Ferendo una pianta, il succo latteo ne scorre in massa in modo che

se ne possono con faciltà empire bacili interi.

A causa delle sostanze secondarie del succo, pericolose all’uomo

si è abbandonata l’estrazione del cautciuk, poichè gli operai

si ammalarono. Sarebbe però un peccato se un prodotto che la libera

natura offre in così grande quantità non potesse essere utilizzato

per il commercio e l’industria.

Il tempo verrà in cui la raccolta di questo sugo, che disseccato

presenta una massa bianca porosa quasi simile al formaggio, sarà

ritenuta vantaggiosa.

Nell’India Orientale si adopera il sugo disseccato di specie simili,

_Euphorbia antiquorum_ L., ed _Euphorbia Cattimando_ El., per masticare

coltelli, scope, spazzole ed altri istrumenti nei rispettivi manici

e si vende col nome di Catimando nei bazar della provincia di Madras.

Riscaldandolo si ammollisce ed indurisce poi in grado superiore come

quello del Kolkuall.

Se si mette il sugo diseccato in acqua bollente, diventa plastico,

raffredandosi però si fa nuovamente duro.

Già nel 1853 Roberto Wight (_Icones plant. Indiae VI No. 1993_)

accennava a questa proprietà del Catimando considerandolo degno

dell’attenzione degli Industriali.

Nelle Indie orientali si adopera il Catimando come pittura

anticorrosiva della chiglia delle nave.

Quest’uso forse avrà pel commercio di Massaua un avvenire e io

non posso raccomandare abbastanza agli industriali in materia di fare

degli esperimenti colla resina del Colqual.

10. FICUS VASTA Forsk (Syn. _F. Dahro_ Del). (_Urticaceae-Moreae_)

in tigrigna e tigrè «_dàro_»

11. FICUS DEKDEKENA Del.

in tigrigna «_ciogonte_» o «_ciorhonte_»

12. e FICUS GLUMOSA Del.

in tigrigna: _come i precedenti_.

Fra le numerose specie di Fichi selvatici di Abissinia e dell’Eritrea

le tre suaccennate e _Ficus sycomorus_ L. (tigrigna e tigrè:

«_sciagla_») formano gli alberi i più grandi. I due primi

spesso hanno una crescenza gigantesca tanto per altezza quanto per

circonferenza. —

Tutti e tre abbondano nelle corteccia di sugo latteo che dà un

ottimo cautciùk, che al primo taglio scorre in grande quantità. —

Nella maggior parte dei siti però gli alberi non saranno abbastanza

numerosi per permettere di raccogliere questo prodotto prezioso su

vasta scala, ma il sugo di cautciùk di queste specie si raccomanda

per vari usi domestici.

Sul luogo non appena raccolto e fresco, lo si può mediante un pennello

spandere sopra tela o carta e così ottenere un imballaggio morbido

lucente, impermeabile ed ermetico, ottimo per avvolgere degli oggetti

da preservarsi dall’umidità ed anche contro gli insetti. È altresì

adattatissimo per foderare le casse. L’applicazione è facilissima

e molto raccomandabile. Colla fermentazione il cautciùk si deposita

e non lo si può più spandere col pennello.

* * * * *

IV. — =Piante tessili e fibrose.=

1. GOSSYPIUM ANOMALUM Ky. Peyr. (_Malvaceae_)

Una delle poche specie di cotone constatata allo stato selvaggio che

nella Valle di Dagobas vicino a Cheren venne trovata già da Beccari

e da Steudner e che si ritrova anche nella parte S.O. dell’Africa

tropicale. — La presenza di questa pianta nelle vicinanze di

Cheren può considerarsi come un cenno della natura che la coltura

del cotone trova in queste contrade le condizioni naturali favorevoli

al suo sviluppo.

2. ABUTILON LONGICUSPE H. (_Malvaceae_)

in tigrigna «_Zada bauakh_».

