All'indomani, prima ancora che l'alba spuntasse, io partiva infatti da
Nyon, scortato fino all'uffizio delle Messaggerie dall'amico Francesco,
il quale mi supplicava di rimanere, giurandomi che il mio discorso mi
avrebbe procurato tante amanti quante erano le fanciulle del paese. Io
stetti fermo nel mio proposito--e presi posto nel coupè fra un vecchio
_fumista_ ed una Suora della Carità che dovevano recarsi a Lione.
Ma al momento in cui la Diligenza stava per partire, io accennai
all'amico di avvicinarsi, e ponendogli in mano una lettera suggellata:
qui dentro c'è il segreto della tua fortuna, gli dissi. Mi prometti che
non aprirai questa lettera prima che un mese sia passato?...
--Te lo prometto... sebbene... a dir vero... trattandosi del mio
avvenire... della mia fortuna...
Il postiglione sferzò i cavalli e la Diligenza si mosse.
Mi alzai da sedere e volsi indietro lo sguardo. Il povero Francesco
era ancora là, impietrito, sulla porta delle Messaggerie e mi salutava
colla mano, mentre coll'occhio guardava fissamente la lettera
misteriosa.
Fu egli fedele alla promessa? Debbo io credere che egli abbia lasciato
passare tutta una lunga mesata (e dico lunga, perchè la curiosità e
l'impazienza correggono prodigiosamente la velocità delle ore) senza
disuggellare il mio piego?...
Fatto è che un mese dopo, proprio un mese dopo, io riceveva da Nyon la
lettera seguente:
«_Mio nume e profeta_,
»Ho finalmente aperto--oggi soltanto, te lo giuro--il plico fatale, che
mi gettasti nella mano il giorno della tua partenza da Nyon.
»Ho letto la tua profezia--l'ho letta nel momento istesso in cui essa
riceveva dai fatti la più completa, la più solenne, la più luminosa
conferma.
»Questa mattina, il Consiglio comunale di Nyon ha votato una prima
somma di L. 400,000 per la erezione di un teatro, ed io venni eletto e
nominato, per acclamazione, direttore _intellettuale_ e impresario per
dieci anni degli spettacoli che qui si daranno.
»Tutto ciò è dovuto alla tua eloquenza;... alla profonda sensazione
che qui ha lasciato il tuo discorso....
»All'indomani della tua partenza da Nyon, una delle dodici vergini fu
estratta cadavere dalle onde... Nelle tasche di quel cadavere, come
diceva il _decroteur_ della piazza, fu rinvenuto un foglio sul quale
era scritto: _muoio perchè dispero di poter mai sposarmi ad un uomo di
mio genio...._
»Un'altra delle vergini tentò, pochi giorni dopo, strangolarsi con una
corda da contrabasso, dopo aver scritto sul muro della sua camera da
letto: _vittima di un ideale impossibile...._
»Sopprimo altri episodii lugubri, per non recarti troppo grave dolore.
»La tristezza, la desolazione regnò nel paese per due settimane. Le
fanciulle non uscivano di casa.... I padri ed i tutori apparivano
costernati, e si guatavano torvamente, come a rimproverarsi che l'uno
non indovinasse l'idea dell'altro, e non prendesse l'iniziativa di
esprimerla.
»Ma l'idea, la grande idea, seminata e maturata da tanti sospiri e
lacrime di fanciulle--si è tradotta, come già ti dissi, in fatto
compiuto--la città di Nyon avrà ben tosto un teatro.
»Questa notizia ha ravvivato la città.--Le ragazze sono ricomparse in
sulla spianata presso il lago, coi loro abiti bianchi... E non puoi
credere la festa che si danno al solo pensiero che fra dieci o dodici
mesi, io condurrò a Nyon una compagnia di cantanti per inaugurare il
nuovo teatro.
»Altro non ti dico per oggi, e mi riservo, a giovarmi de' tuoi consigli
allorquando si tratterà di formare la compagnia.
_Il tuo_
FRANCESCO. »