--Non posso tenere a mente tutti quei nomi,--disse il nonno.--Chiamatelo
Tom.
--Ma nonno, è una bambina!--disse Edith.
--Lo so bene. Me l'hai già detto, mi pare,--disse il vecchio un po'
stizzito.
Da che v'era tanto chiasso in casa egli era diventato impaziente ed
irritabile.
--Sì, caro nonno, sì,--disse la signora Avory, accarezzando dolcemente
la mano del vecchio;--dirai tu il nome che preferisci. Quale è il nome
di ragazzina che credi di poter tener a mente?
--Nessun nome. Nessuno affatto,--disse il vecchio.
--Suvvia, caro, suvvia!--disse la signora Avory.--Puoi ben ricordarti
«Anna», non ti pare? o «Maria».
--No. Non posso,--disse il nonno.
Allora Edith suggerì il nome «Giulia». E Valeria propose «Camilla». E
Florence, che stava mettendo la tavola, disse:
--Provino a fargli dire «Nellie» o «Katy»?
Ma il vecchio signore si rifiutò ostinatamente a ricordare qualsiasi di
questi nomi; e continuò per molto tempo a chiamare la bambina «Tom».
Una sera, a tavola, disse improvvisamente:
--Dov'è Nancy?
La signora Avory ed Edith si guardarono trasalendo, e Valeria alzò gli
occhi meravigliati.
--Dov'è Nancy?--ripetè il nonno, con impazienza.
La signora Avory gli pose teneramente una mano sul braccio.
--La povera Nancy è in Paradiso,--disse dolcemente.
--Come?--gridò il vecchio, gettando in terra il tovagliolo, e girando
gli occhi spiritati intorno alla tavola.
--Pur troppo, la tua cara figlioletta Nancy è morta molti, molti anni
fa,--ripetè la signora Avory.
Il vecchio si rizzò alto e fremente.
--Non è vero!--gridò con voce terribile.--Nancy era qui questa mattina.
L'ho vista io. Mangiava la tapioca.
Le sue labbra tremarono e si mise a piangere.
Valeria scattò in piedi e uscì dalla stanza. Un istante dopo rientrò,
portando tra le braccia la sua bambina che sgambettava nella lunga
camicia da notte, e garriva come una rondinetta.
--Ecco Nancy!--disse Valeria con voce un po' tremante.
--Ma sì! guarda, nonno,--gridò Edith, battendo le mani,--non piangere,
nonno! Ecco Nancy!
E la signora Avory tutta pallida:
--Ma guarda, caro padre, ecco Nancy!
Il vecchio alzò i ceruli occhi e il suo sguardo lievemente appannato,
come un vetro celeste su cui il tempo avesse alitato, incontrò e
trattenne lo sguardo luminoso della creaturina novella.
A lungo, a lungo il vecchio interrogò con lo sguardo vacillante quelle
limpide profondità. Poi disse lentamente:
--Ecco Nancy.
E béby fu Nancy da quel giorno in poi.