PARTE SECONDA.

*Dell'abitudine e della noia dei vecchi.*

Pei vecchi settuagenari l'abitudine è divenuta una necessità, una

propensione irresistibile della loro esistenza che bisogna guardarsi

bene dal contrastare, perchè ne potrebbe derivare uno sconcerto nel

debole organismo dell'individuo. Nei vecchi le abitudini si verificano

su tutte le cose e su tutte le circostanze della vita. Inutile è

l'enumerare tutte le occupazioni, gli svaghi dei quali un vecchio può

formarsi un'abitudine. Diverse sono a seconda del suo grado, della sua

posizione sociale. Così può riscontrarsi l'abitudine di alzarsi e

coricarsi ad una data ora, di fare quella data passeggiata, quella tale

visita, di frequentare una conversazione, un caffè, ecc.; abitudini che

se gli sono contrariate, il vecchio diventa irascibile, si inquieta e si

attrista. E infatti è evidente. Il poveretto a quest'età, non potendo

gustare certi piaceri, non potendo avere altri svaghi, si attacca

vivamente a questi ultimi passatempi che gli rimangono per non restare

solo e non lasciarsi sopraffare dalla _noia_.

La noia infatti è uno dei principali nemici della nostra salute. La noia

colpisce il nostro fisico e il nostro morale. Essa ci abbatte e ci

annichilisce rendendoci incapaci di operare con saggia energia. Ciò che

mantiene viva ed animata la vita nostra è la speranza di raggiungere un

fine che abbiamo concepito. Se questa speranza per varii motivi viene a

cessare, cessa anche lo stimolo, l'eccitante della vita, la noia

sopravviene e l'uomo da questa assalito più non vive, ma vegeta.

Se la noia è mortale per un giovane, lascio immaginare al lettore quanto

funesta sia per un vecchio la cerchia delle cui distrazioni è sì

ristretta. Quando essa assalisce il povero settuagenario, esso non

desidera altro che la morte venga a por fine alla sua monotona e

melanconica vita di amarezze e di rimpianti. Felice è il letterato, il

filosofo e l'artista che s'invecchia; per loro la vecchiezza non ha

queste mortali ore di noie e di scoraggiamento. Felice il vecchio che ha

la fortuna di passare gli ultimi suoi anni in grembo alla sua famiglia,

circondato dai figli amorosi e da una allegra corona di nipotini. Per

lui le ore scorrono piacevoli e serene! Felice anche il settuagenario

contadino, che, conducendo una vita operosa, quantunque dura e faticosa,

non può essere assalito dalla noia. Felice infine il vecchio che da

giovane ha condotta una vita regolata, perchè godendo ora buona salute,

può camminare ridente e sereno verso l'età del declino.

Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni · 第 56 / 145 题