Quest’albero arriva all’altezza di 6 a 10 metri; e non sono

rari i tronchi del diametro di mezzo metro. Esso trovasi, in grande

abbondanza, nella zona dell’Anseba, specialmente nel circondario

di Cheren; quindi anche nel territorio degli Habab ed in tutte le

vallate della regione del Barca.

Il governo della colonia ha posto una forte ammenda sull’abbattimento

non autorizzato di quest’albero, considerandolo come proprietà

governativa: per l’abbondanza dell’albero e per la grande

estensione delle terre su cui si diffonde, luoghi estremamente

spopolati, non v’ha timore che possa venir distrutta la specie,

si potranno caricare ogni anno molte grosse navi con questo pregevole

prodotto.

Questa specie di ebano è caratterizzata dall’alburno di color

giallastro e dal cuore del legno che pel suo color bruno oscuro o

nero spicca nettamente sul primo. Questa circostanza stabilisce per

l’arte dell’intaglio non nuovo problema, vale a dire la formazione

di un rilievo scolpito in bianco sopra un fondo nero, secondo l’arte

dei Cammei.

Nel Sudan questo legno è impiegato sopratutto per farne impugnature

di sciabole e di pugnali.

12. ACACIA GLAUCOPHYLLA St. (_Leguminosae-Mimoseae_)

in agau «_zelloa_».

Il legno durissimo di questo arbusto diffuso dapertutto nel territorio,

è di grande utilità per la costruzione di tetti e simili a cagione

della lunghezza e regolarità dei rami.

13. ACACIA ALBIDA Del.

in tigrigna «_memmena_, o _mamana_».

Esemplari singolarmente belli di questa specie, che forma uno dei

più grandi alberi dell’interno della colonia dell’Eritrea,

si rinvengono presso Cheren e nella valle dell’Anseba.

Dai grossissimi tronchi si possono, come fanno gli Abissini, ricavare

tavole per porte, mortai ed altro. È uno dei migliori legni da

costruzione.

14. ACACIA ETBAICA Schwf.

(Riscontrisi a piante coloranti e concianti N. 27).

Il legno di questa specie, qui particolarmente degna di considerazione

a cagione della sua abbondanza è molto da raccomandarsi per lavori

artistici a riguardo del suo bellissimo disegno: sul taglio trasversale

appariscono le sue zone annuali macchiate gialle e brune, ciò che

unito alla tessitura fina e ad una grande resistenza rende questa

qualità di legname molto raccomandabile per l’ebanisteria.

I fusti di tutte le Acacie danno un carbone molto utile per le fucine,

e dagli Abissini sono adoperati per questo scopo.

15. ALBIZZIA AMARA Boiv. (_Mimoseae_)

in tigrigna «_igjàno_ o _cigòno_, o (Hamasen) _hamassèrau_».

in bilin (Bogos): «_ssobcàna_».

Quest’albero molto diffuso nel territorio tra 1300 a 2000 metri

d’altitudine è molto adoperato per lavori di costruzione e di

carpentiere pel suo legno chiaro, resistente, a disegni marmoreggiati.

16. TARCHONANTHUS CAMPHORATUS L. (_Compositae_)

È un frutice o alberetto, con foglie lanceolate e molto aromatiche,

con odore di canfora. Si estende cominciando dalla terra del Capo

di Buona Speranza per le alte montagne dell’Africa orientale fino

all’altopiano dell’Yemen.

Si trova abbondante sulle pendici del Ssabber, sopra Gheleb, da

2000 metri in sopra. Il suo legno molto duro è distinto, inoltre,

per una fina tessitura, ed ha un’alburno chiaro, il quale risalta

fortemente sul colore bruno carico del cuore del legno, con strati

di accrescimento di color bianco. Il legno acquista una magnifica

pulitura; e nell’Africa meridionale, dove è chiamato «_sagewood_»,

è adoperato per la confezione degli strumenti musicali.

17. OLEA CHYSOPHYLLA Lamck. (_Oleaceae_)

in tigrè (Mensa): «_voggre_».

in tigrigna «_aule_ o _aulea_».

in amarigna «_vóghera_».

