Per tutta quella notte non potrei chiuder occhio.--Due figure mi
stavano sempre dinanzi--un marito ed una moglie--un uomo ed una
donna, i quali parevano disputarsi le mie simpatie, provocare una mia
determinazione.
Dalla parte di Amelia stavano le seduzioni del sesso e della
voluttà--dalla parte di Edmondo le attrattive di un nobile cuore,
di uno spirito elevato, di un carattere omogeneo, tutte doti che
conciliano benevolenza e rispetto.
Edmondo adorava sua moglie--l'adorava colla fede più ingenua--e
quell'amore pieno di tenerezza, quell'amore indulgente e benefico
rifletteva una luce sfavorevole sulla frivolezza vanitosa, sulla
indifferenza della donna.... incapace di comprendere un affetto sì vero
e già pronta a tradirlo.
Il mio cuore propendeva per Edmondo--passando dall'una all'altra
figura, il mio pensiero si arrestava di preferenza innanzi a quella
che era la più degna di benevolenza e di stima. La bellezza di Amelia
scoloriva, perdeva il suo fascino seduttore. Quelle forme voluttuose di
femmina divenivano trasparenti, e sotto quelle io scorgeva un povero
cuore, sterile di affetti e viziato dalla educazione.
Ella!.... disconoscere il nobile carattere di quell'uomo!....
adorata.... atteggiarsi a vittima!.... tradirlo!.... Ciò era
indegno.... era infame....!
E fu proprio su questo atto di accusa che una ipotesi fatale mi balenò
nella mente.... Mentre io mi sdegnava con lei, mentre io lanciava
la tremenda condanna, improvvisamente fui assalito da questa grave
riflessione:
«Se il mio marito sapesse!»