EDVIGE _e_ GINA _poi_ VECCHIO EKDAL.
_Edvige viene dalla porta d’entrata, avrà in capo uno scialle
di lana pesante che subito depone. — Gina esce dalla cucina e
attraversa la scena dirigendosi verso sinistra con una scopa in
mano. — Gina deve avere un gran grembiale_.
GINA. (_fermandosi_) Ebbene?
EDVIGE. Credo che sia da Relling. La fruttivendola di faccia lo vide
rincasare questa mane in compagnia di due uomini.
GINA. Me lo immaginavo. — Sei tranquilla?
EDVIGE. Un poco, ma si vede che con noi non vuole più tornare.
GINA. Calmati, se è da Relling voglio scendere e parlargli.
(_Il vecchio Ekdal appare sulla soglia della sua stanza in veste da
camera fumando la pipa_).
EKDAL. Erminio non è in casa stamattina?
GINA. (_imbarazzata_) No.... deve essere uscito.... uscito per
affari....
EKDAL. Così presto, con un tempo simile?... Comincia presto quest’anno
a nevicare. — Edvige oggi è la tua festa, baciami (_la bacia_) ma poi,
ma poi.... quando verrà tuo padre.... Edvige, aiutami ad aprire, voglio
vedere come sta l’anitra selvatica. (_apre un battente del solaio,
Edvige l’aiuta ad aprire l’altro ed entra, Edvige richiude la porta_).
EDVIGE. (_sottovoce a Gina_) Pensa, mamma, se il nonno sapesse.... se
sapesse che ci ha abbandonati.
GINA. Il nonno non deve sapere nulla, fu una vera fortuna che lui ieri
sera non fosse presente.
EDVIGE. Sì.... forse....