XXIII.

Lettori: voi non vorrete astenervi dagli epigrammi--voi avete riso, e

forse ridete tuttora della mia dabbenaggine, ma pure dovete confessare

che il mio racconto fu pieno di moralità.... Ohimè!.... Vorrei pure

lasciarvi questa buona impressione--ma pur troppo quella ch'io vi ho

narrato è una istoria vera--e la verità non può sempre modificarsi a

benefizio della morale.

Io rividi il signor Edmondo a Milano--io rividi anche lei.... la

quattordicesima stella del nostro Olimpo celebrato.

Orbene: credete voi che la mia condotta onesta e leale mi abbia giovato

a qualche cosa?

Misteri del destino coniugale!--Edmondo ed io abbiamo cessato

di chiamarci amici.... Il nostro saluto, incontrandoci, è quasi

glaciale--è il saluto di due cilindri e non più di due cuori.

Alla Scala, nel palco di Amelia, veggo ogni sera il mio bel

Narciso, che ostenta la famigliarità pretenziosa del seduttore

soddisfatto.--Nell'alta società corrono.... delle dicerie un po'

equivoche. Per parte mia, ho motivi di credere che, nel caso di Amelia

e di Narciso, la malignità si mostri anche troppo discreta.

Cosa avrebbe perduto quell'ottimo Edmondo, se io avessi preoccupato la

piazza?....

Nulla....

Conclusione desolante!--Il solo che veramente abbia perduto sono io!

Ho perduto le buone grazie di una elegantissima donna--ho perduto

l'amicizia e fors'anche la stima di un uomo eccellente--ed ora ho

perduto il mio tempo a proporre un esempio di virtù e di abnegazione,

che non troverà imitatori.

La chiave di tutto l'enigma è codesta:--Io mi sono arrestato per paura

che il marito sapesse--ma appunto perchè mi sono arrestato innanzi

tempo, il marito ha saputo.--Ed ha saputo dalla moglie, che è quanto

dire a tutto mio danno e a maggior comodo altrui.

Racconti e novelle · 第 152 / 234 题