Eravamo tutti nella sala comune..... ad aspettare--ed è superfluo
aggiungere che aspettavamo la signora.
L'amico Narciso si era impiombato dinanzi al pianoforte, e aveva
ripetuto la sua _polka_ una diecina di volte. I suoi occhi
dardeggiavano la porta di ingresso--la contrazione della sua
fronte rivelava un insolito laborìo di cervello, uno sforzo
violento dello spirito. Egli chiamava a raccolta i suoi quindici
_calembours_;--fors'anche--per una circostanza tanto solenne, stava
creandone dei nuovi.
La bella milanese non si fece molto attendere. Forse--le stelle mi
perdonino!--ella era più impaziente di brillare che nol fossimo noi di
bearci nei suoi raggi.
Il mio Narciso balzò dallo sgabello--spiccò un salto da levriero, e
stese la mano alla signora col fare spigliato di un amico di casa.
--Voi.... alle acque! disse Amelia sbadatamente--e i suoi grandi occhi
vellutati passarono in rassegna tutta la comitiva.
--Ah! non è più il caso di dire alle acque, dacchè il sole della vostra
bellezza....
--Così presto!.... Rimettetevi al pianoforte, signor Narciso--ai vostri
nuovi _calembours_ preferisco ancora la vostra vecchia _polka_!
Era una impertinenza proferita col miglior garbo--e il mio _lion_
rispose con un sorrisetto di beatitudine che rivelava tutta la sua
fatuità.
La signora Amelia, come la più parte dei bagnanti, era venuta
a Trescorre con una lettera commendatizia pel medico dello
stabilimento--una lettera, che accusava tutti quei sintomi di perfetta
salute i quali, sommati insieme, costituiscono la grave malattia del
regime alla moda, il pretesto per recarsi alle acque.
Ditemi che l'arte medica non serve a nulla!--Il dottore dello
stabilimento, appena entrato nella sala, si incaricò spontaneamente
delle presentazioni, mormorando all'orecchio della signora tutti quei
particolari della cronaca locale per cui ella potesse rendersi conto
della situazione, e prendere risolutamente la sua parte.--Di tal modo
si stringono le relazioni, si annodano le amicizie e gli amori--si
creano e si sviluppano quei giocondi pettegolezzi, quei deliziosi
scandoletti, che fanno tanto bene alla salute dei bagnanti, e mettono
in credito le.... acque!
Il dottore era uno de' miei mille e trecento amici, ed io dovetti
a questa circostanza che egli mi dipingesse alla signora con tinte
piuttosto favorevoli.
Fatto è che dopo averla intrattenuta pochi minuti sul conto mio, quel
buon dottore mi si fece incontro per annunziarmi che la signora gli
aveva espresso il desiderio che io le fossi presentato.
Mi lasciai condurre--ci ricambiammo le solite frasi, il formulario di
tutte le presentazioni--ma il fremito della mia voce, il fuoco che
traluceva dalla mia timidezza, dicevano più assai delle parole.
Frattanto il mio bel Narciso aveva ripetuto quattro volte la sua
vecchia _polka_, meditando un nuovo _calembour_.
Il caldo era opprimente.--Si deliberò di uscire tutti insieme per una
breve passeggiata all'aperto.
Come avviene in tali circostanze, la galanteria degli uomini prese
fermento.--Un signore dal naso bernoccoluto, dalle guancie di
mortadella, si gettò avidamente sopra una zitellona smilza, che era
già uscita due volte nell'anticamera a ballare con lui--un prete
rubicondo e tarchiato si impadronì di una sua nipotina tutta modestia
e tutta polpa--una vecchia contessa bergamasca sopraccarica di collane
e di merletti afferrò il braccio di un interminabile seminarista
che tre volte, nel far il giro della sala, avea dato del capo nel
lampadario--il medico si pose in mezzo a due bicocche in sottana che
esigevano, per tenersi in bilico, un punto di appoggio--e tutti quanti
avevano già scelta o subita la loro compagna di passeggio--mentre io....
Vedete un po' se io ragionava da cretino: «Offrirle il mio braccio....
questa sera... così presto!.... Ma con quale diritto?.... E se ella mi
facesse l'affronto di rifiutare? in tal caso tutto sarebbe finito....
non oserei più tentare.... che dico?.... sarei costretto a fuggire da
Trescorre... a non più rivederla!....»
Io non mi accorgeva che la mia perplessità, oltre ad esser ridicola, mi
esponeva a commettere una villania.--La signora si era levata in piedi,
e si incamminava per uscire dalla sala....
Crederesti, lettore?--Io fui sul punto di volgermi a Narciso per
supplicarlo a fare le mie veci, a togliermi da quell'imbarazzo....
Ma il signor Narciso non aveva bisogno dei miei eccitamenti--nella
sua qualità di _lion_, egli aveva già calcolato che il braccio di
Amelia gli apparteneva per diritto--che nessun altro avrebbe osato
usurparglielo. Egli aveva indugiato a levarsi dal pianoforte per un
sentimento di fierezza, o meglio di fatuità, che era propria del suo
carattere--l'unico _lion_ si sentiva indispensabile all'unica _stella_.
E poi, c'era un'altra ragione a quell'indugio--il _calembours_.--Non
appena questa enorme concezione del suo spirito creatore gli parve
degna della luce, Narciso si lanciò verso la signora.... Ma quella,
volgendosi a me subitamente, e ponendo la sua bella mano sul mio
avambraccio--signore, mi disse; vi prego!.... salvatemi voi da
quell'importuno!
Non c'erano più scuse--conveniva rassegnarsi a farle la corte--non
fosse altro per quella serata.