_Come il capitano dell’oste di messer Bernabò mandò a soccorrere le
castella ribellate al legato nella Marca._
Sentendo il capitano dell’oste da Bologna come delle tre castella
rebellate al legato le due si teneano aspettando soccorso, mandò
Anichino di Bongardo Tedesco con millecinquecento barbute e con
mille masnadieri per soccorrerli, e per prendere luogo nella Marca,
e impacciare il legato sì di là che non potesse soccorrere Bologna, e
chiaramente gli venia fatto, se Anichino fosse stato leale, perocchè
senza contasto entrò in Romagna, e fu a Rimini, e messer Pandolfo e
l’oste del legato per paura si partì dall’assedio del castello: ma
come che la cosa s’andasse, e’ non volle andare più oltre, e d’allora
innanzi fece delle cose che tornarono a gran beneficio dell’impresa
del legato, e a onta e vergogna di messer Bernabò, come seguendo nostra
materia nel principio del decimo libro racconteremo. Tornossi addietro
Anichino, e le castella s’arrenderono al legato e furono disfatte,
all’uscita d’agosto detto anno.