CAP. CI.

_Come i Chiaravallesi vennero contro a Todi, e come furono rotti e

presi._

I Chiaravallesi di Todi aveano menato trattato con certi loro amici

d’entro per rientrare in casa loro, ed era il trattato, ch’e’ doveano

avere il castello che si chiama la Pietra; e venuto il tempo, a dì

10 di giugno mandaro per lo castello, e loro dato fu. Fatto questo

principio con quaranta uomini da cavallo e con gran popolo si

dirizzarono a Todi, con speranza che i cittadini fossono intrigati e

disordinati per la subita ribellione del castello, e che i loro amici

d’entro avessono più baldanza a metterli dentro; avvenne, che desto

il popolo per la perdita della Pietra di presente fu sotto l’arme,

e quelli del cardinale, i quali allora governavano quella città,

de’ quali era il sovrano messer Catalano, sentendo l’avvenimento

de’ Chiaravallesi lasciarono le porti con buone guardie, e con loro

seguaci a piè e a cavallo francamente si misono fuori a petto ai loro

avversari, i quali veggendo la moltitudine del popolo venire con furia

contro a loro, impauriti si misono alla fuga, e il popolo a seguitarli,

uccidendo cui giugnere poteano; e rotti e straccati i Chiaravallesi,

che mattamente s’erano messi innanzi, il popolo con quell’empito

furioso se n’andò al castello e riebbelo, con gran danno di quelli che

v’erano entrati; e tornati in Todi si riposavo, non trovando di loro

cittadini d’entro alcuno sospetto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 216 / 233 题