SCENA II.

GREGORIO _e_ DETTI, _poi_ RELLING.

GREG. (_da sinistra_) Ebbene, nessuna notizia?

GINA. Crediamo che sia da Relling.

GREG. Da Relling? Ed è uscito con lui? Con quello scapestrato, lui che

aveva tanto bisogno di solitudine per concentrarsi, per prendere una

seria deliberazione?

GINA. È vero, è vero.

(_Relling entra dalla porta di destra, Edvige che era vicino alla

stufa lo vede e gli va incontro correndo_).

EDVIGE. Papà è da lei, mi dica è da lei?

GINA. (_ansiosa_) Relling, ci tolga da questa incertezza.

RELLING. È da me.

EDVIGE. E non ha nulla da dirci? Come sta?

RELLING. Credo che stia bene. Ho dovuto stare finora da Molvik che più

ubbriaco del solito, non voleva addormentarsi, temevo che non si avesse

a buttare....

GINA. Ma Erminio cosa dice?

RELLING. Non dice nulla.

EDVIGE. Non ha mai parlato?

RELLING. Da ieri non ha aperto bocca.

GREG. Lo capisco, è naturale.

RELLING. Ora si è buttato sul divano per dormire un poco.

EDVIGE. Come può dormire lui? Io ho pianto tutta la notte.

GINA. Lui non sta mai fuori di notte.

EDVIGE. Forse, mamma, è un bene per lui dormire, non lo credi?

GINA. Speriamolo, per ora non lo voglio disturbare. (_stende la mano a

Relling_) Grazie, Relling, grazie. — Vieni, Edvige, andiamo a mettere

in ordine la casa.

(_Edvige e Gina entrano da una porta di sinistra_).

L'anitra selvatica · 第 63 / 72 题