GINA _e_ DETTI.
GREG. (_vedendo Gina che viene dalla cucina con tovaglie e piatti, si
alza_). Buon giorno, venni troppo presto, eh?
GINA. Tutt’altro, tra poco è servito tutto. Edvige sgombrami quel
tavolo. (_accenna a quello di mezzo, Edvige obbedisce e Gina intanto
comincia a preparare la tavola, Gregorio siedesi sul divano e sfoglia
un album che è sull’altro tavolo_).
GREG. (_a Gina_) Dunque anche lei, signora Ekdal, sa ritoccare le
fotografie?
GINA. (_continuando a preparare la tavola_). Sicuro, un pochino.
GREG. È un vantaggio per Ekdal, ora che si mise a fare il fotografo.
EDVIGE. (_portando seco in fondo una macchina fotografica_) Anche mamma
sa fotografare.
GINA. Dovetti bene imparare a fare qualche cosa.
GREG. Dunque è lei che fa tirare innanzi lo studio?
GINA. Quando Erminio non v’è.
GREG. Il vecchio padre, m’immagino, l’occuperà molto.
GINA. Sì, e poi Erminio è un uomo che si avvilisce a mettersi al
servizio del primo venuto che vuol farsi fotografare.
GREG. Ma giacchè ha abbracciato questa carriera....
GINA. Cosa vuole? Erminio non è un uomo comune.
GREG. Lo capisco ma... (_viene bruscamente interrotto da un colpo
d’arma da fuoco esploso nel solaio, alzandosi di botto_) Che è ciò?
GINA. (_seccata_) Ed ora cominciano a tirare!
EDVIGE. Cacciano i conigli.
GREG. (_sorridendo_) Oh bella! (_avvicinandosi al solaio a voce alta_)
Erminio va a caccia.