Narciso, il mio vero _lion_, al pari di tutti gli altri che avevano la
pretesa ad un tal titolo, dopo aver proiettato sulla signora Amelia una
occhiata assassina, corse nelle sue stanze a cambiarsi la cravatta.
Anzi, egli si cambiò tutto, dalla cravatta agli stivaletti--e credo
anche--ma questa è un'ipotesi assurda--che egli introducesse qualche
leggiero cambiamento nel colorito della sua pelle.
Confesso la mia debolezza--quella sera io non ebbi il coraggio di
discendere nella sala comune senza prima farmi radere la barba e
ritoccare i capelli dal Figaro dello stabilimento.
La bellezza della signora Amelia mi aveva stranamente impressionato.
Era stata una commozione subitanea e violenta; un fascino, di cui, per
verità, non spettava a lei tutta la gloria--perocchè, a quell'epoca, io
avessi appena raggiunti i miei ventidue anni--quell'età solforosa, che
non ha bisogno di esca e di faville per infiammarsi ed erompere.
Che poteva io sperare?--Una _stella_!--Questa idea che ella si
chiamasse una _stella_ del mondo elegante, mi sgomentava, mi lasciava
impietrito.--Ma in nome di Dio, cosa sono queste _stelle_? In che
differiscono dalle altre signore, dalle altre.... donne?...--Donne!--è
il loro nome più vero--e quanto alla loro fibra, mi pare che non possa
altrimenti essere tessuta da quella di tutte le figlie di Eva.--Anche
una _stella_ è soggetta alle passioni e deve avere i suoi capricci!...
E la mia logica andava tanto oltre, che io finii col persuadere a me
stesso essere altrettanto facile conquistare una _stella_, quanto--mi
si perdoni la irriverenza--una ortolana di piazza San Stefano.
Tutto dipende dalle attrazioni o dalle ripulsioni--dalle correnti
magnetiche--dal caso--dal luogo e dalle circostanze.
La mia prima esclamazione: _com'è bella!_--quell'atto estemporaneo di
sorpresa e di ammirazione mi aveva già guadagnato la riconoscenza e la
stima della signora Amelia--mi aveva aperta la via, non dico del suo
cuore, ma della sua vanità.--Due mesi dopo, per aver osato rivolgere il
medesimo complimento ad una giovane cuciniera che tornava dal verzaro,
io mi ebbi, per tutto compenso, un fusto di sedano tra il naso e la
bocca!