Il legno di ulivo selvatico dell’Eritrea rappresenta la principale

ricchezza del paese quale oggi è. Colla breve distanza dalla costa,

essendo i boschi di ulivi più vicini a Gheleb lontani appena

40 chilometri dal mare, la possibilità di una esportazione per

l’Europa si presenta alla vista con tutta serietà. Il legno di

ulivo selvatico dell’Abissinia si distingue da quello di Europa

per il colore molto chiaro, quasi bianco e per maggiore pesantezza

e durezza. I carpentieri italiani i quali per i ponti stradali sul

Dancollo, hanno sgrossato fusti di 4 metri di lunghezza, mi dicevano

che il legno di ulivo europeo è assai più facile a lavorarsi e che

in Italia nessuna specie di legno presenta così grande resistenza.

Questo legno merita d’essere messo in opera per lavori di

intaglio. Negli opifici europei di macchine agricole, di artiglieria

ed altro saranno bene accolti ceppi e tavole di circa mezzo metro

di diametro e di 4-5 metri di lunghezza, e che sarebbe difficile

ottenere uguali in altri paesi e ad un prezzo inferiore all’ulivo

selvatico dell’Eritrea.

Il legno è di tale resistenza, che i tronchi morti si mantengono

eretti per lunghi anni, come si può osservare in modo sorprendente

nelle vicinanze di Ghinda.

18. CANTHIUM SCHIMPERIANUM H. (_Rubiaceae_)

in tigrigna «_zahak_».

in tigrè (Mensa) «_atjázallah_».

Quest’albero diffuso nei boschi lungo il pendio orientale

dell’Eritrea, tra i 1000 e 2000 metri, somministra agli Abissini

un legno pregiato per la costruzione degli aratri.

19. CALOTROPIS PROCERA R. Br. (_Asclepiadaceae_)

In tutti i paesi del più lontano Oriente il legno di questo frutice

o piccolo alberetto (di cui si tenne di già parola tra le piante,

tessili), è tenuto in conto perchè specialmente adatto alla

fabbricazione del carbone per la preparazione della polvere da sparo.

20. AVICENNIA OFFICINALIS L. (_Verbenaceae_)

in arabo «_sciora_».

L’albero «mangrove» si trova in tutti i luoghi della costa Eritrea;

ed i suoi cespugli di color verde carico somiglianti all’alloro,

dell’altezza di 5-6 metri, i quali nel tempo della alta marea sono

bagnati dall’acqua, danno alla contrada un aspetto caratteristico.

Il legno dei rami e del tronco irregolarmente conformato, dà alle

capanne dei naturali, delle quali forma il principale materiale

di costruzione, quell’aspetto di così bizzarro ed inesprimible

disordine che tanto torna sgradevole agli occhi degli Europei.

Il legno Mangrove, quantunque abbia apparenza tenera e fragile, ed

anche giovane sembri sempre marcio e corrotto, ha però una grande

prerogativa: esso resiste in queste località caldissime in modo

sorprendente all’azione distruttrice tutta particolare delle acque

del mare; e si adopera perciò a fare argini ed altre costruzioni

acquee per quanto in generale possa essere usato.

Le radici aeree singolarissime, che si vedono scorgere in grande

abbondanza dritte dal fondo sabbioso, quali stoppie di frumento in

un campo mietuto, avendo una scorza sugherosa, possono servire come

turaccioli e si possono mettere in commercio per un simile impiego. La

corteccia può servire ancora per conciare, come si pratica attualmente

nell’America del Sud.

21. COLEUS IGNIARIUS Schwf. (_Labiatae_)

in agow «_Baja_».

Questo frutice, che comparisce ancora nelle montagne dei Habab

(Th. v. Heuglin 1875) produce un legno molto leggiero, il quale,

secondo che riferisce Schimper, è adoperato dagli Agow per

procacciarsi il fuoco. A tale scopo essi incastrano nel legno un

piccolo cuneo aguzzo e lo fanno girare con grandissima velocità.

