*Dei piaceri in primavera.*
L'inverno è passato, il vento gelido e freddo di questa stagione di
morte s'intiepidisce; e la natura si sveglia a nuova vita. Sì colui che
si è alzato una di queste mattine gioconde nella quale la natura ti
sorride a ciascun passo, si è sentito il cuore sollevarsi, e respirando
l'aria a pieni polmoni ha dovuto esclamare: Viva la primavera! Viva
questa epoca nella quale tutto rinasce sotto lo splendido risveglio
della natura, nella quale il cielo si fa più bello e la terra gli
sorride di amore. È in questi giorni che tutto ritorna, che ritornano le
rondinelle al nido del porticato, i piccoli fiori al vaso della
fanciulla, i zefiri profumati a scuotere certe ciocche di capelli nere e
lucenti. Chi sarà colui che non benedirà quest'epoca, la più bella, la
più gioconda di tutto l'anno; quest'epoca nella quale un sole brillante
dà la forza e la vivacità a tutta la natura?!....
La primavera! Non è forse la più bella di tutte le quattro stagioni? Non
è forse nella primavera che si può vedere ed ammirare la onnipotenza
dell'Ente Supremo?
Bisogna certamente essere pessimisti per odiare quest'epoca; bisogna
certamente aver perduto tutto lo spirito per non sentire questi profumi
che ti spingono all'amore plastico, come l'autunno all'amore platonico.
Infiniti sono i piaceri che quest'epoca ci offre. Le poetiche
passeggiate, le escursioni, le colazioni nei campi, le cavalcate, le
gite di campagna a piedi o a cavallo; e l'uomo fatto che ama studiare ha
la botanica, la zoologia, la mineralogia che gli offre un esteso campo
per acquistarsi utili cognizioni e passatempo.
È nella primavera che lo spirito, il talento, il genio che giaceva
annichilito, senza forza e senza slancio, è in questa stagione, dico,
che hanno preso il volo, che hanno stese le loro ali gigantesche e che
volano nei campi ridenti dell'immaginazione.
Vivano i fiori e la bella natura! Ecco il grido che l'anima invia alla
primavera, il grido che viene dal cuore tratto dai zeffiri profumati
all'ideale. Come si può restare insensibili davanti alla splendida
ricchezza che si spiega maestosa e sorride davanti agli occhi, che ci
attira, che ci solleva in un mondo novello, che ci mostra un orizzonte
dorato e meraviglioso, che ti fa sentire i profumi i più inebbrianti?!
Come sei bella o natura! Quanto sei grande! Dove hai preso le mille
forme di fiori che rendono vivaci le praterie, le siepi, i campi? Ove li
hai presi potenza soprannaturale?
In ciascun angolo il più remoto brilla un fiore, brilla uno de' tuoi
figli vaporosi che levano la monotonia e il dolore con un vago sorriso
che t'inspira amore. L'aria ne è addolcita, e ciascun zefiro che passa
accoglie sulle sue tiepidi ali il sospiro d'amore di mille rose. Nei
capelli neri e lucenti, sul seno della fanciulla, sugli altari, nei
pranzi e sulla tomba, sul davanzale dell'umile finestra e sulla terrazza
del sontuoso palazzo, avunque brilla un fiore, ovunque è un profumo
d'amore.
Il mese di maggio è arrivato e mille angioletti dalle rosee ali
l'accompagnano. Sono i fiori. Aprite, aprite le vostre finestre,
apritele al sole, al profumo dei fiori. Come sono belli; io vi amo e vi
saluto. Vi amo perchè dai vostri calici spira una dolcezza triste e
solitaria; v'amo perchè la bruna fanciulla poetica pure vi ama; v'amo
infine perchè siete i fiori, i figli della _primavera_.