Secondo Schimper gli steli battuti si adoperano in tutta l’Abissinia

a guisa di stoppino per torcie. Si avvolgono le fibre con cera e si

ottengono candele. Così pure si adoperano gli steli battuti della

3. DODONAEA VISCOSA L.

in tigrigna «_dàsos_»

in amarigna «_kittkitta_»

e la _Vernonia Leopoldi_ Vtke.

4. HIBISCUS CANNABINUS L. (_Malvaceae_)

in arabo «_tîl_».

Questa pianta che ha spesso un’altezza di tre metri e che trovasi

frequente sui pendii dell’altipiano, contiene nella sua corteccia,

facile a distaccarci, una della più forte qualità di fibra che

si conosca.

Nell’Egitto, ove questa pianta, che nell’Eritrea cresce selvaggia,

è oggetto di coltura, si fa uso delle fibre specialmente per unire

le zattere, perchè questa specie resiste nell’acqua per lungo

tempo alla putrefazione.

5. HIBISCUS MACRANTHUS H. (_Malvaceae_)

in tigrigna «_sugôtt_».

Schimper dice di questa specie, che si distingue dai suoi fiori

grandissimi di colore giallo chiaro, che al secondo giorno si

coloriscono in rossiccio: «gli steli manipolati come il lino danno

un magnifico filo forte come lino e lucente come seta». Gli Abissini

non ne fanno che delle corde, ma Schimper era di parere che se ne

potrebbero fare i più belli tessuti, per cui forse la introduzione

della coltura di questa pianta sarebbe utile come quella della Ramiè

(_Boehmeria_) ora tanto apprezzata.

6. GREWIA SALVIAEFOLIA Juss. (_Tiliaceae_)

in tigrino «_âba_» o «_ôba_».

Un grosso arbusto con rami lunghi, sui quali le foglie sono ordinate

in due file. Trovasi spesso nell’altipiano.

La corteccia si può togliere in strisce lunghe un metro; la sua fibra

è molto consistente e si adatta per legare qualunque cosa. Rassomiglia

molto al libro di tiglio.

7. ADANSONIA DIGITATA L. (_Malvaceae_)

in tigrigna «_dümma_».

La corteccia di quest’albero gigantesco, conosciuto in Europa sino

da Prospero Alpino (1582) sotto il nome di _Baobab_, che si trova

spesso tra Cheren e Cassala, si adopera dai Bogos (ridotta a fibra)

per farne dei cordami.

Le fibre si portano in grandi masse sul mercato di Cheren e potrebbero

divenire un articolo di esportazione non disprezzabile, ciò che

sono da anni su vasta scala nel paese di Angola, destinate per la

fabbricazione di carta.

Anche nell’Africa orientale tedesca (Usambara) se ne fa molto uso

per farne delle corde.

Siccome da questi immensi tronchi la corteccia non si toglie che

proporzionalmente volta per volta in piccola quantità, la corteccia

si forma nuovamente e così gli alberi non vengono distrutti.

8. LANNEOMA VELUTINA Del. (_Terebinthaceae_)

in tigrè «_abde_».

Un piccolo arbusto o arboscello che tanto nel territorio dei Mensa

quanto a Cheren si trova dappertutto.

La corteccia supera le altre simili per forza della fibra e si

raccomanderebbe specialmente come materiale da cordame come lo usano

gli abitanti di quei luoghi.

9. ACACIA SPIROCARPA H. (_Mimosaceae_)

in tigrè «_cia’à_»

in arabo «_ssamr_ o _ssammorr_».

Questo albero è sparsissimo nelle vallate del Samhar e nelle pianure

della costa. Sotto la corteccia trovasi uno strato di fibre che è

molto forte e resistente e di cui si fanno ottime corde.

Questo articolo, potendosi raccogliere in massa, sarebbe vantaggioso

per l’esportazione.

10. DAEMIA EXTENSA R. Br. (_Asclepiadaceae_)

Un erba tenera avviticchiante gli alberi, sparsissima nell’Abissinia,

Eritrea ed anche nell’India Orientale.