22. NUXIA DENTATA R. (_Loganiaceae_)

in tigrè (Mensa): «_methamer-auitât_».

» (Ghinda): «_sciummaï_».

in tigrigna «_atkiro_, o _mattàri_».

Uno dei più abbondanti e grossi alberi di bosco, nelle vallate che

conducono all’alto piano, al di sopra di 1000 metri sul livello del

mare; specialmente abbondante presso Ghinda. Dai fusti che raggiungono

spesso il diametro di 1 metro, si possono segare delle tavole e pezzi

dritti, di circa 3 metri di lunghezza. Il legno è molto chiaro,

di uniforme densità e di fibre sottili, per cui somiglia al legno

di tiglio, col quale ha ancora in comune presso a poco la densità

e la durezza.

22. MIMUSOPS SCHIMPERI H. (_Sapotaceae_)

in tigrè «_ssaracäna_».

in arabo (Jemen) «_lebbakh_».

Tra gli alberi di alto fusto e con legno duro che esistono nel

territorio Italiano, questa specie conviene che sia notata al primo

posto. Se un giorno sarà praticata una strada maestra che mette in

comunicazione le vallate coll’altopiano, potranno ancora questi

tronchi essere adoperati per tutte le più grandi costruzioni della

Colonia.

Questa specie si rinviene abbondantemente nelle valli sul declivio

dell’altipiano sotto Gheleb e sotto Maldi fra 1500 e 1800 metri

sul livello del mare.

Gli alberi non formano boschi intieri, ma si presentano riuniti in

piccoli gruppi, rimarchevoli per la loro altezza che raggiunge i 20 o

25 metri. Il fusto che si innalza semplice senza ramificazioni sovente

all’altezza di 10 metri, è dritto e somiglia alla quercia, per la

corteccia nerastra profondamente screpolata. Il legno è rossiccio

bruno, lucido, con belle marezzature, solido e duro; però non molto

pesante.

Questa specie è la famosa «_Persea_» degli autori greci e latini,

la quale, nell’antico Egitto, come sacro ad Iside, era coltivato

nei giardini dei tempii ed in epoca antichissima probabilmente,

dovette essere introdotta dall’Arabia Felice dove essa anche oggi

si trova nello stato selvatico; rinvienesi pure nella Abissinia

propriamente detta.

23. DIOSPYROS MESPILIFORMIS H. (_Ebenaceae_)

in tigrigna «_aije_».

Frequente sui monti di Cheren e nelle convalli dell’Anseba,

quest’albero non raggiunge l’altezza solita come nei luoghi

più bassi verso ponente, verso il Sudan. Il legno è dei più duri

e resistenti.

I vecchi tronchi presentano al centro del legno un durame nero,

specie di ebano simile a quello congenere delle Indie. Però raramente

si sviluppa nell’Eritrea. Le nere mazze dei selvaggi della parte

superiore del Nilo Bianco, sono fatte di questo legno.

24. EUPHORBIA ABYSSINICA Rausch. (_Euphorbiaceae_)

in tigrè «_Kalankâl_». (conf. Piante resinose)

Il legno Colqual è molto leggero, e nelle varie industrie può

rimpiazzare presso a poco il nostro legno di pioppo. I fusti

raggiungono un’altezza di 4-5 metri con un diametro di circa

settantacinque centimetri.

25. CROTON MACROSTACHYUM H. (_Euphorbiaceae_)

in tigrigna «_tambo_».

Questa pianta abbondante in tutta l’Abissinia, così come

nell’altipiano dell’Eritrea presenta fusti molto dritti, della

lunghezza di 3-4 metri, i quali per la grande tenacità del legno

bianco giallastro, per altro facile a lavorarsi, si potrebbero

adoperare per costruzione e mobili di valore.

26. CLAOXYLON DEFLERSIANUM Schwf. (_Euphorbiaceae_)

Questa nuova specie, copiosa ancora nell’altopiano dell’Arabia

Felice, forma un frutice od un alberetto di 3-4 metri di altezza,

con fusti della grossezza di un braccio. Il legno è molto uniforme,

d’una struttura finissima, dura e di un bel colore giallo chiaro. Si

può paragonarlo al legno di bosso e può per taluni scopi prendere

il posto di questo legno costoso.

