III.

Sei anni dopo, nel villaggio di Lambrate, Onorina si univa in

matrimonio ad un ricchissimo ex-droghiere milanese, il quale a forza

di convertire il cacao in cioccolatte, s'era comperato non so quante

pertiche di terreno, e si godea tranquillamente in campagna una rendita

annuale di circa trentamila lire. È inutile dire che l'amore non si

era per nulla mescolato in quel faustissimo imeneo. Una fanciulla

appena uscita di collegio non può innamorarsi di un fabbricante di

cioccolatte, che non si distingue dagli altri uomini se non pel suo

prosaico nome di Pasquale, e per un ventre enorme, simile ad un otre

pieno di stoppa mal digerita. Onorina aveva letto dei romanzi; ella

vagheggiava un Arturo o per lo meno un Enrico; ma siccome gli Arturi

ch'ella aveva incontrati nel mondo non possedevano altra ricchezza

fuori di un bel nome e di una bella capigliatura inanellata, i parenti

le ingiunsero di sposare un Pasquale con trentamila lire di rendita.

Racconti e novelle · 第 162 / 234 题