VII.

Eravamo tutti nella sala comune..... ad aspettare--ed è superfluo

aggiungere che aspettavamo la signora.

L'amico Narciso si era impiombato dinanzi al pianoforte, e aveva

ripetuto la sua _polka_ una diecina di volte. I suoi occhi

dardeggiavano la porta di ingresso--la contrazione della sua

fronte rivelava un insolito laborìo di cervello, uno sforzo

violento dello spirito. Egli chiamava a raccolta i suoi quindici

_calembours_;--fors'anche--per una circostanza tanto solenne, stava

creandone dei nuovi.

La bella milanese non si fece molto attendere. Forse--le stelle mi

perdonino!--ella era più impaziente di brillare che nol fossimo noi di

bearci nei suoi raggi.

Il mio Narciso balzò dallo sgabello--spiccò un salto da levriero, e

stese la mano alla signora col fare spigliato di un amico di casa.

--Voi.... alle acque! disse Amelia sbadatamente--e i suoi grandi occhi

vellutati passarono in rassegna tutta la comitiva.

--Ah! non è più il caso di dire alle acque, dacchè il sole della vostra

bellezza....

--Così presto!.... Rimettetevi al pianoforte, signor Narciso--ai vostri

nuovi _calembours_ preferisco ancora la vostra vecchia _polka_!

Era una impertinenza proferita col miglior garbo--e il mio _lion_

rispose con un sorrisetto di beatitudine che rivelava tutta la sua

fatuità.

La signora Amelia, come la più parte dei bagnanti, era venuta

a Trescorre con una lettera commendatizia pel medico dello

stabilimento--una lettera, che accusava tutti quei sintomi di perfetta

salute i quali, sommati insieme, costituiscono la grave malattia del

regime alla moda, il pretesto per recarsi alle acque.

Ditemi che l'arte medica non serve a nulla!--Il dottore dello

stabilimento, appena entrato nella sala, si incaricò spontaneamente

delle presentazioni, mormorando all'orecchio della signora tutti quei

particolari della cronaca locale per cui ella potesse rendersi conto

della situazione, e prendere risolutamente la sua parte.--Di tal modo

si stringono le relazioni, si annodano le amicizie e gli amori--si

creano e si sviluppano quei giocondi pettegolezzi, quei deliziosi

scandoletti, che fanno tanto bene alla salute dei bagnanti, e mettono

in credito le.... acque!

Il dottore era uno de' miei mille e trecento amici, ed io dovetti

a questa circostanza che egli mi dipingesse alla signora con tinte

piuttosto favorevoli.

Fatto è che dopo averla intrattenuta pochi minuti sul conto mio, quel

buon dottore mi si fece incontro per annunziarmi che la signora gli

aveva espresso il desiderio che io le fossi presentato.

Mi lasciai condurre--ci ricambiammo le solite frasi, il formulario di

tutte le presentazioni--ma il fremito della mia voce, il fuoco che

traluceva dalla mia timidezza, dicevano più assai delle parole.

Frattanto il mio bel Narciso aveva ripetuto quattro volte la sua

vecchia _polka_, meditando un nuovo _calembour_.

Il caldo era opprimente.--Si deliberò di uscire tutti insieme per una

breve passeggiata all'aperto.

Come avviene in tali circostanze, la galanteria degli uomini prese

fermento.--Un signore dal naso bernoccoluto, dalle guancie di

mortadella, si gettò avidamente sopra una zitellona smilza, che era

già uscita due volte nell'anticamera a ballare con lui--un prete

rubicondo e tarchiato si impadronì di una sua nipotina tutta modestia

e tutta polpa--una vecchia contessa bergamasca sopraccarica di collane

e di merletti afferrò il braccio di un interminabile seminarista

che tre volte, nel far il giro della sala, avea dato del capo nel

lampadario--il medico si pose in mezzo a due bicocche in sottana che

esigevano, per tenersi in bilico, un punto di appoggio--e tutti quanti

avevano già scelta o subita la loro compagna di passeggio--mentre io....

Vedete un po' se io ragionava da cretino: «Offrirle il mio braccio....

questa sera... così presto!.... Ma con quale diritto?.... E se ella mi

facesse l'affronto di rifiutare? in tal caso tutto sarebbe finito....

non oserei più tentare.... che dico?.... sarei costretto a fuggire da

Trescorre... a non più rivederla!....»

Io non mi accorgeva che la mia perplessità, oltre ad esser ridicola, mi

esponeva a commettere una villania.--La signora si era levata in piedi,

e si incamminava per uscire dalla sala....

Crederesti, lettore?--Io fui sul punto di volgermi a Narciso per

supplicarlo a fare le mie veci, a togliermi da quell'imbarazzo....

Ma il signor Narciso non aveva bisogno dei miei eccitamenti--nella

sua qualità di _lion_, egli aveva già calcolato che il braccio di

Amelia gli apparteneva per diritto--che nessun altro avrebbe osato

usurparglielo. Egli aveva indugiato a levarsi dal pianoforte per un

sentimento di fierezza, o meglio di fatuità, che era propria del suo

carattere--l'unico _lion_ si sentiva indispensabile all'unica _stella_.

E poi, c'era un'altra ragione a quell'indugio--il _calembours_.--Non

appena questa enorme concezione del suo spirito creatore gli parve

degna della luce, Narciso si lanciò verso la signora.... Ma quella,

volgendosi a me subitamente, e ponendo la sua bella mano sul mio

avambraccio--signore, mi disse; vi prego!.... salvatemi voi da

quell'importuno!

Non c'erano più scuse--conveniva rassegnarsi a farle la corte--non

fosse altro per quella serata.

Racconti e novelle · 第 137 / 234 题