La specie abbonda nella valle superiore del Lava sotto Gheleb, a 1800

metri sul livello del mare.

27. FICUS VASTA Forsk. (Syn. FICUS DARO Del.) (_Urticaceae Moreae_)

in tigrigna e tigrè «_Dâro_».

Il più grande albero del territorio; si trova da circa 1000 metri

sul livello del mare in su, specialmente nell’altipiano.

Mentre presentano una certa faciltà di lavorazione del loro legno

forte e abbastanza solido, i fusti sono preziosi, perchè raggiungono

talvolta un diametro superiore a 2 metri e permettono di segarne delle

tavole molto grandi. Gli Abissini lavorano grosse assi di questo

legno con lo scalpello per farne porte di un sol pezzo, per grandi

scodelle e cose simili.

28. FICUS DEKDEKENA Del.

in tigrigna «_cioghonte_».

Uno degli alberi più alti, che si distingue dai quattro grandi fichi

selvatici del territorio per le foglie piccole lanceolate, pel tronco

duro e per la chioma più cilindrica, non molto allargata. La specie

comincia nelle valli dell’altopiano all’altezza di 1300 metri. Il

legno può servire agli stessi usi come il precedente, parimenti

che il legno del _Ficus Sycomorus_ L. (Vedi piante resin. N. 11)

e del _Ficus glumosa_ Del. (N. 12).

29. JUNIPERUS PROCERA H. (_Coniferae_)

in tigrè «_Ssahedi_» o «_zähäddi_».

Il ginepro dell’Abissinia si trova nell’altopiano al di sopra di

circa 2000 metri. Non è raro presso Asmara e sulle falde del monte

Ssabber sopra Gheleb. Il suo legno aromatico ha tutte le qualità

per poter essere impiegato nella fabbricazione dei lapis. Io lo

credo superiore alle specie americane e consiglio perciò di farne

esperienza.

Dalle provincie nordiche dell’Abissinia si possono certamente

ricavare a poco prezzo, grandi quantità di questo legno.

30. OXYTENANTHERA ABYSSINICA Munro. (Syn. BAMBUSA ABYSSINICA Rich).

(_Graminaceae_)

in tigrigna (Hamasen) «_arkaï_».

in Amarigna (Scîoa) «_scimât_».

Il bambù africano presenta un culmo più debole delle vere specie

Asiatiche, e quantunque non presenti nello interno cavità, pure è

meno consistente. Però può servire per fabbricare leggiere bacchette,

e specialmente è impareggiabile per fare, con faciltà e prestezza,

tende pel sole, palchi etc. Esso cresce in grandi quantità compatte

nelle vallate che conducono al Barca ed al Mareb.

* * * * *

VII. — =Piante commestibili.=

1) =Legumi e verdure=

1. MAERUA ANGOLENSIS D. C. (_Capparidaceae_)

in tigrigna «_gherimmo_»

È un arbusto che si presenta spesso in forma di liana a foglie ovali

alquanto carnose, le quali cotte con della farina danno una specie

di verdura di cui si cibano i Tigrini. Secondo Schimper, se queste

foglie cotte si adoperano a grandi dosi, possono servire come purgante.

2. GYNANDROPSIS PENTAPHYLLA D. (_Capparidaceae_)

in tigrigna «_Bôkhbeha_»

Come mal’erba sui campi, questa pianta cosmopolitica si fa

rimarcare facilmente per i belli fiori lillà. In molti paesi, ed

anche nell’Abissinia si fa uso delle foglie come di verdura.

3. NASTURTIUM OFFICINALE L. (_Cruciferae_)

Il crescione, questa ottima erba da insalata che è sparsa

in vari paesi del globo in istato selvatico, trovasi altresì

nell’Eritrea. Ne ho trovato in quantità sulla via di Asmara vicino

alla sorgente di Maihinzi.

