GREGORIO _e_ DETTI, _poi_ RELLING.
GREG. (_da sinistra_) Ebbene, nessuna notizia?
GINA. Crediamo che sia da Relling.
GREG. Da Relling? Ed è uscito con lui? Con quello scapestrato, lui che
aveva tanto bisogno di solitudine per concentrarsi, per prendere una
seria deliberazione?
GINA. È vero, è vero.
(_Relling entra dalla porta di destra, Edvige che era vicino alla
stufa lo vede e gli va incontro correndo_).
EDVIGE. Papà è da lei, mi dica è da lei?
GINA. (_ansiosa_) Relling, ci tolga da questa incertezza.
RELLING. È da me.
EDVIGE. E non ha nulla da dirci? Come sta?
RELLING. Credo che stia bene. Ho dovuto stare finora da Molvik che più
ubbriaco del solito, non voleva addormentarsi, temevo che non si avesse
a buttare....
GINA. Ma Erminio cosa dice?
RELLING. Non dice nulla.
EDVIGE. Non ha mai parlato?
RELLING. Da ieri non ha aperto bocca.
GREG. Lo capisco, è naturale.
RELLING. Ora si è buttato sul divano per dormire un poco.
EDVIGE. Come può dormire lui? Io ho pianto tutta la notte.
GINA. Lui non sta mai fuori di notte.
EDVIGE. Forse, mamma, è un bene per lui dormire, non lo credi?
GINA. Speriamolo, per ora non lo voglio disturbare. (_stende la mano a
Relling_) Grazie, Relling, grazie. — Vieni, Edvige, andiamo a mettere
in ordine la casa.
(_Edvige e Gina entrano da una porta di sinistra_).