Un passo dopo l'altro, ci eravamo discostati circa tre miglia dello
_Stabilimento_, seguendo una stradicciuola abbastanza seducente per due
dilettanti di paesaggio quali noi eravamo--una stradicciuola piena di
sassi e di perfidie.
--È tempo di rientrare! esclamò Edmondo vivamente. Le donne hanno
ragione.... Qualche volta noi altri mariti commettiamo, senza
avvedercene, dei tratti così poco galanti, delle scortesie... La
mia povera Amelia sarà là ad aspettarmi... Ella avrà a dirmi cento
cose... delle corbellerie... vorrà narrarmi i piccoli scandali della
stagione.... vorrà sapere le cento bagatelle della nostra Milano...
Le avevo promesso di tornare così tosto!... Ed ecco... sentite?....
battono le ore... Undici ore! Affrettiamoci un poco... Quella povera
Amelia!.... Mi par di sentirla.... quando io sarò rientrato da lei...
E questa volta io sarò costretto a subire la mia lezione senza dir
verbo, come un discolo di fanciullo che ha mancato alla scuola!
Al nome di Amelia, io provai quel medesimo brivido che poche ore prima
mi avea sorpreso allorquando l'Angiolina era entrata nella stanza della
sua padrona per annunziare l'arrivo di Edmondo. La donna che io aveva
amata, od almeno desiderata e corteggiata per quindici giorni--la donna
che già tanto mi aveva concesso, e alla quale, senza scrupolo e senza
rimorso, io aveva predicata la infedeltà coniugale come un diritto
di rappresaglia--quell'Amelia che io aveva istigata alla colpa, che
all'indomani, data una occasione favorevole, perseguitata da nuove
insistenze, avrebbe forse ceduto... Or bene: da due ore essa era
la moglie di un uomo che io non poteva a meno di apprezzare, di un
uomo probo e leale, che mi aveva profferto la sua amicizia, a cui io
dall'interno del mio cuore avea risposto col nome di amico!
Rimasi paralizzato. Le parole mi vennero meno. Edmondo, senza avvedersi
del mio turbamento, proseguiva coll'usata spigliatezza:
--Presto! vediamo di accelerare il passo per quanto ce lo permettono i
ciottoli della via.... Non troppo! non c'è ragione che io vi esponga a
slogarvi una tibia... perchè io giunga più presto a far le mie scuse
a madama.... Per riparare ai miei torti... vediamo!... occupiamoci un
poco di lei... Non mi avete detto nulla delle vostre passeggiate...
delle vostre escursioni alla campagna.... Dite la verità: qualche volta
vi sarete annoiato.... Una donna, come la mia Amelia, non è sempre
una compagnia divertente..... Non tutti sono disposti a intrattenersi
di quei nonnulla che ronzano eternamente nella sua testolina....
Ella non manca di un certo spirito... di un certo talento.... ma
l'educazione che si dà alle nostre donne... Come si fa? Noi altri
giungiamo troppo tardi per dare alle nostre mogli un indirizzo più
ragionevole... E dall'altra parte, che volete?... nella donna io
amo tutto quello che caratterizza il sesso... Le frivolezze, le
bugiuzze, quei piccoli errori, quei capricci dello spirito hanno anche
essi il loro lato seducente. È poi tanto buona, tanto onesta, quella
mia creatura... Vuol essere corteggiata... vorrebbe avere intorno
una corona di adoratori--sapete perchè?--anche questo è un capriccio
abbastanza piccante. Perchè mia moglie non si tiene paga di sapersi
amata--ed io l'amo con tutto il mio cuore: ella pretenderebbe che io
fossi geloso.... che io dessi nelle smanie..... che io mi battessi
ogni giorno con alcuno di questi rivali imaginari.... Adorabile,
non è vero?--Ma qualche volta, ve lo confesso--ciò mi disturba e mi
impazienta.... Ella mi vuol troppo bene, la mia povera Amelia.--Vorrei
che mi amasse più ragionevolmente... Come l'amo io, per esempio. Io la
ritengo onesta a tutta prova, incapace di un pensiero riprovevole....
Ebbene: come si fa ad essere gelosi?... Pure, di tempo in tempo,
conviene giuocare qualche farsetta... tanto per secondarla. Oggi,
per esempio, arrivai inaspettatamente da Milano..... come un geloso
che sospetti, che voglia sorprendere.... Non potete figurarvi quanto
ella gusti tali scene..... Ella non crederebbe al mio amore, ella
forse cesserebbe di amarmi, se tratto tratto non le fornissi queste
prove di diffidenza, se non la sollecitassi con queste farse da
Otello!... Tutte le sue lettere sono piene di misteriosi adoratori,
di reticenze allarmanti.... Appena giunti a Trescorre, mi scrisse di
voi... volle farmi supporre che qualche altro la perseguitasse di
omaggi e di profferte amorose... Che volete? io rido... Qualche
volta fingo di adombrarmi.... più spesso mi sforzo di convincerla
che il vero affetto non può basarsi che sulla reciproca stima, sulla
fede più illuminata.... Che fare? Oggimai dispero di convertirla...
E d'altronde, poichè queste sue velleità non dipendono, in ultima
analisi, che da un falso concetto dei sentimenti umani.... lasciamo
correre e tolleriamo... Io so di essere amato e ciò mi basta.... E
guai per me se dovesse cessare una tale convinzione, che è la gioia
segreta, che è l'orgoglio della mia esistenza.... Amelia non comprende
i miei gusti per le lettere e per le arti--ma ella è artista sublime
nelle ricercatezze della sua toeletta, nelle cure che ella prende per
farsi bella ed amirabile. Questo talento delle mogli costa un po' caro
... Non importa... Io lo comprendo e lo apprezzo. Quando Amelia si
mette un abito nuovo, quando ella si abbellisce di nuovi adornamenti,
io sento che ella vuol dirmi:--Edmondo smetti i tuoi libri... la tua
tavolozza... e vedi un poco se non hai torto di perdere tante ore a
vagheggiare l'idealismo, mentre io ti offro una realtà le mille volte
più incantevole!.... Ma io mi trattengo in un argomento che per voi non
può avere interesse.... Perdonate ad un marito, che non ha cessato di
essere amante... Frattanto abbiamo rifatto il nostro cammino... Se la
mia compagnia non vi tedia, se amate passeggiare di buon mattino, io
verrò domani a svegliarvi... Faremo una gita lunga... sbozzeremo de'
paesaggi, e parleremo di tutto. Ebbene? convenuto?
--Convenuto!
--Badate che io mi sveglio di buon'ora... Verso le cinque io busserò
alla porta della vostra camera.
--Ed io vi prometto che alle cinque sarò in piedi... ad aspettarvi.
Entrati nello stabilimento, ci separammo con una stretta di mano, che
questa volta era cordiale da ambo le parti.
Al momento in cui io metteva la chiave nell'uscio, l'Angiolina mi si
fece incontro e con aria misteriosa mi porse una lettera.
La presi tremando--mi rifugiai come un colpevole nella mia stanza--e
lessi:
«Io non credo che mio marito vorrà sacrificarsi a passare con me
la giornata di domani.... Ho già l'anticamera ammorbata dalle sue
vernici. Ciò mi prova che egli è venuto a Trescorre per copiare dei
paesaggi.... Voglio sperare che non vi sarete offerto di andare con lui
a sostenergli la tavolozza... piuttostochè rimanere allo stabilimento
a curare una povera malata...»
È inutile avvertire che questa lettera senza firma era scritta da...
lei.