*Dell'abitudine e della noia dei vecchi.*
Pei vecchi settuagenari l'abitudine è divenuta una necessità, una
propensione irresistibile della loro esistenza che bisogna guardarsi
bene dal contrastare, perchè ne potrebbe derivare uno sconcerto nel
debole organismo dell'individuo. Nei vecchi le abitudini si verificano
su tutte le cose e su tutte le circostanze della vita. Inutile è
l'enumerare tutte le occupazioni, gli svaghi dei quali un vecchio può
formarsi un'abitudine. Diverse sono a seconda del suo grado, della sua
posizione sociale. Così può riscontrarsi l'abitudine di alzarsi e
coricarsi ad una data ora, di fare quella data passeggiata, quella tale
visita, di frequentare una conversazione, un caffè, ecc.; abitudini che
se gli sono contrariate, il vecchio diventa irascibile, si inquieta e si
attrista. E infatti è evidente. Il poveretto a quest'età, non potendo
gustare certi piaceri, non potendo avere altri svaghi, si attacca
vivamente a questi ultimi passatempi che gli rimangono per non restare
solo e non lasciarsi sopraffare dalla _noia_.
La noia infatti è uno dei principali nemici della nostra salute. La noia
colpisce il nostro fisico e il nostro morale. Essa ci abbatte e ci
annichilisce rendendoci incapaci di operare con saggia energia. Ciò che
mantiene viva ed animata la vita nostra è la speranza di raggiungere un
fine che abbiamo concepito. Se questa speranza per varii motivi viene a
cessare, cessa anche lo stimolo, l'eccitante della vita, la noia
sopravviene e l'uomo da questa assalito più non vive, ma vegeta.
Se la noia è mortale per un giovane, lascio immaginare al lettore quanto
funesta sia per un vecchio la cerchia delle cui distrazioni è sì
ristretta. Quando essa assalisce il povero settuagenario, esso non
desidera altro che la morte venga a por fine alla sua monotona e
melanconica vita di amarezze e di rimpianti. Felice è il letterato, il
filosofo e l'artista che s'invecchia; per loro la vecchiezza non ha
queste mortali ore di noie e di scoraggiamento. Felice il vecchio che ha
la fortuna di passare gli ultimi suoi anni in grembo alla sua famiglia,
circondato dai figli amorosi e da una allegra corona di nipotini. Per
lui le ore scorrono piacevoli e serene! Felice anche il settuagenario
contadino, che, conducendo una vita operosa, quantunque dura e faticosa,
non può essere assalito dalla noia. Felice infine il vecchio che da
giovane ha condotta una vita regolata, perchè godendo ora buona salute,
può camminare ridente e sereno verso l'età del declino.