Come un lampo gli balenò la certezza che egli era pagato per le ore che
passava al numero 8, e non per quelle che passava al numero 59.
Dunque, ciò significava che la signora Van Osten era innamorata di lui.
Lo pagava per tenerlo vicino a sè, dove, quando volesse, lo poteva
chiamare. Il lavoro non era che un pretesto per tenerlo lì, a due passi
da lei, nella stessa strada; fors'anche--chi sa?--per tenerlo lontano da
altri...
--Povera donna!--sospirò Aldo.--Quanto deve soffrire!--Quindi aggiunse
pensieroso:--Però, venti dollari alla settimana sono pochi.
Le otto erano passate da dieci minuti allorchè Aldo quella sera s'avviò
rapido per la 66.ma Strada, verso il palazzo Van Osten. A pochi passi
dalla casa s'imbattè nel signor Van Osten che usciva.
Aldo lo salutò rispettosamente; ma Van Osten si fermò ad accendere un
sigaro e parve non accorgersi del suo saluto.
Aldo trovò la giovane signora nel salone, sola; era vestita di nero,
colle spalle nude, e coperta di brillanti. Pareva agitata e incollerita.
--Siete in ritardo,--esclamò, vedendo Aldo.
--Perdonate!--scongiurò lui.
E si precipitò per baciarle la mano. Ma la signora Van Osten la ritrasse
irosamente.
--Avete incontrato mio marito?
--Sì,--disse Aldo.
--Vi ha visto?
--Sì.
--Ne siete certo? Ne siete certo?
Il giovanile petto un po' scarno, ansava.
--Sì, certissimo,--disse Aldo.
--Vi ha veduto? Vi ha veduto venir qui, e non è tornato indietro?
Le sottili labbra si fecero più strette. Aldo, guardandola, la trovò
quasi brutta. Pareva una piccola edizione disseccata e striminzita della
signora Doyle.
--Giovine volatiletto occidentale,--disse Aldo fra sè.
Ma ecco entrare il domestico col caffè sopra un grande vassoio
d'argento, e dietro di lui un altro domestico colla panna e lo zucchero
sopra un altro grande vassoio d'argento.
E l'opulenza, e l'atmosfera di placida potente ricchezza vinse l'anima
di Aldo. I suoi sensi soddisfatti nuotavano nel benessere, ed egli si
disse che per quanto magra, per quanto secca, per quanto striminzita
ella fosse, egli poteva rendere al volatiletto occidentale il suo amore.
Quando i servitori si furono ritirati Aldo sentì che doveva parlare.
Bisognava pure che dicesse qualche cosa. Fortunatamente si ricordò che
in altre occasioni--trovandosi solo di fronte a una donna ancor poco
conosciuta--egli si era servito di una frase, semplice in sè, ma di un
effetto istantaneo e sicuro. Si chinò un poco in avanti, e disse a bassa
voce:
--Come vi chiamate?
La signora Van Osten levò su di lui due occhi vitrei e agghiaccianti.
Non rispose.
--Non conosco ancora il vostro nome,--ripetè Aldo, sprofondando lo
sguardo nelle verdi chiarità delle iridi di lei.
Ella prese un sorso di caffè. Poi disse lentamente e nettamente,
scandendo le sillabe:
--Signora--Van--Osten.
--No! non quel nome,--disse lui;--il vostro piccolo nome... il vostro
nome vero...
Vi fu un lieve rumore nell'anticamera e la porta di casa si chiuse.
Nell'udirlo, la signora Van Osten parve invasa da una subitanea fiamma
d'eccitazione. I gelidi occhi scintillarono, ed ella rispose ad Aldo
rapidamente e con veemenza:
--Marjorie!--disse;--mi chiamo Marjorie!
Aldo si chinò in avanti sopra la sua tazza di caffè.
--Marjorie!--ripetè a bassa voce.
Sì: l'effetto anche stavolta fu sicuro ed istantaneo, anzi, più
istantaneo di quanto Aldo se l'aspettasse.
--Ditelo ancora, ditelo ancora!--sussurrò rapidamente la signora Van
Osten.--Mi piace sentirvelo dire. Ditelo ancora, ~fate presto~!
--Marjorie!--esclamò Aldo, chinandosi ancor più verso di lei, nel
momento stesso in cui la porta si apriva e il marito entrava.
Subito ella si volse, rovesciando all'indietro il viso con atto folle ed
estasiato.
--Oh, Bertie! Sei tornato?--disse, e rise.
Aldo la guardò stupito. Nella sua voce e nel suo riso egli aveva udito
una nota che riconosceva. L'aveva udita in altre voci di donna, quella
nota tenera e selvaggia, di tortorella e di tigre!
Quella nota tremula e tubante gli vibrò nel cervello col clangore d'una
fanfara! Era l'amore!
E amore sfolgorava nelle verdi iridi chiare rivolte al viso torvo e
corrucciato del marito.
Allora Aldo comprese perchè egli si trovasse lì. Comprese in che modo e
a che cosa egli aveva servito alla piccola Van Osten. E guardando la
fronte corrugata e le poderose spalle del signor Van Osten, più che mai
egli si disse che venti dollari erano pochi...
