II.

La vacanza era finita; Onorina e Federico tornavano quella sera a

Milano in compagnia dei parenti, che come ho detto più sopra, si

divertivano russando nell'interno della carrozza. I due fanciulli

occupavano il _cabriolet_, e pareva non avessero alcuna voglia di

dormire e tanto meno di starsene zitti; perocchè l'aria della sera e il

moto della carrozza, che ai vecchi dà sonno, ravviva all'incontro lo

spirito degli adolescenti, che simili ai verginelli fiori si drizzano e

rinverdiscono alla frescura delle rugiade.

--Come le vacanze passano presto! sospirò Onorina, levando gli occhi al

firmamento.

--Fra pochi giorni torneremo al collegio...

--Dieci mesi di reclusione.... e di studio!

--E tu studii, Federico, quando sei in collegio?

--Oh bella! convien studiare per forza; in caso diverso il rettore mi

condanna alla dieta di pane ed acqua... e mi batte con uno staffile....

--Come io, quando si gioca al _cavallo_.

--Oh! le tue frustate hanno ben altro sapore.... Fra noi si fa per

divertirsi....

--Eppure.... mio bel Federico.... bisogna studiare... se vuoi farti

uomo. Fra pochi anni non giocheremo più al _cavallo_.... allora tu

sarai un giovane, ed io non sarò come adesso.... una bambina....

Bisognerà pensare a maritarsi.

--Maritarsi... e perchè dunque?

--Perchè le ragazze si maritano? Bella domanda.... Ma tu devi aver

freddo... mio bel Federico...--E in così dire Onorina gli gittò sulle

spalle un lembo del proprio mantelletto; e tutti e due si tacquero per

pochi minuti.

--Chi sa... Ho qui in mente un gran pensiero... Se noi... ci

sposassimo... Federico?

--Hai tu inteso dire che i ragazzi si sposino?...

--Non dico che ci sposiamo adesso.... ma in seguito... più tardi...

quando saremo grandi...

--Oh! sì.... sì... ci sposeremo... Una volta sposati, non ci

manderanno più al collegio...

--Quando un uomo e una donna si sposano, gli è per vivere sempre

insieme...

--Ed io starò sempre con te, Onorina?...

--Sempre... sempre... fino alla morte!...

--E giocheremo ancora al _cavallo_?

Onorina sorrise, e si tacque.

La carrozza fece il suo ingresso in Milano, arrestandosi poco dopo alla

porta di una modesta casa in contrada Sant'Andrea. I quattro dormienti

si riscossero.

--Presto, Federico, siam giunti, disse il papà diradando la nebbia

degli occhi. Gli sportelli della carrozza si aprirono. Federico strinse

la mano di Onorina, e baciolla in fronte; alla luce del gaz, avresti

veduta una lacrima brillargli nelle pupille. Onorina non piangeva; in

età sì giovanile ella conosceva già l'arte della dissimulazione.

--A rivederci.... l'anno venturo!

La carrozza da cui Federico e suo padre erano discesi, si allontanò

rapidamente; Onorina dall'alto del _cabriolet_ sventolava in segno di

addio il suo bianco fazzoletto.

Racconti e novelle · 第 161 / 234 题