4. MALVA PARVIFLORA L. (_Malvaceae_)

in trigrigna «_angheffteha_», o «_lekhti_».

in amarigna «_lutt_»; in agow «_luttena_»

Trovasi spesso in luoghi coltivati dell’Altipiano. Nei paesi

orientali si sminuzzano le foglie, come quelle del _Corchorus_ oppure

come da noi gli spinacci e si mangiano come pappa o piatto di contorno

con la carne.

5. CORCHORUS TRILOCULARIS L. (_Tiliaceae_)

in arabo: «_melokhía_»

Quest’erba sparsa specialmente nei valloni che conducono

all’altipiano puossi benissimo mangiare come il _C. olitorius_ L.,

specie affina coltivata in Egitto, Arabia e nelle Indie.

Le foglie si tagliano come quelle degli spinacci e si mangiano

unitamente alla carne.

6. DREGEA ABYSSINICA Benth et Hook. (_Asclepiadaceae_)

in tigrigna: «_sciangok_»

Secondo Schimper le foglie di questa liana si mangiano cotte dagli

Abissini come verdura. Questa pianta si trova sparsa nelle vallate

all’oriente dell’Altipiano dell’Eritrea.

7. OCIMUM SUAVE W. (_Labiatae_)

in tigrigna «_abbu-meddia_»

Schimper dice di aver usato in mancanza di vero tè, per molti anni le

foglie disseccate di questa pianta per farne del _tè_ eccellente. È

molto sparsa nella vallata e sulle sponde dell’Anseba.

8. OXYGONUM ATRIPLICIFOLIUM, Bth. et Hook. (_Polygonaceae_)

in tigrina «_gagûme_» o «_giau-mirahàt_»

Quest’erba è sparsa nell’altipiano, e si può far uso delle

foglie per prepararne una verdura simile ai cavoli.

Dei frutti in tempo di carestia invece che del grano si farebbe

del pane.

9. RUMEX ABYSSINICUS Jaq. (_Polygonaceae_)

in amarigna «_mókmoko_»

Le foglie sono leggermente agre e di tenera tessitura come gli

spinacci. Si possono usare come l’acetosa nostrana, come una verdura

eccellente. La radice disseccata e polverizzata si usa come purgante.

10. HYDNORA ABYSSINICA A. B. (_Balanophoreae_)

Come nell’Africa orientale tedesca e nell’Arabia del sud, questo

strano parassita carnoso di colore rosso sangue che trovasi spesso

vicino a Cheren, è mangiato anche in Abissinia dagli abitanti malgrado

il suo cattivo odore.

11. AMARANTUS GRAECIZANS L. (_Amarantaceae_)

in tigrigna «_birnaheo_»

in amarigna «_aluma_»

Le foglie di questa sparsissima malerba possono cuocersi come

verdura, ed i grani del frutto si riducono a farina per unirla a

quella d’altri cereali per farne pane. (Vedi piante medicinali).

12. COMMELINA SUBULATA Roth. (_Commelinaceae_)

in tigrigna «_zada mascill_»

Secondo Schimper i tigrini mangiano questa specie, ed altre congeneri,

cotte come legumi.

Un altra specie congenere, la _C. benghalensis_ L., si trova egualmente

sparsissima nell’Eritrea. Nelle Indie orientali gli indigeni ne

mangiano dappertutto le foglie cotte come pietanza.

13. ASPARAGUS ABYSSINICUS Hochst. (_Liliaceae_)

in tigrigna (_nome generico_) «_gastân—esto_», o «_attatt_»

Nel mese di Marzo e Aprile si trovano quasi in tutti i boschetti

dell’altipiano degli sparagi freschi appartenenti a diverse specie,

che sono tutte mangiabili e che rassomigliano in parte a quelli

selvatici che si vedono sui mercati in Italia, ma sono più tenere

e gustose. Con faciltà se ne può fare una raccolta abbondante.

2) =Frutti mangerecci=

14. ADANSONIA DIGITATA L. (_Malvaceae_)

in tigrigna «_dümma_».

