Tale fu la condotta di Giuda Iscariota dopo il suo ritorno a
Gerusalemme--e così visse fino all'età di anni novantaquattro e
dieci mesi, ricco, beato, padre di bella e robusta prole, amato e
rispettato da ogni ceto di cittadini. Morì della gotta per abuso di
pollami--lasciando alla vedova ed ai figli un patrimonio di dieci
milioni in denaro suonante, venticinque milioni in cartelle dello
stato, ed altri ventidue milioni in lardo, baccalà, olio di Nizza,
caviale, _sardines di Nantes e salumerie_ di vario genere.
A nessuno, fra i tanti che avevano frequentata la sua bottega pel
corso di quarantacinque anni, venne mai in sospetto che il sedicente
Bartolomeo Majocchi, o De Majocchi, come si fece chiamare più tardi,
fosse il famigerato Iscariota, oggetto di esecrazione, di abbominio a
tutto il genere umano. Il solo _Don Anna_, che aveva naso da canonico,
nutriva qualche dubbio in proposito, ma non osò mai manifestarlo
neanche agl'intimi amici.
Il ghiotto prelato doveva al Majocchi più di duemila e seicento franchi
per vari generi di commestibili presi nella bottega.--Egli amava troppo
le lingue di Zurigo e i _mascarponi_ di Codogno, per disgustare un
creditore, il quale era pronto a _notare_ per tempo indeterminato.