Aldo non rimase più che qualche istante, durante i quali assunse un
atteggiamento di tristezza amara e silenziosa. Era precisamente
l'atteggiamento che la signora Van Osten desiderava, ed ella gli fece,
quando potè, un piccolo cenno di approvazione.
Accommiatandosi Aldo decise di mostrarle che egli aveva capito la
situazione. Con un gesto come a discacciare i tristi pensieri, disse:
--Mi farebbero l'onore di venire ad udire il «Tannhäuser» domani sera,
nel mio palco all'Opera House?
Un lampo guizzò dai maliziosi occhi della signora Van Osten, un
abbagliante sorriso lampeggiò e svanì.
Suo marito le pose una pesante mano sulla piccola spalla nuda.
--Siamo impegnati,--disse.--Grazie.
E quel ringraziamento era concludente e definitivo.
La signora Van Osten sporse ad Aldo una manina fredda, tenendo poggiato
al braccio di suo marito il piccolo viso arguto ed estasiato.
Aldo s'inchinò e partì.
L'indomani era sabato. Sul suo scrittoio giaceva la busta lilla di tutti
i sabati. Aldo l'aprì. Conteneva un biglietto da 500 dollari.
Il lunedì seguente Aldo, arrivando nello studio, trovò la giovane
signora Van Osten che lo aspettava.
--Adesso, per un mese o due, non avrò più bisogno di voi,--disse ella,
pensosa.--Ma temo--e sospirò--che l'effetto benefico che avete prodotto
su mio marito non durerà in eterno.
--Nulla dura in eterno,--sentenziò Aldo, sedendosi per abitudine davanti
allo scrittoio.
--Ebbene,--disse la signora,--appena egli ricomincia--e qui un nuovo
sospiro--vi manderò a chiamare. Per il momento è meglio che non veniate
in casa. Però, aggiratevi... così, a distanza. E mandatemi dei fiori.
Ordinateli da Shotwell, in Broadway, e ditegli che mi mandi il conto.
Potreste anche passare sotto al balcone. Ma non esagerate! Capite bene
che se una volta mio marito vi mette alla porta, tutto è finito... tutto
diventa impossibile.
--Già,--disse Aldo.
--Ah,--sospirò la signora Van Osten.--Perchè sono necessarie queste
cose? Perchè... perchè sono così iniqui gli uomini?
Dopo una breve pausa Aldo chiese piano rispettosamente, con voce di
circostanza:
--Mi sarebbe lecito di chiedere chi è la... la persona... per la
quale... il signor Van Osten...
--Che domanda impertinente!--disse la giovine donna.--Ma tanto vale che
ve lo dica. Tutti lo sanno. E' Madeline Archer, quella delle danze
erotiche: quel rettile, quella strega, che balla al Hammerstein vestita
di calze nere, di giarrettiere rosa, e d'una collana di perle! Ha reso
infelici tutte le mogli di New York.
Aldo scosse il capo con aria di compatimento e di rammarico.
Frattanto i suoi pensieri erano agili e chiari.
--Se...--azzardò egli, quando la vide alzarsi per partire,--se ci fosse
qualche sua amica, qualcuna delle mogli di cui parlava or ora... che
desiderasse... che volesse... insomma, a cui io potessi essere di
qualche utilità...
--Oh, questa è bella! oh, questa è divina!--esclamò la piccola Van
Osten, dando in una folle risata e congiungendo le mani.--Ma voi siete
delizioso! siete indescrivibile! siete inaudito!
E rise, e rise tutta scossa dall'ilarità.
Rise anche Aldo, contento di essere così comico.
--Quanto prima aprirete un ufficio: «Asilo di soccorso per le mogli
tradite... Il Perfetto Suscitatore di gelosie nei mariti negligenti o
infedeli... Successo garantito. Prezzi moderati. Diploma. Referenze».
--Buona idea!--disse Aldo, ridendo. E in cuor suo trovava infatti che
l'idea era ottima.
Essa cessò di ridere, improvvisa e un po' pallida.
--Dite un po', non sarete poi mica un ricattatore, eh?
--No,--disse Aldo, guardandola bene in faccia coi suoi begli occhi di
velluto luminoso.
--Oh, vi credo, vi credo!--disse ella, stendendogli con impulso quasi
affettuoso ambe le mani.--Del resto Mammà, che conosce gli uomini, m'ha
detto: «Non aver paura. Quello lì è di buona pasta! E' proprio quel che
Dio fece!»
Aldo rise, non sapendo se essere offeso o lusingato.
--Ed ora,--diss'ella solennemente,--per lo spavento salutare che avete
messo addosso a Bertie, e per il bene che avete fatto a me, vi permetto
di baciarmi.
Alzò la piccola bocca, rosea e stretta--e Aldo, ridendo un poco, la
baciò.
--Sono contenta d'aver baciato un conte,--disse fra sè la piccola Van
Osten, scendendo lesta e leggiera le scale.