XXII.

La mia risoluzione era presa, e oramai nessun artifizio, nessuna

seduzione poteva cangiarmi.

Pranzammo tutti insieme nella gran sala. Io seppi dissimulare il mio

imbarazzo, portando la conversazione sul tema della letteratura e

delle arti, acciò il marito di Amelia avesse campo di sfoggiare tutta

la coltura del suo spirito. Narciso ci interrompeva tratto tratto co'

suoi vecchi _calembours_, e la signora mostrava apprezzarli e gustarli

enfaticamente con certe risatine prolungate, per le quali ella poteva

far brillare due file di denti splendidi e bianchi come perle.

Appena levati da mensa, io posi in campo un pretesto per ritirarmi

nella mia stanza. Salutai cortesemente gli amici, stesi la mano ad

Amelia, e quand'ella mi porse la sua, io la strinsi senza affettazione,

senza darle alcun indizio che potesse in qualche modo rivelare i miei

divisamenti. Appena fui solo, mi posi al tavolino, e scrissi queste

poche linee:

«_Gentile Signora_,

»Quando riceverete questa mia, io sarò in viaggio per Milano. Vi prego

di perdonare e di obbliare. Il vostro Edmondo mi ha fatto l'onore di

chiamarmi amico; in poche ore egli ha saputo guadagnarsi la mia stima e

il mio affetto più vivo. Rimanendo, io correrei pericolo di demeritarmi

la sua amicizia, di tradire la nobile fiducia che egli ripone nel mio

carattere. È un uomo adorabile vostro marito, ed io per mia parte,

sento di aver già dei gravi torti verso di lui.--Io spero che a Milano

ci rivedremo tutti, e potremo stringere una intimità più degna di noi.

Scrivo due linee ad Edmondo per dirgli che una lettera giuntami da

Milano questa sera fu causa della mia repentina partenza. Nuovamente vi

chieggo perdono, e mi raccomando alla vostra buona amicizia.»

Suggellata la lettera, uscii nel corridoio per confidarla ad Angiolina,

ond'ella il mattino seguente la recasse alla signora.

Poi scrissi ad Edmondo--chiamai il cameriere per aggiustare i miei

conti ed ordinargli di svegliarmi di buon'ora.--Lo pregai di tenermi il

segreto per quella sera, e di attendere l'indomani per consegnare la

mia lettera ad Edmondo.

All'alba del giorno seguente, io saliva sulla vettura che doveva

condurmi a Milano.

Racconti e novelle · 第 151 / 234 题