Le fibre contenute nello stelo, che non è più grosso di un

cannoncino di penna, sarebbero secondo il rapporto della «_Calcutta

Exhibition_» (_Vol. I, Economic products of India_) adattatissime

per la fabbricazione della carta come dei tessuti, e si distinguono

per forza e finezza.

Il tessuto fatto con tali fibre fu premiato nella _Madras Exhibition_

del 1855 con una medaglia.

11. CALOTROPIS PROCERA R. Br. (_Asclepiadaceae_)

in tigrigna (hamasen) «_akkàlo_»

in arabo «_ósciar_, o _úsciar_».

Un arboscello o arbusto sparsissimo qua e là nei tratti della zona

calda. La sua estensione comprende la maggior parte dei paesi tropicali

dalle Indie sino a Senegambia.

I frutti della grandezza di un pugno sono verdi e vescicosi, e posano

sempre a due tra le foglie che sono piene di sugo latteo. I numerosi

semi in essi contenuti portano un ciuffo di lunghi peli sericei, come

apparecchio areostatico, e che si possono raccogliere in grande massa.

Queste fibre belle e lucenti come l’argento non si prestano per

tessere, essendo corte e di poca resistenza. Invece danno in questo

paese povero di pollame un ottimo materiale per imbottire i guanciali,

e vengono generalmente adibite a quest’uso dagli arabi.

12. FICUS CAPREAEFOLIA Del. (_Urticaceae-Moreae_)

Questo arbusto s’incontra spesso sull’Anseba ed altri corsi

d’acqua ove simile ai nostri salici forma sulle rive dei fitti

boschetti. Esso è adatto per rimpiazzare i salici per tutte le

specie di lavori da canestrajo; essendo i suoi ramoscelli lunghi di

una grande flessibilità e resistenza.

13. FICUS SALICIFOLIA V.

in arabo «_athâb_»

È un arbusto o albero che trovasi anche nelle vicinanze di Cheren,

ha foglie puntute a forma lanceolata.

Dalle fibre della corteccia, gli Arabi nell’Yemen e nella costa

orientale tra Aden e Mascate in generale fanno le miccie dei fucili

colà in uso.

14. PHOENIX RECLINATA Jacq. (_Palmae_)

in tigrè «_bellâsa_».

Trovasi sul Lalamba vicino a Cheren, nella vallata d’Anseba ed

in quella di Gheleb (Mensa) come pure in vari luoghi di Hamasen ed

è finalmente molto sparsa nell’Abissinia (Gondar, Debra-Tabor,

Adua e nei monti di Semien) da 1800 a 2000 metri sul livello del

mare. Questa specie selvatica di palma di datteri che si distingue

pel suo tronco svelto e gracile dell’altezza di 5 a 6 metri, ha un

aspetto molto elegante. I Beni-Amer portano le foglie alla vendita

sul mercato di Cheren, e se ne fanno delle ottime stuoje.

15. HYPHAENE THEBAICA Mart. (_Palmae_)

in arabo del Sudan «_dôm_».

La palma Dôm è un albero che trovasi a formar dei boschetti nella

media vallata del Barca e più in là al ponente nelle vallate del Gasc

(Mareb) etc.

Le foglie sono un articolo di commercio molto ricercato per farne

stuoje, sacchi etc. e se ne spediscono anche in Europa.

Le foglie di questa palma sono più forti e più tigliosi di quelle

della palma di datteri.

Differiscono da queste ultime per le piccole glandole piatte e tonde

che si trovano disperse sulla superficie, mentre quelle della palma

dattifera sono perfettamente liscie.

Si può facilmente estendere la coltivazione della palma dôm, come

hanno praticato nelle vicinanze di Hodeidah, per avere il materiale

necessario pei sacchi di caffè.

La coltivazione rende già nei primi anni vantaggio colla raccolta

delle foglie. Varrebbe la pena di seminare in tutta l’Eritrea la

palma Dôm e di proteggere la sua crescenza.

Già da diversi anni le foglie della palma Dôm si importano in Italia,

utilizzandola con vantaggio nella fabbricazione dei cappelli di paglia.

16. SANSEVIERA EHRENBERGIANA Schwf. (_Haemodoraceae_)

in arabo «_Selleb_».

