*Dei piaceri nell'estate.*
Le tiepide aurette primaverili più non scuotono mollemente la nera
treccia di capelli. La primavera è finita e l'estate col suo calore
tanto benefico alla campagna si fa avanti maestoso ed infuocato. Il sole
è giunto al punto più culminante. I suoi raggi sono perpendicolari alla
terra; la sua forza benefica è al massimo. In estate maturano le
biondeggianti messi, i frutti i più squisiti, le tinte si fanno più
scure e intense; tutto insomma partecipa al cambiamento che il sole di
giugno opera nei campi.
Fra i piaceri che si possono godere nell'estate figurano le passeggiate
di buon mattino e di sera in campagna. Queste passeggiate sono
piacevolissime per coloro che sanno gustare le pure gioie campestri.
In questa stagione deve essere contento anche il proprietario che può
passeggiare sui suoi fondi, e vedere le messi biondeggianti, l'uva che
matura, i prati smaltati di fiori. Beato il proprietario, perchè tali
beni, essendo suoi, ne può godere tutti i giorni e tutte le ore!
D'estate poi sono un'occasione di divertimento, e sono di un'utilità
incontestabile i bagni. Le acque minerali e termali sono molto
frequentate durante l'estate da ammalati, oppure da coloro che vogliono
condurre una vita relativamente quieta. In questi stabilimenti si
trovano tutti i divertimenti della capitale, di più si possono fare le
passeggiate campestri che sono d'una grandissima utilità alla salute.
La massima principale per migliorare in questi stabilimenti è di non
lasciarsi sopraffare dalla noia. La noia è il peggior nemico della
salute; quindi se un bagnante si annoia causa il cattivo tempo o lo
stabilimento, dovrà subito abbandonare questo luogo per cercarne uno
migliore, nel quale i concerti, la conversazione, i giuochi di società
non lo lascino annoiato o melanconico.
Altro fra i piaceri è quello dell'acque, e sotto questa denominazione
intendo le gite in barca, in battello a vapore, le passeggiate lungo le
rive dei fiumi o dei laghi, infine il nuoto, tutti esercizi che
dilettano immensamente ed irrubostiscono i nostri muscoli.
L'estate offre pure la sua parte di poesia. Non inspira forse dei nobili
ed elevati sentimenti la vista d'un ameno ed ombroso boschetto dove
nulla s'intende altro che il gorgheggio degli uccelli e il mormorio del
terso ruscello?
Non si rimpiangono forse i convegni amorosi datisi nei boschi remoti e
poetici? Non siamo eccitati alla riflessione quando seduti all'ombra
d'un gigantesco platano nella quieta campagna ammiriamo intorno a noi
l'opera del Creatore?
Insomma i piaceri estivi, quantunque meno chiassosi dei primaverili, ci
tornano ciononostante graditi, perchè accompagnati dalla riflessione.