VI.

Due giorni sono trascorsi.--A un ora dopo mezzanotte, presso un

tavolino del caffè Merlo siede una comitiva di giovani eleganti, i

quali stanno discutendo calorosamente sui maggiori o minori pregi

dell'opera di Mayerbeer. Teobaldo, che non fa parte del circolo, udendo

parlare del suo tema favorito, vorrebbe intromettersi alla discussione,

ma in quel punto tutte le voci acclamano a un nuovo personaggio che

entra nella sala, e a quello si dirigono tutti gli sguardi.

--Eccolo!... ben giunto!... non ci mancava che lui! gridano i

contendenti.

Il nuovo personaggio è un bel giovane biondo che all'aspetto dimostra

venticinque anni. Teobaldo, in vederlo, dà indietro alcuni passi.

--Miei buoni amici, comincia il giovane prendendo la posa di una

vittima--percuotetemi, schiaffeggiatemi, ammazzatemi chè io l'ho

ben meritato! Datemi della bestia... del cretino... dite pure che

Carlo Restani è la negazione dell'istinto musicale, la più svergognata

creatura del secolo!

Tutti i volti esprimono la meraviglia, e attendono la conclusione di

quell'enfatico esordio.

--Io ho bestemmiato--prosegue il giovane a voce alta--la più sublime

emanazione del genio onnipotente di Dio. Io non ho compreso ciò che

è comprensibile all'infimo idiota della terra--ho negato il sole, il

gigante degli astri, cui salutano tripudianti tutti gli esseri animati

e inanimati!--non ho gustato, alla prima rappresentazione, la musica

dell'_Africana_!

Teobaldo che già si era mosso per uscire dal caffè, si avvicina di

nuovo alla comitiva.

--Perchè mai, questa sera, io mi sono lasciato trascinare dal mio mal

genio a rientrare alla Scala?... Ho dovuto arrossire, inorridire di me

stesso... Ho provato una di quelle umiliazioni che atterrano un uomo,

che obbligano ad eclissarsi per sempre da ogni consorzio... Ma no! io

non voglio eclissarmi... preferisco, colla sincerità, colla franchezza

del mio ravvedimento, espiare di qualche modo il mio peccato... Per

mia penitenza, ho stabilito di intraprendere un viaggio artistico in

tutte le città, in tutti borghi e i villaggi d'Italia, a proclamare,

collo spartito alla mano, che giammai, dacchè si fa musica al mondo,

non è stato scritto un capolavoro più sublime della _Africana_ di

Mayerbeer!

--Ah! meno male!... ecco un uomo che ha il coraggio di

ritrattarsi!--esclamano alcune voci.

Teobaldo si avvicina al Restani, e, toccandosi con una mano l'ala del

cilindro, gli dice col più amabile accento:

--Mi permetta, signore, di presentarle le mie più sincere

congratulazioni!... Sere sono al _club_ degli artisti, io mi era

non poco scandolezzato in vedere che un giovinotto di talento un

distinto musicista come lei, non partecipasse all'entusiasmo di quanti

comprendono e sentono la grande arte!... Ella non può figurarsi

l'immenso piacere che io provo nel poterla contare fra i nostri.

Carlo Restani s'inchina leggermente a Teobaldo, e gli chiede:

--Vuol ella dirmi, signore, a chi ho la fortuna di parlare?

--Teobaldo Biettola, possidente... e maestro... cioè...

professore.... o per meglio dire dilettante di _harmonium_, e membro

onorario di diverse accademie filarmoniche...

--Chi non conosce di nome il signor Teobaldo Biettola? dice il Restani

inchinandosi--professore d'_harmonium_... e meglio ancora mecenate

splendidissimo degli artisti e promotore benemerito dei buoni studii

musicali... Io mi tengo fortunato di poter distruggere, in uomo

sì universalmente stimato pei suoi talenti musicali, la cattiva

impressione...

--Basta!.... non serve.... Io già sapeva che anche lei si sarebbe

convertito... Tutti gli uomini, come ella dice, universalmente

stimati, debbono tosto o tardi convenire con noi.--Guardiamoci attorno:

vede lei un maestro, un suonatore, un dotto qualunque che abbia

composto una _polka_... un solo giornalista (non parlo dei giornalisti

da dieci franchi, ma di quelli... come sarebbe a dire... da cento, da

duecento)... insomma conosce lei qualcuno della grande sfera artistica

e sociale, che non divida il nostro entusiasmo?

--La prego--signore--non mi umilii davantaggio--sono già troppo

mortificato di dover confessare la mia sconfitta! La si figuri, signor

Biettola, che domani io dovrò arrossire dinanzi ad una ragazzetta di

otto anni, la quale non è ancora arrivata al suo quarto esercizio

sul pianoforte! Una ragazzetta che alle prime rappresentazioni

dell'_Africana_, è andata in estasi alla scena del vascello!

--Dunque!... Sentiamo un poco... (riprende Teobaldo accalorandosi)....

io so tutta l'_Africana_ a memoria... ma pure... amo sentire dagli

altri... Quali sono i pezzi che più le sono piaciuti?

--Prima di tutto... la prima battuta del preludio...

--La prima? non ci ho badato... Domani a sera voglio farci attenzione

...

--Poi, le cinque battute che seguono...

--Cinque battute!... ma dunque ella crede proprio che quelle cinque

battute?...

--Io non le darei per le sedici...

--Diamine!... converrà che io le ascolti meglio.... Quanto a me, vado

pazzo per la cavatina di Ines.... lalalà.... lilili... bibibì... zon!

zon!.....

--E il coro dei vescovi... toutoù.... lalarà.... lorolò....

titatà..... lo so tutto a memoria... Che ne dice del settimino!....

oh il settimino!... fron... fronfron!... tititi... tititì...

tilorouc!.... tititì... tilorouc... tilorouc....

--Lorouctì... lorouctì...

--Bravo... lei può darmi dei punti... Lei suona... voglio dire...

lei canta... o piuttosto solfeggia come un angelo!

--Ha lei notato l'effetto di quel _bemol_, che viene a formare un

accordo parziale di settima diminuente sulla tonalità generale di _do

diesis_, sviluppando negli ultimi accordi le producenti di _sol ce fa

ut_?...

--Fromfrom lalalà--fromfrom lalà!... Ma le sedici battute... Che ne

dice delle sedici battute?... Pensare che vi sono degli imbecilli, i

quali sostengono che tutto l'effetto consiste negli unissoni della

quarta corda?... Avete provato a riportare quel pezzo sul pianoforte o

sull'_harmonium_?

--Io ritengo che sull'_harmonium_ le sedici battute hanno da risaltar

meglio che sui violini... Peccato che io non sappia suonare

l'_harmonium_! Quel pezzo, sull'_harmonium_, deve riuscire divino!

--Qualche giorno... ve lo farò sentire--disse Teobaldo prendendo la

posa solenne di un musicista, che si ricorda esser membro onorario

delle più illustri accademie d'Italia.

Carlo e Teobaldo quella sera divennero i migliori amici del mondo.

--Se non fosse l'ora già tarda, io vi inviterei a salire nel mio

palazzo per udire come sappia accentare sul mio istromento quelle

ammirabili battute.--Ma mia moglie dorme a poca distanza della sala...

e mi dorrebbe ch'ella si svegliasse...

--Ciò sarebbe imprudente...

--Voi dite bene... sarebbe imprudente!

E i due giovani si separarono con una stretta di mano.

Racconti e novelle · 第 211 / 234 题