Questa specie che si distingue per le foglie a forma cilindrica

della lunghezza di 1/2 metro terminate a punta, cresce in grande

quantità vicino a Gheleb sui pendii verso oriente e nella vallata di

Ghinda. Verso Sud diventa più rara in questa zona, invece tutta la

regione degli Habab ne è piena sino ai monti di Suachim. Come nella

Nubia orientale e nelle pianure dell’Arabia Felice, si adopera

anche qui la fibra forte, che battendo e sciacquando le foglie si

ritira facilmente per farne delle corde che ovunque alla costa del

Mar Rosso formano un articolo di commercio molto ricercato. Anche al

Cairo la si lavora.

Come articolo di esportazione all’ingrosso pare che non abbia ancora

preso la via dell’Europa, quantunque si potessero raccogliere con

facilità annualmente migliaia di tonnellate di questo materiale sui

monti della costa del Mar Rosso al sud del 19° lat. Nord.

In quanto alla forza può pareggiare con la Juta indiana ed ha anche

le stesse qualità, cioè è bianca e scolorata.

In base di questo prodotto della natura, si dovrebbe promuovere sui

luoghi la fabbricazione di sacchi per grano e cotone, per farne un

commercio lucrativo col vicino Egitto.

17. SANSEVIERA GUINEENSIS L. (_Haemodoraceae_)

Molto sparsa sull’altipiano e nei contrafforti. Le foglie larghe

della lunghezza di quasi un metro danno spesso nell’occhio

all’ombra dei cespugli ove crescono di preferenza.

La fibra è meno forte di quella della specie precedente, ma ha

altri pregi.

È un fatto che la fibra di questa molto estesa pianta tropicale

forma un articolo ricercatissimo che viene esportato in vari paesi.

18. DRACAENA OMBET Heugl. (_Liliaceae_)

in to Bedaui «_to-omba_ o _t’ombet_».

Questa specie sparsa sui monti degli Habab ed al nord di Erchauît

presso Suakim trova presso Gheleb sul monte Adhamet (a circa 2200

metri) il suo confine di Sud.

I beduini fanno con le foglie di questo albero di drago del cordame

eccellente.

Le infiorescenze molto ramificate si raccogliono e si danno come cibo

prelibato ai cammelli, mentrechè alle capre sarebbero mortifere.

La raccolta del sangue di drago che scorre sui tronchi della specie

di Socotra è ignorata dagli abitanti.

ASPARAGUS RETROFRACTUS Kth. (_Liliaceae_)

Arbusto spinoso che trovasi sparsissimo nel territorio vicino alla

costa del Mar Rosso.

Secondo Hildebrandt i Somali fanno con le fibre della radice dei

recipienti (panieri) impermeabili per l’acqua.

19. ELEUSINE FLOCCIFOLIA F. (_Graminaceae_)

in tigrè «_erghehé_».

Trovai questa gramigna in massa vicino alla maremma detta «Amba» al

nord di Gheleb (Mensa) che forma la propria sorgente della vallata

del Lava a 2200 metri sul livello del mare. In simili alture lo si

trova anche in Abissinia, nell’Arabia Felice, nel Paese dei Somali,

nell’Harrar etc.

In questi due ultimi territori, quantunque non abbia che una lunghezza

di 1/3 di metri, la si adopera esclusivamente per quei lavori graziosi

di canniccio in cui i Somali sono maestri.

Questa gramigna si riconosce per la peluria singolarissima di cui è

ricoperta, e che si trova forse esclusivamente in questa specie: le

foglie fortissime (anche quando sono secche sono molto consistenti)

portano ai due lati a tratti determinati dei ciuffi pelosi, da cui

il suo nome botanico.

20. CYPERUS SCHIMPERIANUS St. (_Cyperaceae_)

È la migliore qualità di Ciperi per la fabbricazione delle stuoje. Le

così dette stuoje di Calcutta che si chiamano «_mudarktai_»

provengono di questo materiale. Fanno oggetto di esportazione per

l’Europa. Informazioni precisi sull’oggetto si trovano nel Vol. II

del gran Dizionario di George Watt, pubblicato a Calcutta nel 1889.