(cfr. Piante tessili n.º 7)

Di già Prospero Alpino nella sua opera più volte citata ha fatto

conoscere il frutto di questo albero. Il nome usuale «_Baobab_», o

più propriamente «_bab-hab_» si riferisce ai numerosi semi contenuti

in un frutto grosso, fusiforme, molto polposo e con una buccia dura.

Da tempo antico il frutto allo stato secco esportato dal Sudan si

vende sui mercati di Egitto; poichè riprendendo con acqua la polpa

disseccata si può preparare una limonata molto gustosa della quale

gli Egiziani anche oggi vantano la virtù antifebbrile.

15. GREWIA MEMBRANACEA R. (_Tiliaceae_)

in tigrigna «_sciahátt_»

in angow: «_ghibben-mâda_» e

16. GREWIA VILLOSA W.

in tigrè «_Khafûle_», o «_Hafûle_».

Le bacche molto dolci, però secche e membranose, tanto nell’Arabia

che nell’Abissinia si mangiano senza danno dai fanciulli.

17. XIMENIA AMERICANA L. (_Olacaceae_)

in tigrigna «_mel’-au_»

in tigrè (Mensa) «_melhetta_»

Questo piccolo albero o frutice arborescente (v. piante aromatiche n.º

5) che è specialmente abbondante presso Cheren, ha un frutto ovale di

color giallo citrino della grossezza di una piccola «_Mirabella_» il

quale si può mangiare con tutto il seme. La polpa che è rivestita

da una sottile buccia, è soda, sugosa e molto acida, ma però di

gusto gradevole. Il seme ha una buccia molto sottile e contiene una

mandorla bianca gustosa come una nocciuola. È uno dei migliori frutti

selvatici dell’Africa. Questa pianta merita di essere ingentilita

colla cultura e potrebbe diventare, col miglioramento del frutto,

una specie interessante.

18. ZIZYPHUS SPINA-CHRISTI W. (_Rhamnaceae_)

in tigrigna «_ghevva_» o «_ghebba_»

in arabo «_Ssidr_» o «_nabk_».

Uno degli alberi più diffusi nel Sudan e nell’Abissinia. I frutti

gialli arrivano alla grossezza di una piccola ciliegia, ed hanno un

sapore piacevole dolciastro-acido di mela. Esso è lo stipite selvatico

dell’albero abbondantemente coltivato nell’Egitto e nella Siria.

19. SCLEROCARYA BIRREA Hochst. (_Anacardiaceae_)

in tigrigna «_abogbul_» o «_abúngul_».

Quest’albero, già nominato tra le piante aromatiche (n.º 3), ha

un frutto sferico, saporito, della grossezza di una prugna o di una

noce. È di color giallo chiaro allorchè è maturo, la polpa fibrosa,

dolce e nel tempo stesso acida ha un piacevole sapore.

Il nocciuolo lapideo contiene 2-3 caselle, in ciascuna delle quali

è racchiuso un seme come una noce. Si trovano questi nocciuoli nei

luoghi selvaggi ordinariamente aperti dai babbuini (per mezzo di

pietre!?) poichè essi sono ghiotti del loro contenuto.

Nella Senegambia (Flora Seneg. p. 157) gli abitanti per mezzo della

fermentazione, ricavano dal frutto un liquore molto alcoolico.

20. BALANITES AEGYPTIACA Del. (_Simarubaceae_)

in tigrigna (Hamasen) «_guasa_»

in tigrigna (Adua) «_mogäh_»

in Agow «_guossa_»

in arabo «_heglîgh_», o «_hegelig_» (il frutto «_lalôb_»).

I frutti di questo albero comune, oblunghi, grossi come piccole prugne,

contengono un nocciuolo che è racchiuso in una polpa che disseccata

ha il sapore del pan pepato. La buccia del frutto è secco e sottile,

come quella del frutto del Tamarindo. Vi sono delle regioni del sud

della Nubia, specialmente sulle sponde del Setît (Mareb inferiore)

dove i frutti vengono molto bene. Essi qui, come ancora nel Cordofan,

sono raccolti in grandi quantità, e se ne fa una specie di conserva,

che somiglia a quella dei Datteri, e si chiama «_agueh_».

