V.

Non erano passati venti giorni dalla prima rappresentazione della

_Africana_, quando la moglie di Teobaldo, la bella Clarina, profittando

della assenza del marito, si chiuse nel suo gabinetto da toletta per

scrivere una lettera.

Poniamoci dietro le spalle della signora (è una posizione che offre

quasi sempre delle viste aggradevoli), e leggiamo ciò che ella scrive:

«Mio dolce amico!

«Tu hai commesso uno di quegli errori a cui difficilmente si può

rimediare. Qualcuno aveva già parlato a Teobaldo in tuo favore, e mio

marito si mostrava assai ben disposto a riceverti in casa; ma tu,

colle tue imprudenze, hai guastato i miei piani. Come mai ti è venuto

in mente di dire tanto male della _Africana_ al _club_ degli artisti?

Teobaldo era presente, Teobaldo ha udito ogni cosa, e ti giuro che,

dopo un tal fatto, è assai difficile che egli si riconcili con te.

Teobaldo è furioso... Figurati che egli non dorme più... che egli non

mangia più... che egli mi ha completamente obliata per l'_Africana_.

Ogni giorno mi viene a casa con dei nuovi signori, maestri, dilettanti,

giornalisti... che so io?... il pianoforte è in ballo... Io non so

più dove ricoverarmi per fuggire l'_Africana_.--Quando penso che tu

solo, tu che avresti potuto tener luogo di tutti, per una imprudente

chiacchierata... ti sei chiuso per sempre la strada che io ti aveva

aperta!... Carlo!... Se è vero che tu mi ami... se è vero che

brameresti rinnovare ogni giorno le gioie... ahi! troppe fugaci e

incomplete... della nostra prima giovinezza... Carlo: io te ne

supplico--desisti dal far guerra... all'_Africana_--riconciliati con

lei--confessa pubblicamente i tuoi torti--non ti resta altro modo per

tornare nelle buone grazie di mio marito... e per avvicinarti a colei,

che ti ama e ti aspetta coll'anima ansante.

«C. B. T.»

Racconti e novelle · 第 210 / 234 题