vide quella in un maggiore esterior
splendore ed in una più ampia e nobile Gerarchia. I Vescovi, che
in que' tre primi secoli, in mezzo alle persecuzioni, nelle città
dell'Imperio governavano le Chiese, ora che pubblicamente da tutti
poteva professarsi questa religione, e che cominciavan ad ergersi
tempj ed altari per mantenere il culto di quella, si videro, secondo
la maggioranza delle città, nelle quali reggevan le Chiese, in varj e
diversi gradi disposti, ed in maggior eminenza costituiti. Cominciarono
perciò a sentirsi i nomi di Metropolitani, di Primati, d'Esarchi,
ovvero Patriarchi, corrispondenti a quelli de' Magistrati secolari,
secondo la maggiore o minor estensione delle province, ch'essi
governavano.
Pietro di Marca Arcivescovo di Parigi[501], Cristiano Lupo Dottor
di Lovanio, Emanuello Schelstrate Teologo d'Anversa, Lione Allacci,
ed altri, con ben grandi apparati sforzaronsi di sostenere, che
così la dignità di Metropolitano, come la Patriarcale, dagli
Apostoli riconoscessero il lor principio, e che da essi fossero
state instituite. Ma Lodovico Ellies Dupin[502] insigne Teologo di
Parigi ben a lungo riprova il lor errore, e confutando gli argomenti
recati dall'Arcivescovo di Parigi, dimostra con assai forti e chiare
pruove, che nè da Cristo, nè da gli Apostoli tali dignità fossero
state instituite: ma che in questi tempi, data che fu la pace da
Costantino alla Chiesa, cominciaron ad instituirsi, e che secondando la
disposizione delle province dell'Imperio, e le condizioni delle città
metropoli di ciascheduna di quelle, fosse stata introdotta nella Chiesa
questa politia e questa nuova Gerarchia.
E la maniera colla quale ciò si facesse, fu cotanto naturale e propria,
che sarebbe stata maraviglia, se altrimenti fosse avvenuto. Già
dalla descrizione delle province dell'Imperio fatta sotto Costantino
s'è ravvisato, che le diocesi, componendosi di più province, avean
alcune città primarie, ovvero metropoli, dalle quali l'altre della
medesima provincia dipendevano: a queste si riportavan tutti i giudicj
dell'altre città minori: a queste per li negozj civili, e per gli
altri affari, come suole avvenire, tutti i provinciali ricorrevano.
La Chiesa, essendo stata fondata nell'Imperio, come dice Ottato
Milevitano, non già l'Imperio nella Chiesa, prese per ciò, data che
le fu pace, nelle cose ecclesiastiche l'istessa politia, adattandosi
a quella medesima disposizione delle province, ed alle condizioni
delle città che ritrovò. Così quando dovea ordinarsi o deporsi
qualche Vescovo, quando nelle Chiese occorreva qualche divisione,
o disordine, quando dovea deliberarsi sopra qualche affare, ch'era
comune a tutte l'altre chiese della provincia, non essendovi gli
Apostoli a' quali prima per queste cose solea aversi ricorso, era
mestiere, che si ricorresse al Vescovo della città metropoli, e Capo
della provincia. Ed in cotal guisa cominciò prima per consuetudine
tratto tratto ad introdursi questa politia; onde la distribuzione delle
Chiese si fece secondo la forma dell'Imperio, e le città metropoli
dell'Imperio divennero anche metropoli della Chiesa, ed i Vescovi, che
vi presedevano, acquistarono sopra l'intere province la potestà, così
d'ordinare, o deporre i Vescovi delle città soggette, e di comporre le
loro discordie, come anche di raunare i Sinodi, e sopra altre bisogne;
ma questa potestà non era assoluta, poichè senza il consiglio de'
Vescovi della stessa provincia niente potevan fare; questa consuetudine
fu nel quarto secolo, e ne' seguenti ancora per molti canoni in alcuni
Concilj stabiliti, confermata; onde tutta la Chiesa al modo della civil
politia fu disposta e distribuita.
Questa distribuzione e Gerarchia della Chiesa, conforme alla politia
dell'Imperio apparirà più chiara e distinta, se avremo innanzi agli
occhi quella disposizione delle diocesi, e delle province, che in
questo libro abbiam descritta sotto l'Imperio di Costantino: quivi
si vide l'Imperio diviso in quattro parti, al governo delle quali
altrettanti moderatori destinati. L'Oriente, l'Illirico, le Gallie e
l'Italia.
(Questa istessa disposizione delle diocesi, e province dell'Imperio,
alla quale si conformò la divisione delle province della Chiesa, viene
parimente descritta da Binghamo[503]).