CAP. CIX.

_Come in Francia si cominciò compagnia denominata bianca._

Nella concordia presa degli due re di Francia e d’Inghilterra, della

quale s’attendea certa fine di buona pace, essendo il re d’Inghilterra

co’ figliuoli e con l’oste sua tornato nell’isola, molti cavalieri e

arcieri inghilesi usati alle prede e ruberie si rimasono nel paese: e

avendo messer Beltramo di Crechì e l’arciprete di Pelagorga ordinato

di fare compagnia, raccolsono ogni maniera di gente la quale trovarono

disposta a mal fare, ed ebbono Franceschi, Tedeschi, Inghilesi,

Guasconi, e Borgognoni, Normandi, e Provenzali, e crebbono in poco di

tempo in grande numero, e nomarsi la compagnia bianca, e cominciarono

a conturbare i paesi, e a trarre danari e roba d’ogni parte, e così

stettono infino che la pace fu ferma, e il re di Francia lasciato di

prigione; allora per comandamento de’ detti due re sotto pena di cuore

e d’avere, e d’essere perseguitati da’ loro signori, s’uscirono del

reame di Francia, e ridussonsi a Lingrè nell’impero, e ivi s’accolsono

in numero di seimila barbute, essendo in paese grasso e ubertuoso da

vivere: cercarono di valicare a Lione, i paesani s’adunarono a’ passi,

e impedivanli per modo, che dove erano si ritennono lungamente con far

danno assai con loro poco frutto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 224 / 233 题