* * * * *

V. — =Piante coloranti e concianti.=

21. RHUS ABYSSINICA H. (_Anacardiaceae_)

in tigrè «_sciamût_», o «_sciamût-offrûs_».

Il legno di colore bruno carico o quasi rosso sangue di questo

alberetto diffuso nell’altipiano possiede una intensa sostanza

colorante e può essere usato, insieme alla corteccia, come un buon

mezzo conciante.

22. IMPATIENS TINCTORIA R. (_Geraniaceae_).

in tigrigna: «_enssesella_», o «_ellame_», anche: «_gurelile_»

in amarigna: «_grescierred_»

Secondo le relazioni del Dott. Quartin Dillon, gli abitanti del Tigrè

si servono dei grossi e carnosi tuberi di questa pianta, dopo averli

lasciati fermentare nell’acqua, per tingersi le mani ed i piedi nello

stesso modo che in tutto l’Oriente si pratica coll’«_Henna_»

(_Lawsonia inermis_ Lam.) Le parti colorate presentano da principio

un’aspetto nerastro, quindi diventano rossastre.

Schimper in alcune sue note manoscritte descrive minutamente il modo

con cui le donne si tingono le mani. I tuberi pestati si mettono in

un sacchetto od in una zucca e questa si attacca alla mano. Dopo

12-20 ore la mano è colorata in rosso. I tuberi pestati sogliono

somministrarsi, con sale, alle bestie bovine, come medicina.

23. INDIGOFERA ARGENTEA L. (_Leguminosae-Papilionaceae_).

Questa pianta comune così negli altipiani che nelle vallate del

Samhar, è tanto nell’Egitto come nelle Indie orientali oggetto di

cultura per la produzione dell’indaco. Essa fornisce la prova che

per questo ramo dell’Agricoltura l’Eritrea è fatta a posta. Il

numero delle specie congeneri diffuse nel territorio è in generale

assai grande e pare che la natura abbia voluto richiamar l’attenzione

dell’uomo sulla coltivazione dell’indaco.

24. INDIGOFERA ARRECTA H.

in tigrigna «_dik-indik_».

Questa specie copiosa nei luoghi selvaggi del territorio, produce molto

indaco. Io la vidi anni fa coltivata presso Khartum; non pertanto

il suo impiego come la preparazione dell’indaco è sconosciuto

in Abissinia.

25. PTEROLOBIUM LACERANS R. Br. (_Leguminosae-Caesalpiniaceae_)

in tigrigna «_gondeftafe_» o «_gundaftaffè_»

Questo frutice, il più temuto in tutte le strade dell’altipiano,

a cagione delle sue terribili spine ed uncini, contiene nelle sue

foglie una sostanza tannica molto forte.

La polvere delle foglie trattata con ossido di ferro, serve ad annerire

il cuoio. W. Schimper scriveva con un eccellente inchiostro, che una

volta seccato non si scioglie più nell’acqua e che era fatto per

mezzo del solfato di ferro e delle foglie.

Sarebbe cosa molto utile di studiare le proprietà dei legumi e dei

loro semi che somigliano alle fave, poichè essi certamente possono

riuscire di una economica utilità per la quantità cui si trovano.

26. CASSIA GORATENSIS Fres. (_Leguminosae-Caesalpiniaceae_).

in tigrigna: «_hambe-hambe_» o (Hamasen) «_bûss_»

Gli Abissini si servono della corteccia di questo frutice, distinto

per i magnifici grappoli di grandi fiori gialli, insieme con quella

del «gheraz», per colorare in rosso il cuoio. Le pelli bovine rosso

brune, che in generale sono in uso nel paese, vengono apparecchiate

con questa corteccia.

Il frutice è copioso specialmente nelle valle dell’Anseba e nelle

alture vicine a Cheren.

