Non vi dirò come si passasse per me quella eterna giornata. Verso le
quattro ore, mentre io dirigeva i miei passi allo Stabilimento, dal
quale ero poco discosto, sentii chiamarmi per nome.
Mi volsi. Era Edmondo che tornava dalla sua escursione artistica.
--Voi vedete ch'io sono esatto, mi disse.
Io mi fermai per attenderlo.--Egli mi narrò brevemente i piccoli
episodii della sua giornata--mi mostrò dei graziosi paesaggi schizzati
sul suo _album_--e così, famigliarmente conversando, noi entrammo nel
cortile dello Stabilimento.
Vi confesso che il mio cuore tremava. Sì: io tremava come un fanciullo
al momento di dover ricomparire innanzi a lei..... di dover subire
uno sguardo schernitore, un complimento pieno di crudele ironia. Ma
il contegno della signora valse ben presto a rassicurarmi. Ella aveva
prediposto la scena per quell'incontro--ella aveva contato sovra un
artifizio che, in luogo di assicurarle il trionfo, doveva pregiudicarla
d'avvantaggio nella mia opinione, e rassodare i miei propositi.
La signora Amelia mosse ad incontrarci festevolmente, tutta vezzi,
tutta sorrisi. Non mai l'eleganza della sua _toelette_ mi era apparsa
più studiata, più artistica e, diciamolo pure, meglio riuscita. Le dame
milanesi, che pure hanno tanta prosa nel cervello e nel cuore, sono
tutte poetesse nell'arte di abbigliarsi.
Ella appoggiava il suo braccio (e questo era il gran colpo di effetto,
questa era la prima strategia delle sue vendette)--sì--ella appoggiava
il suo braccio a quello di.... Narciso, che voi, lettori, dovete
conoscere..... quel fatuo pretenzioso e ridicolo, che passava le
sue giornate a cambiarsi le cravatte, a ripetere una quindicina di
_calembours_.
Ed ella si abbandonava a quel Narciso colla famigliarità di un'amica,
di una sorella--lasciando penzolare la sua testa voluttuosa sulle
spalle di lui, e volgendogli degli sguardi che parevano accennare
ad una intimità di desiderii e di accordi segreti. Quel Narciso, o
tulipano, che aveva preso il mio posto così repentinamente, che in
balìa di una frivola donna era divenuto un istrumento di rappresaglie
dispettose, di meschine vendette--in luogo di irritarmi mi fece
sorridere, m'ispirò compassione. Quanto poi alla donna.... tutto
l'incanto della sua bellezza, tutto il fascino era sparito. Io mi
vedeva dinanzi una artefice scaltrita di menzogne e di intrighi, che
ingannava ad un tempo il più affettuoso dei mariti e il più imbecille
dei cortigiani, per punire la mia onesta resistenza, per combattere uno
scrupolo di lealtà, che in quel momento mi rendeva orgoglioso.