Ci separammo--poichè la gente usciva in quel punto dalla chiesa, ed
io non voleva espormi una seconda volta al ludibrio della mia falsa
posizione.
Francesco andò a predisporre la sala pel trattenimento. Io noleggiai un
battello e feci un giro sul lago--meditando la mia vendetta.
Francesco condusse le cose per bene. Quand'io tornai all'albergo sul
far della sera, vidi l'amico ritto in sentinella sulla porta, e tutto
rifatto dal capo al piede coll'abito di rigore.
--Le ragazze verranno tutte--mi disse all'orecchio; e la gran sala è
disposta perfettamente come tu mi hai indicato.
--Ottimamente!...
Entrai nella mia camera e pranzai coll'amico. E, dopo il pasto, levai
dai bauli i miei ridicoli abiti da concertista, e indossai alla mia
volta quell'aristocratica uniforme che uguagliando il gentiluomo al
parrucchiere ed al garzone di trattoria, ottiene i primi onori nella
società moderna, e viene considerata come una bardatura indispensabile
a chi frequenta le grandi sale.
Alle ore otto e mezzo della sera la sala dell'albergo era colma--tutte
le ragazze di Nyon--tutte!--e lo ripeto ad onore dell'amico--sedevano
nella sala, intorno al pulpito predominante.
Io entrai senza farmi annunziare.
Strisciai tra la folla degli abiti neri, colla schiena ricurva e gli
occhi dimessi... Salii i quattro gradini dei pulpito; e fatto un
leggiero inchino del capo, poichè tutti gli occhi furono a me volti,
e il silenzio degli spettatori parve chiedermi la parola, spiegai sul
tavolo una cartolina, nella quale erano riepilogati i miei pensieri, e
con voce sonora proferii il seguente discorso: