La notte del 24 maggio fu una terribile notte pegli abitanti di
Nyon.--Mi coricai con triste presentimento.--Le varie emozioni del
viaggio, le scosse e i trabalzi della vettura, e sopratutto la vista
delle bellissime fanciulle mi avevano acceso un vulcano nella testa;
i nervi ed i muscoli mi oscillavano, e una mano di piombo, pesandomi
sul petto, pareva contrastarmi il respiro. Volgiti a destra, volgiti
a sinistra, mettiti boccone o supino, tieni gli occhi chiusi o
spalancati, quando il sonno non viene spontaneo a coronarti de' suoi
papaveri, le invocazioni e le evoluzioni non giovano: ti convien
vegliare a dispetto.
Fu una notte di spasimi--una notte di delirio.... per me, e per tutti
gli abitanti di Nyon.
Le sentinelle e le guardie di finanza, che vegliavano le contrade,
affermarono aver uditi nell'aere certi gemiti affannosi, certi sospiri
e singulti d'equivoca espressione. Parve ancora a taluni aver vedute
delle figure bianche e trasparenti disegnarsi nell'ombra, affacciarsi
alle finestre, correre su pei tetti leggiere, leggiere...--poi
disparire come nebbia.
Alle undici del mattino io dormiva finalmente il sonno dal giusto,
sovra un letto che assomigliava ad un mare in tempesta, avviluppato,
o per meglio dire intricato dalle coltrici che aveano preso forma
di corde da bastimento. Francesco entrò nella mia camera, spalancò
le imposte ed uno sfacciato raggio di sole mi percosse le palpebre
d'improvviso.
--Presto! fuori dal letto! gridò l'amico--Tutte le ragazze di Nyon sono
in volta coi più begli abiti da festa!
Io balzo dal letto; mi vesto, do di braccio all'amico, e scendo con lui
sulla piazza--La vista del sole mi ha rallegrato il cuore.... e l'aria
che spira dal lago ha ravvivati i miei sensi.
Eccoci di nuovo sulla spianata. Quanta gente! Aspettano l'ultimo
richiamo delle campane per entrare nella chiesa.
La domenica ne' piccoli paesi è il più lieto giorno della settimana, ed
anche il più propizio agli innamorati. Le crestaie e le lavandaie vanno
in giro coi loro cartoni, coi loro panierini ed altri passaporti della
professione, ed ho inteso dire da un grande filosofo che col
...Scendere e salir per l'altrui scale
le buone fanciulle lasciano su tutti i gradini una piccola porzione
del loro cuore. Ma io non bado alle crestaie.... e molto meno alle
lavandaie; in campagna ho bisogno di poesia... e di amore, e tuttociò
che mi richiama al pensiero le mie fralezze cittadine, mi fa montare il
rossore sul volto. Io cerco avidamente le dodici fanciulle dalla veste
bianca e dal nastro azzurro.--Più si avvicina il momento desiderato,
più aumentano le mie ansietà.
Ma le campane suonano l'ultimo richiamo, e la turba dei divoti entra
confusamente nella chiesa, mentre io e Francesco restiamo nell'atrio
ad attendere.--Esse debbono passare per di là, ed io potrò meglio
contemplarne la bellezza. L'incerto lume della notte sovente inganna
anche i più esperti osservatori; le nostri grandi dame di città, le
quali appaiono sì belle al riflesso d'una lampada o d'un becco di gaz,
perdono ogni attrattiva quando si mostrano alla schietta luce del
giorno!
Io spero aver prodotto in quelle anime sensibili una dolce impressione.
Non abituate alla vista di un _giovine civilmente vestito_, quelle
fanciulle non potranno resistere alla seduzione del mio gilet di
velluto e della mia cravatta di seta. Ma non ho io giurato di rimaner
celibe? È vero; ma ho anch'io la mia piccola dose di vanità, e non ho
a male se una donna mi riguardi con compiacenza. V'è tanta eloquenza
negli sguardi d'una giovinetta che sente alle estremità dei nervi la
prima prurigine dell'amore! Con un solo muover di ciglia essa dice ben
più che non il Petrarca col suo grosso volume di sonetti.
Grazie al cielo ho finito di attendere--Le fanciulle di Nyon muovono
verso la chiesa, e se ieri sera mi parvero belle, oggi discopro in
esse novelli pregi, novelle perfezioni. Decisamente lo apparir belle
soltanto di notte è privilegio delle lucciole e delle grandi dame.
Per Dio! che significano questi dispetti? Sono esse timide tanto che
non osino levare lo sguardo? Perchè nel passarmi d'accanto le fanciulle
di Nyon fanno quelle smorfie disdegnose; mentre i padri, i tutori, gli
zii mi fulminano del loro austero cipiglio!