CAPITOLO III.

_Della disposizione dell'Imperio sotto Augusto._

Quattro divisioni, per comun consentimento degli Scrittori, le

quali altrettanti Autori riconoscono, e quattro aspetti e forme di

Repubbliche ebbe l'Imperio Romano fino alla sua decadenza. Della prima,

di cui Romolo fu l'autore, troppo a noi remota, e che niente conduce

all'istoria presente, non farem parola: ma della seconda stabilita da

Augusto, e della terza, che riconosce per suo autore Adriano, egli è di

mestieri, che qui ristrettamente se ne ragioni, senza la cui notizia

non così bene s'intenderebbe la quarta, che introdotta da Costantino

M. fu poi da Teodosio il Giovane ristabilita, della quale nel secondo

libro, come in suo luogo, ragioneremo.

Tutte quelle regioni, che nel corso di 500. anni furono soggiogate

dal P. R. non con altro general nome, che sotto quello d'Italia furon

appellate. Ma questa ebbe varj distendimenti, e varj confini; poichè

prima i suoi termini erano il fiume Eso dal mar superiore, e il fiume

Macro dal mar inferiore; ma dopo vinti, e debellati i Galli Senoni si

distese infin al Rubicone; e finalmente essendosi a lei aggiunta anche

tutta la Gallia Cisalpina, allargò i suoi confini infin alle radici

dell'Alpi; onde furono i di lei termini, verso il mare superiore,

l'Istria, il Castello di Pola, ed il fiume Arsia; nel mar inferiore, il

fiume Varo, che da' Liguri divide la Gallia Narbonense; e per confine

mediterraneo ebbe le radici dell'Alpi.

Fu l'Italia, secondo questa estensione, divisa da Cesare Augusto in

undici _Regioni_[55], delle quali la I. abbracciava il vecchio, e 'l

nuovo Lazio e la Campania: la II. i Picentini: la III. i Lucani, i

Bruzj, i Salentini ed i Pugliesi: la IV. i Ferentani, i Marrucini, i

Peligni, i Marsi, i Vestini, i Sanniti ed i Sabini: la V. il Piceno: la

VI. l'Umbria: la VII. l'Etruria: l'VIII. la Gallia Cispadana: la IX. la

Liguria: la X. Venezia, Carni, Japigia ed Istria: e la XI. la Gallia

Traspadana. Queste regioni, com'abbiam di sopra narrato, secondo la

varia condizione delle loro città, eran governate da' Romani, e secondo

le costoro leggi viveansi, nè furon divise in province giammai.

In province furon divisi que' luoghi e quegli ampi paesi, che

soggiogata l'Italia, coll'ajuto di lei conquistò da poi il P. R. Le

prime furono la Sicilia, la Sardegna e la Corsica: quindi avvenne che

la Sicilia, secondo questa descrizione dell'Imperio, fosse riputata

provincia fuori d'Italia; onde Dione lasciò scritto, che avendo Augusto

fatto un Editto, che i Senatori non dovessero andar senza licenza di

Cesare fuori d'Italia, eccettochè nella Sicilia, e nella provincia

Narbonense, bisognò che espressamente eccettuasse dall'Editto queste

due province, perchè altrimente vi sarebbero state comprese. Furono

poi aggiunte le Spagne e l'Asia, l'Etolia, la Macedonia, l'Illirico, la

Dalmazia, l'Affrica, l'Acaja, la Grecia, la Gallia Narbonense, l'Isole

Baleari, la Tracia, Numidia, Cirenaica, Cilicia, Bitinia, Creta, Ponto,

l'Assiria, Cipro, e la Gallia Transalpina.

Nel tempo della libera Repubblica, il governo di queste province era

regolarmente a' Presidi commesso, che da Roma in esse mandavansi.

V'erano ancora delle province Consolari, a' Consoli, o vero Proconsoli,

date in governo; queste sotto Pompeo e Cesare, furon le Spagne, le

Gallie, l'Illirico e la Dalmazia: e la Cilicia e la Siria sotto

Cicerone e Bibulo Proconsoli. Altre Pretorie, le quali furono I.

Sicilia, II. Sardegna e Corsica, III. Affrica e Numidia, IV. Macedonia,

Acaja e Grecia, V. Asia, Lidia, Caria, Jonia e Misia, VI. Ponto e

Bitinia, VII. Creta, ed VIII. Cipro.

Furon da poi da' Cesari aggiunte altre province all'Imperio romano,

ciò sono, la Mauritania, la Pannonia, la Mesia, l'Affrica, le province

orientali, la Cappadocia, Britania, Armenia, Mesopotamia, Assiria,

Arabia ed altre; le quali province da Augusto, altre in Proconsolari

partite furon, altre in Presidiali. Le province più pacifiche e quiete,

le quali senz'arme, ma col solo comandamento potevan governarsi, le

diede egli in guardia e le commise alla cura del Senato, il quale vi

mandava i Proconsoli. Le più feroci e le più torbide, che senza militar

presidio non potevan reggersi, riserbò a se, ed in queste mandava

egli il Preside. Ecco in brieve qual fosse la disposizion dell'Imperio

romano sotto Augusto.

Istoria civile del Regno di Napoli, v. 1 · 第 11 / 59 题