E chi potrebbe annoverare i tanti chiari e nobili spiriti, che in sì
illustri città ebbero i natali, i Filosofi, i Matematici, gli Oratori,
e sopra tutto i tanti illustri e rinomati Poeti? In breve. Quanto
degli antichi oggi abbiamo di più rado e di più nobile nella filosofia
e nelle matematiche, nell'arte oratoria, e sopra tutto nella poesia,
tutto lo debbiamo a quegl'ingegni, che o furono prodotti da questo
terreno, o che nati altrove in esso vissero, e quivi coltivaron i loro
studj.
Così fra tanti potessi anch'io annoverarvi per la nostra giurisprudenza
l'incomparabile Papiniano, come han fatto alcuni, che gli diedero per
patria Benevento, che molto volentieri 'l farei: ma la necessità di
dire il vero, e di non dover ingannare alcuno, mi detta il contrario;
poichè della patria di sì valentuomo niente può dirsi di certo, e
per vane congetture si mossero coloro, dall'amor della Nazione pur
troppo presi, a scrivere che fosse beneventano. Peggiore, e da non
condonarsi fu la loro ignoranza, quando ciò vollero raccorre dalle
nostre _Pandette_, e da quella legge di Papiniano[125] che sotto il
titolo _Ad S. C. Treb._ abbiamo; imperciocchè ivi dal Giurisconsulto
si riferiscono le parole di certo testamento fatto da un Beneventano,
nel quale lasciava egli un legato _Coloniae Beneventanorum patriae
meae_; e credendo che Papiniano di se medesimo favellasse, scrissero
che la patria di questo Giurisconsulto fosse Benevento. Ciò che abbiam
voluto avvertire, perchè quest'errore avendo per suo partigiano uno
Scrittor grave fra noi qual'è Marino Freccia[126], ritrovasi ora sparso
e disseminato in molti libri de' nostri Professori, ed anche appresso
un moderno Scrittore del Sannio[127], a' quali, siccome Autori non
tanto ignari e negligenti di queste cose, come gli altri, avrebbe forse
potuto darsi facile credenza.