27. ACACIA ETBAICA Schwf. (_Leguminosae-Mimosaceae_)

in tigrigna «_sserrau_»

È uno degli alberi più abbondanti dell’altopiano e dei suoi

contrafforti. La corteccia è un buon mezzo conciante.

28. TERMINALIA BROWNEI Fres. (_Combretaceae_)

in tigrino: «_voiva_», o «_uèba_, o «_veiba_»

in Ghinda: «_zahàtt_»

Colla corteccia di quest’albero sparso in tutti i luoghi elevati

al di sopra di 800 m. sul mare si può tingere il cuoio in giallo

(Schimp.) ed io ho veduto presso Ghinda molti tronchi decorticati,

di cui la corteccia doveva essere stata impiegata per un simile scopo.

Pertanto mi è stato detto che serve anche come medicamento per

le malattie del petto e dello stomaco. Nell’Arabia Felice dove

quest’albero si chiama «_gàh_», o «_goh_», si porta la

corteccia, per tingere in giallo, sul mercato in grandi pacchi.

29. PHELIPAEA LUTEA Desf. (Syn. CISTANCHE TINCTORIA)

(_Orobanchaceae_)

in tigrè (Mensa) «_ssàât-lâli_»

Questa pianta parassita assai vistosa per i suoi racemi di fiori

giallo-citrini che si elevano fino ad 1 metro dal suolo, si trova

frequente presso i villaggi e nei luoghi abitati dell’altopiano

p.e. specialmente abbondante presso Gheleb (Mensa).

Essa fornisce una sostanza colorante giallo aranciata, la quale

è adatta per colorare le stoffe di lana e di cotone. In Egitto si

adopera la pianta anche come emetico (sec. Figari).

30. OSYRIS ABYSSINICA H. (_Santalaceae_)

in tigrigna «_gheraz_»

La corteccia di questo frutice, abbondantissimo nell’altopiano,

serve per conciare e secondo Schimper e Heuglin, con essa si può

tingere il cuoio in rossastro.

31. BABBEYA OLEOIDES Schwf. (_Urticaceae-Ulmeae_)

in tigrè: «_leisciamm_»

in tigrigna: «_harumtäh_»

Quest’albero trovato da me nell’altopiano dell’Eritrea in due

luoghi presso Azzaga e presso Gheleb a circa 2200 metri di altitudine,

e già prima nell’Arabia Felice in simili luoghi elevati, ha

un bel legno simile all’Olmo, di color rosso bruno. La corteccia

grossa quasi un dito è notevole per la intensità della sua sostanza

colorante bruno-carica, per cui può servire come uno dei migliori

mezzi per conciare il cuoio. L’albero molto copioso nei detti luoghi

somiglia all’ulivo selvaggio, col quale si confonde facilmente:

per ciò è stato trascurato e rimasto sconosciuto ai botanici che

mi hanno proceduto.

32. ALOE ABYSSINICA Lamk. (_conf.: piante medicinali N.º 34_).

I Somali, secondo Hildebrandt, adoperano un decotto delle foglie

di quest’Aloe per ottenere un colore, col quale tingono in

nero-violetto le stuoje fatte con le foglie della palma Dum. Questa

sostanza colorante, che come sembra, si adopera frequentemente anche

per altri prodotti, per corbe etc. si esporta altresì; e a cagione

d’esempio, gli Afar, che non la preparano da loro, l’adoperano

per le loro stuoie.

* * * * *

VI. — =Piante da legname.=

1. EUGENIA OVARIENSIS, Pal. Beauv. (_Myrtaceae_)

in tigrè «_rôr-az_».

in tigrigna (Adua) «_lehamm_».

Molto abbondante in alcune valli della zona dell’Anseba e nel

territorio dei Mensa, questa mirtacea è uno dei più grandi

alberi e dopo il _Mimusops_, il più prezioso legno della

colonia. Quest’albero aggiunge l’altezza di 20 m. o più.

Dagli individui più alti si possono ricavare travi molto grosse. Il

legno ne è resistente e duro.

2. BALANITES AEGYPTIACA Del. (_Simarubaceae_)

in tigrigna (Adua) «_kuasa_, _guasca_ o _mogah_».

in arabo «_heghelîg_».