Facendo largo uso del frutto si producono facilmente vomito e

diarrea. La corteccia di questa pianta, polverizzata fornisce un

terribile purgante. (Vedi ancora al n.º 2 delle piante legnose).

21. TAMARINDUS INDICA L. (_Leguminosae_)

(V. sotto piante medicinali n.º 15).

22. LAGENARIA VULGARIS Ser. (_Cucurbitaceae_)

in tigrigna «_hamm-hamm_».

Le zucche da fiaschi crescono affatto spontanee nell’Eritrea,

specialmente nelle valli della zona dell’Anseba; i frutti sono spesso

della forma più elegante. Quantunque non mangiabili tuttavia sono

utilissimi, perchè per mezzo dell’acqua si svuotano e si puliscono

dalla polpa, e se ne possono ottenere così degli eccellenti vasi.

Questi frutti presso Cheren arrivano ad una capacità poco minore

di un litro; secondo Schimper però nel Tigrè possono trovarsene di

quelli che superano i dieci litri.

23. COCCINIA MOGHAD Asch. (_Cucurbitaceae_)

in tigrigna «_ikikki_»

in Agaw «_Amballa Losa_».

Molto diffuso presso Ghinda e specialmente nella zona superiore fino

a 2000 metri. I frutti della grandezza di un’uovo, di color rosso

vivo se maturi, sono mangiabili e somigliano nel sapore al pomodoro. Si

possono benissimo mettere in aceto come «_mixed-pickles_».

24. CUCUMIS METULIFERUS E. Mey. (_Cucurbitaceae_)

in tigrigna «_nevvera-bária_»

in bilino «_jambúllu_»

in Somal «_ghalfón_».

I frutti di questi citriuoli selvatici assai comuni nella valle

dell’Anseba, sono ovali, lunghi centim. da 6 a 12 e si distinguono da

lontano pel loro colore aranciato. Essi sono coperti di lunghe apofisi

dello stesso colore, molli e carnose. Il loro sapore è quello del

citriuolo. Quantunque io non fossi in grado di gustarli a cagion del

loro sapore estremamente amaro, pertanto la mia guida mi assicurava che

gli indigeni non di rado ne mangiavano senza danno. W. Schimper osserva

giustamente in alcune note manoscritte che questi frutti belli e

curiosi meriterebbero d’essere perfezionati per mezzo della cultura.

25. VANGUERIA EDULIS V. (_Combretaceae_)

in tigrigna «_gurra-maile_».

È un alto frutice con grandissime foglie opposte che si rinviene

in tutte le contrade montuose al di sopra di 1000 metri. Il frutto

è della grossezza di una piccola noce e contiene da 2 a 5 caselle

legnose che sono ripiene di una polpa gustosa, ma molto asciutta. I

babbuini sono molto ghiotti di questo frutto.

26. MIMUSOPS SCHIMPERI H. (_Sapotaceae_)

in tigrè «_ssarakâna_».

Il frutto di quest’albero simile al nespolo si porta, nell’Yemen,

al mercato allo stato cotto. Esso è identico alla «_Persea_» degli

antichi autori, che hanno scritto sull’Egitto.

Nelle antiche tombe egiziane si trova frequentemente questo frutto

offerto ai morti come piatto funerale, donde si conchiude che desso

anche in quel tempo costituiva un cibo prelibato.

27. DIOSPYROS MESPILIFORMIS H. (_Ebenaceae_)

in tigrigna «_aije_»

I frutti globosi, per sapore e per forma simili al nespolo, della

grossezza di una ciliegia, si trovano spesso in quantità sotto gli

alberi, e si possono mangiare senza inconvenienti. Gli elefanti li

ricercano con molta predilezione, e sembra che l’abbondanza di

quest’albero in determinate valli sia decisiva per la via seguita

dagli elefanti medesimi.

28. CARISSA EDULIS V. (_Apocynaceae_)

in tigrè e tigrigna «_agamm_».

Le piante utili dell' Eritrea · 第 3 / 4 段