Il sole stava per nascondersi dietro le montagne, quando dall'alto
della diligenza vidi fumare le tettoie di Nyon. Domandai al conduttore
di por piede a terra, onde fare modestamente il mio ingresso.
L'aria spirava dolcissima--sereno il cielo, le collinette d'un bel
verde azzurro; gli augelletti svolazzavano fra gli alberi cinguettando;
ond'io fui tosto commosso da voluttuosa melanconia. E tutti sanno come
la melanconia disponga soavemente all'amore.
Eccomi alle porte di Nyon--ho attraversato la contrada principale--le
case sono belle e paiono appartenere a persone agiate; ma dove sono
le dodici ragazze? Non un bel visetto che sporga dalle finestre, non
una voce flautata che si parta dalle abitazioni. L'amico mi avrebbe
ingannato?--Ma ecco che egli mi viene incontro e con poche parole mi
leva ogni dubbio.
--Io era ben certo di vederti a Nyon!
--Ti giuro che l'intenzione di prender moglie...
--Fermo là coi giuramenti! tu ignori la gravezza del pericolo...
Nel mentre abbracciavo l'amico e mi intratteneva con lui, mi accorsi
che, dalla casa vicina, due grandi occhioni, stupidi e gonfi
d'acquavite, due occhi da servitore mi stavano squadrando dal capo al
piede.
Quell'uomo, appena fummo entrati nella locanda, venne nel mezzo della
piazza, e facendo i più strani gesti, si chiamò intorno gli abitatori
del paese.--Che è? che non è? La folla circonda il banditore con
rispettoso silenzio, finchè questi con grande solennità annunzia ai
circostanti che:
_Un giovane civilmente vestito è entrato in Nyon!!!_
La novella percorre in breve ora tutte le case, e dalle cantine ai
granai passa rapida come baleno.--Tutti parlano _del giovine civilmente
vestito_--Chi è? Donde viene? _Cur? quomodo? quando?_
Ciascuno fa i suoi commenti; vengono in campo le induzioni più strane,
il rumore cresce a dismisura.
Io ceno di buon appetito; do un colpo di spazzetta al mio soprabito,
quindi a braccio dell'amico scendo a passeggiare sulla spianata
che costeggia il lago. La luna splende bellissima in un cielo di
zaffiro. Appena mossi alcuni passi, noi ci troviamo al cospetto di
due bellissime fanciulle, vestite in bianco. Esse procedono l'una al
braccio dell'altra; il papà e la mamma le seguono a poca distanza,
siccome vuole la prudente costumatezza dei tempi nostri.
_Ecco il giovine civilmente vestito_!--Queste parole furono scambiate
sommessamente fra quella piccola comitiva, e le ragazze abbassarono
modestamente gli occhi, dopo avermi ben ben squadrato dalla testa
ai piedi.--È inutile aggiungere che il papà e la mamma con moto
simultaneo appuntarono contro di me il naso e gli occhiali.--Nello
stesso modo io dovetti subire l'esame di altre dieci ragazze, e di
non so quanti padri, zii e tutori; perocchè, lode alla sincerità del
mio Francesco, le belle ragazze di Nyon erano dodici appunto. E debbo
ancora aggiungere per debito di verità, che ciascheduna di esse porgeva
un tipo di sì perfetta bellezza, che nè io, nè Francesco, nè Paride
redivivo, avremmo saputo a cui dare il pomo di preferenza.
Stature alte e mezzane; capelli biondi, neri, castani; occhi _neri,
azzurri, bigi_; fisonomie melanconiche e gioconde, modeste e procaci,
ingenue e voluttuose.--Io credo che mai in un serraglio dell'Oriente si
adunassero ad un tempo tante beltà femminine.
La _toilette_ era però uniforme; il vestito bianco parve fosse adottato
quella sera ad unanime voto; forse perchè il candore più si convenga
ad oneste fanciulle, o forse ancora perchè nel fondo bruno della
sera facesse meglio spiccare le forme bellissime di quei bellissimi
corpicciuoli.
Io passeggiava come assorto in estasi divina; parevami essere nel
giardino delle fate, e confesso di aver provato in quel punto un vago
desiderio di prender moglie... Le avrei sposate tutte dodici, senza
scrupolo di sorta.
Verso le 9 ore, l'aria che dapprima era fresca, divenne a poco a
poco freschissima, quindi fredda; e come per segreta convenzione, le
bellissime fanciulle si allontanarono silenziosamente, ed entrarono
ciascuna nella propria casa.--Ed ecco, non appena trascorsi due minuti,
rischiararsi d'improvviso le finestre, ed uscirne i più deliziosi suoni
che io mai avessi udito. Di là una fantasia di Thalberg, di qua una
melodia Belliniana, più avanti una grande sinfonia a quattro mani,
insomma una vera inondazione di musica in tutti i toni e in tutte le
misure.
--Che significano questi suoni? Che vogliono esprimere queste melodie
ora languide, ora concitate, che dal villaggio di Nyon si inalzano al
cielo?
--Te lo dirò io, rispose il grande filosofo che mi dava di braccio.--Le
dodici ragazze di Nyon, in tutti i toni, in tutti metri, in tutte
le misure, non esprimono che un solo pensiero: Abbiamo _bisogno di
marito!!!_