Ebbene: se il marito sapesse, qual sarebbe il più svergognato fra te e
quella donna?
Mettiti là, galantuomo--al posto di lui--vicino a questa Amelia,
che ora ti apparisce così frivola, così rea, così indegna della tua
stima!--Ed egli--il marito che sa--vi giudichi entrambi.
Ieri a sera tu gli stringevi la mano, a quell'uomo leale e
simpatico--tu accoglievi i suoi ringraziamenti, le sue profferte
amichevoli. Edmondo espandeva il suo cuore nel tuo; ti metteva a
parte de' suoi segreti. Ti diceva: io amo quella donna e ne sono
riamato--ti svelava il segreto della sua felicità, colla piena fiducia
di parteciparla a un cuore onesto e sincero al pari del suo. Meno male
s'egli avesse ostentato quell'indifferenza volgare, o meglio quel
brutale cinismo che è proprio dei mariti di buon genere--se egli ti
avesse ripetuto gli ignobili ritornelli; mia moglie io la considero un
arnese, un mobile di casa, nè più nè meno--è forse possibile amare la
propria moglie?....
Ma nulla di tutto questo.--Edmondo, il tipo più amabile di galantuomo,
era anche l'ideale più adorabile dei mariti. Non vi era pretesto per
lei, come per me non vi era scusa possibile. Se non che, da parte
mia c'era un altro ritegno alla colpa, c'era un nobile sentimento
che resisteva alle attrattive della voluttà--la stima e la simpatia
per Edmondo. La piccola mente, il piccolo cuore di Amelia poteva
disconoscere le doti eminenti del marito; ma io che a primo abbordo le
aveva comprese ed apprezzate, io non poteva senza rimorso e vergogna,
farmi complice di Amelia nell'oltraggiare quell'uomo.