WERLE VECCHIO, SORBI, INVITATI, GREGORIO, ERMINIO _e_ DETTI.
SORB. Fate servire il caffè nella sala grande.
PIETRO. Come la signora comanda. (_la Sorbi e gli invitati passano
nella sala grande, dietro loro Pietro e Giovanni_).
SIG. A. (_sprofondandosi in una poltrona_) Che pranzi, che fatica!!!
SIG. B. In tre ore se ne mangia di roba!
SIG. C. E poi il caffè e il maraschino.
SIG. A. Speriamo che la signora Sorbi ci faccia godere un poco di
musica.
SIG. B. Eh! oramai, credo che presto ci accomiaterà.
SIG. A. Non lo crediate; la signora Sorbi è sempre gentile coi vecchi
amici. (_ridendo vanno nella sala grande_).
WERLE VEC. (_avvicinandosi al figlio_) Dimmi, non se ne saranno accorti
eh?
GREG. Di che?
WERLE. (_abbassando sempre più la voce guardandosi attorno con
circospezione_) Eravamo in tredici a tavola.
GREG. (_alzando le spalle_) Ebbene che c’è di male?
WERLE. (_accennando a Erminio_) Di solito siamo dodici. (_a voce alta_)
Restate voi altri?
GREG. Sì. (_Werle saluta con la mano Ekdal e entra anche lui nella
stanza di fondo_).