Il bel legno giallo chiaro è molto tenace e duro, è adoperato

nell’Abissinia per la costruzione degli aratri. Nel Sudan (Nubia)

si fanno con questo a preferenza le selle per asini e per camelli

corridori.

3. TRICHILIA EMETICA L. (_Meliaceae_)

in tigrè «_Kôta_ o _gôta_».

in tigrigna «_gummeh_».

È uno dei più grandi alberi dei contrafforti e dell’altipiano

del territorio da 1000 a 1500 metri sul livello del mare; presenta

un’altezza fino a 20 metri e tronchi del diametro di più di un

metro. Il legno rossastro chiaro e leggiero, molto omogeneo nella

struttura è abbastanza solido; dal tronco si possono ricavare grosse

tavole per costruzioni. Tra tutte le altre piante legnose questa si

presta maggiormente per la formazione delle tavole.

4. GYROCARPUS JACQUINI Roxb. (_Combretaceae_)

È un albero assai grande che durante la stagione secca rimane

completamente spogliato di foglie; è molto abbondante nelle valli

che verso l’oriente scendono giù da Cheren verso il Barka e forma

una specialità della Flora di Cheren. Del resto si fa molto uso del

suo legno nell’India, a cagione della sua sorprendente leggerezza.

Esso si lascia molto bene dipingere e verniciare. Meriterebbe di essere

esportato per l’Europa per tutte quelle industrie che adoperano il

legno di oppio e che vogliano procacciarsi un materiale più solido

e più leggiero di questo.

5. COMBRETUM TRICHANTHUM Fres. (_Combretaceae_)

in tigrigna «_sessoï_, o (Cheren) _hathîba_».

in tigrè (Ghinda) «_amferfâro_».

6. TERMINALIA BROWNEI Fres. (cfr. piante coloranti n. 28).

7. ANOGEISSUS LEIOCARPA G. P.

in tigrigna «_hansse_».

Queste tre Combretacee sono molto diffuse nell’altipiano e fra i

contrafforti. Sono molto utili per scopo di costruzione, avendo un

legno tenace e solido, che però facilmente si lascia lavorare.

8. ERYTHRINA TOMENTOSA R. Br. (_Leguminosae-Papilionaceae_).

in tigrigna «_soaué_ o _suauéh_».

Il legno molto tenero di questo alberetto, il quale colpisce l’occhio

durante la stagione secca per i suoi racemi di fiori di color rosso

di fuoco sul fusto privo di foglie, è adoperato dagli Abissini

per farne tamburi. Lo stesso legno può ancora servire, al bisogno,

per tappare le bottiglie, le ghirbe od altro.

9. LONCHOCARPUS LAXIFLORUS G. P. R. (_Leguminosae-Papilionaceae_)

in tigrigna «_zangaréfia_».

Il legno pesantissimo e solidissimo di quest’albero che arriva ad

un’altezza di 7-8 metri, presenta nella sezione trasversale una

disposizione ondulata degli strati legnosi annuali e rendesi perciò

di grande pregio per la fabbricazione di mobiglie, potendo ricevere

una bella pulitura.

La specie trovasi dispersa nelle vallate della zona dell’Anseba, e

si fa rimarcare durante la stagione secca per i racemi di fiori lillà

di cui è sopraccarico l’albero, mente è completamente sfogliato.

10. VIRGILIA AUREA Lamck. (_Papilionaceae_)

in tigrigna «_hezauz_».

Il legno oltremodo forte è adoperato dagli Abissini per farne manichi

di martelli e di scuri.

11. DALBERGIA MELANOXYLON G. P. R. (_Papilionaceae_)

in tigrino: «_sibbe_».

in arabo: «_babanûss_».

«L’Ebano del Sudan» è conosciuto da tempo remoto senza che

però mai diventasse oggetto di esportazione pel commercio come lo è

quello delle Indie orientali, e più recentemente quello provveniente

dall’Africa occidentale.

Le piante utili dell' Eritrea · 第 2 / 4 段