Lettori: voi non vorrete astenervi dagli epigrammi--voi avete riso, e
forse ridete tuttora della mia dabbenaggine, ma pure dovete confessare
che il mio racconto fu pieno di moralità.... Ohimè!.... Vorrei pure
lasciarvi questa buona impressione--ma pur troppo quella ch'io vi ho
narrato è una istoria vera--e la verità non può sempre modificarsi a
benefizio della morale.
Io rividi il signor Edmondo a Milano--io rividi anche lei.... la
quattordicesima stella del nostro Olimpo celebrato.
Orbene: credete voi che la mia condotta onesta e leale mi abbia giovato
a qualche cosa?
Misteri del destino coniugale!--Edmondo ed io abbiamo cessato
di chiamarci amici.... Il nostro saluto, incontrandoci, è quasi
glaciale--è il saluto di due cilindri e non più di due cuori.
Alla Scala, nel palco di Amelia, veggo ogni sera il mio bel
Narciso, che ostenta la famigliarità pretenziosa del seduttore
soddisfatto.--Nell'alta società corrono.... delle dicerie un po'
equivoche. Per parte mia, ho motivi di credere che, nel caso di Amelia
e di Narciso, la malignità si mostri anche troppo discreta.
Cosa avrebbe perduto quell'ottimo Edmondo, se io avessi preoccupato la
piazza?....
Nulla....
Conclusione desolante!--Il solo che veramente abbia perduto sono io!
Ho perduto le buone grazie di una elegantissima donna--ho perduto
l'amicizia e fors'anche la stima di un uomo eccellente--ed ora ho
perduto il mio tempo a proporre un esempio di virtù e di abnegazione,
che non troverà imitatori.
La chiave di tutto l'enigma è codesta:--Io mi sono arrestato per paura
che il marito sapesse--ma appunto perchè mi sono arrestato innanzi
tempo, il marito ha saputo.--Ed ha saputo dalla moglie, che è quanto
dire a tutto mio danno e a maggior comodo altrui.