Buona parte di quei _lions_--perchè dovrò tacerlo?--non rappresentavano
il fiore della giovinezza, nè il fiore della eleganza, nè il fiore
dello spirito. Erano quasi tutti provinciali nel senso più traslato
della parola. Parecchi erano anche affetti di erpete, malattia poco
favorevole alle attrattive personali, e avversa più che altre al
romanticismo.--Un Narciso milanese--lo chiamo Narciso piuttosto che
Tulipano, per usargli cortesia--era, nella comitiva dei bagnanti, il
solo giovanotto che avesse le apparenze di un perfetto gentiluomo.
Vestiva col buon gusto di Prandoni--mutava rigorosamente di toeletta
tre volte al giorno--cavalcava come un palafreniere--sapeva a memoria
una diecina di _calembours_--e suonava con qualche garbo.... una polka.
Sulle sue guancie pallide e brune non spuntavano quelle efflorescenze
che esigono la cura delle acque sulfuree, od almeno ne accusano gli
effetti. Un bel giovanotto--il vero tipo di quei _lions_, che non hanno
altra ambizione fuor quella di sentirsi classificare _lions_, anzichè
bestie di un'altra specie qualunque dal titolo meno sonoro ma più
competente.
Secondo ogni apparenza, il nostro Narciso era venuto a Trescorre
per fare delle conquiste; fors'anche egli aveva già designata la
sua vittima.--Che serve?... Non facciamo misteri!--Egli sapeva che
la signora Amelia Della-Rosa doveva recarsi alle acque--e l'aveva
preceduta di alcuni giorni per studiare il terreno delle sue
evoluzioni, per prepararsi agli assalti.--Che le sue prime prove
fossero cominciate a Milano? Che egli avesse già tentato?... Avrei
mille ragioni per supporlo.
I miei lettori, dal seguito del racconto, vedranno che la mia
supposizione non era infondata.