I funerali di Bartolomeo De-Majocchi si celebrarono a Gerusalemme
con pompa non più veduta, e nella epigrafe piramidale esposta sulla
facciata del tempio, il di lui nome per la prima volta si vide
accompagnato col titolo di conte.
Fatto è, che dopo la morte dell'istitutore, il negozio detto della
_Bolognesina_ restò chiuso parecchi giorni per riaprirsi sotto la nuova
ditta Barabba e Compagni. La vedova De Majocchi si ritirò dal commercio
cedendo la bottega e l'avviamento al suo primo garzone di macelleria.
Maritò l'unica figliuola al figlio primogenito del governatore
cavaliere Ponzio Pilato, indi lasciò Gerusalemme per chiudersi in una
sua villa sul lago di Como, dove fino alla morte attese agli esercizi
spirituali in compagnia di un frate gesuita.
La De-Pilato, unica ereditiera dell'immensa fortuna, menò
brillantissima vita, continuando la tradizione paterna quanto a
condotta politica e religiosa. Le sue sale erano convegno della
più eletta aristocrazia e dei più alti dignitari ecclesiastici. E
quando ella, per capriccio o per spirito di opposizione, rifiutava di
concorrere a qualche opera pia, o negava il solito tributo alla _Cassa
di San Pietro_, i preti non mancavano di ripeterle: vostro padre...
quello sì ch'era un sant'uomo... e Dio gli ha dato del bene!...