CAPITOLO VIII.

_Dell'esterior politia ecclesiastica, da' tempi dell'Imperador

Costantino M. infino a Valentiniano III._

Dopo aver Costantino M. abbracciata la religione cristiana, e

posta in riposo la Chiesa, si vide quella in un maggiore esterior

splendore ed in una più ampia e nobile Gerarchia. I Vescovi, che

in que' tre primi secoli, in mezzo alle persecuzioni, nelle città

dell'Imperio governavano le Chiese, ora che pubblicamente da tutti

poteva professarsi questa religione, e che cominciavan ad ergersi

tempj ed altari per mantenere il culto di quella, si videro, secondo

la maggioranza delle città, nelle quali reggevan le Chiese, in varj e

diversi gradi disposti, ed in maggior eminenza costituiti. Cominciarono

perciò a sentirsi i nomi di Metropolitani, di Primati, d'Esarchi,

ovvero Patriarchi, corrispondenti a quelli de' Magistrati secolari,

secondo la maggiore o minor estensione delle province, ch'essi

governavano.

Pietro di Marca Arcivescovo di Parigi[501], Cristiano Lupo Dottor

di Lovanio, Emanuello Schelstrate Teologo d'Anversa, Lione Allacci,

ed altri, con ben grandi apparati sforzaronsi di sostenere, che

così la dignità di Metropolitano, come la Patriarcale, dagli

Apostoli riconoscessero il lor principio, e che da essi fossero

state instituite. Ma Lodovico Ellies Dupin[502] insigne Teologo di

Parigi ben a lungo riprova il lor errore, e confutando gli argomenti

recati dall'Arcivescovo di Parigi, dimostra con assai forti e chiare

pruove, che nè da Cristo, nè da gli Apostoli tali dignità fossero

state instituite: ma che in questi tempi, data che fu la pace da

Costantino alla Chiesa, cominciaron ad instituirsi, e che secondando la

disposizione delle province dell'Imperio, e le condizioni delle città

metropoli di ciascheduna di quelle, fosse stata introdotta nella Chiesa

questa politia e questa nuova Gerarchia.

E la maniera colla quale ciò si facesse, fu cotanto naturale e propria,

che sarebbe stata maraviglia, se altrimenti fosse avvenuto. Già

dalla descrizione delle province dell'Imperio fatta sotto Costantino

s'è ravvisato, che le diocesi, componendosi di più province, avean

alcune città primarie, ovvero metropoli, dalle quali l'altre della

medesima provincia dipendevano: a queste si riportavan tutti i giudicj

dell'altre città minori: a queste per li negozj civili, e per gli

altri affari, come suole avvenire, tutti i provinciali ricorrevano.

La Chiesa, essendo stata fondata nell'Imperio, come dice Ottato

Milevitano, non già l'Imperio nella Chiesa, prese per ciò, data che

le fu pace, nelle cose ecclesiastiche l'istessa politia, adattandosi

a quella medesima disposizione delle province, ed alle condizioni

delle città che ritrovò. Così quando dovea ordinarsi o deporsi

qualche Vescovo, quando nelle Chiese occorreva qualche divisione,

o disordine, quando dovea deliberarsi sopra qualche affare, ch'era

comune a tutte l'altre chiese della provincia, non essendovi gli

Apostoli a' quali prima per queste cose solea aversi ricorso, era

mestiere, che si ricorresse al Vescovo della città metropoli, e Capo

della provincia. Ed in cotal guisa cominciò prima per consuetudine

tratto tratto ad introdursi questa politia; onde la distribuzione delle

Chiese si fece secondo la forma dell'Imperio, e le città metropoli

dell'Imperio divennero anche metropoli della Chiesa, ed i Vescovi, che

vi presedevano, acquistarono sopra l'intere province la potestà, così

d'ordinare, o deporre i Vescovi delle città soggette, e di comporre le

loro discordie, come anche di raunare i Sinodi, e sopra altre bisogne;

ma questa potestà non era assoluta, poichè senza il consiglio de'

Vescovi della stessa provincia niente potevan fare; questa consuetudine

fu nel quarto secolo, e ne' seguenti ancora per molti canoni in alcuni

Concilj stabiliti, confermata; onde tutta la Chiesa al modo della civil

politia fu disposta e distribuita.

Questa distribuzione e Gerarchia della Chiesa, conforme alla politia

dell'Imperio apparirà più chiara e distinta, se avremo innanzi agli

occhi quella disposizione delle diocesi, e delle province, che in

questo libro abbiam descritta sotto l'Imperio di Costantino: quivi

si vide l'Imperio diviso in quattro parti, al governo delle quali

altrettanti moderatori destinati. L'Oriente, l'Illirico, le Gallie e

l'Italia.

(Questa istessa disposizione delle diocesi, e province dell'Imperio,

alla quale si conformò la divisione delle province della Chiesa, viene

parimente descritta da Binghamo[503]).

Istoria civile del Regno di Napoli, v. 1 · 第 40 / 59 题