EDVIGE _e_ DETTI.
RELLING. Alza il visino, piccola madre dell’anitra selvatica, ora vado
a vedere se tuo padre riflette ancora sulla sua invenzione. (_saluta
sorridendo Gregorio e parte_)
GREG. (_avvicinandosi a Edvige_) Lei non ha ancora fatto quello che
aveva promesso?
EDVIGE. Lei intende parlare dell’anitra?... Cosa vuole, me ne manca
il coraggio. Ieri sera ero disposta a fare sì grande sacrificio,
stamane.... non lo posso stamane. Eppoi mi pare strano.
GREG. Anche lei dunque è cresciuta in troppo ristretto ambiente?
EDVIGE. (_un poco seccata_) Questo non c’entra ora.... Mi dica
piuttosto, tornerà, tornerà lui?
GREG. Lo desidera, e non ha il coraggio di richiamarlo con una prova
d’amore.... (_avvicinandosi_) Edvige, io la conosco, so che lei è
nobile.... spero che il coraggio verrà.... anzi ne sono certo, quasi
certissimo. (_parte_).
(_Edvige resta pensierosa, poi come volendo cacciare un brutto
pensiero, si dirige verso la cucina, ma sentendo battere al
solaio, va ad aprire un battente, il vecchio Ekdal entra ed Edvige
richiude_).