_Come messer Galeazzo Visconti si mandò scusando in corte di Roma
dell’impresa di Bologna._
Seguendo messer Bernabò sollecitamente l’impresa di Bologna nonostante
la deliberazione fatta in corte, e il processo contro a lui formato,
lo quale l’avea più d’ira infiammato e stimolato alla guerra, messer
Galeazzo, o che ’l facesse per cagione del parentado nuovamente fatto
col re di Francia, per lo quale dava la figliuola del re al figliuolo,
e temea che ’l processo di santa Chiesa contro a lui fatto non
l’impedisse, o vero che fosse di consentimento di messer Bernabò, o per
suo proprio movimento, mandò a corte suoi ambasciadori a scusarsi al
papa e a’ cardinali con dire, non intendea nè in segreto, nè in palese
aiutar o favoreggiare il fratello nell’impresa di Bologna, perocchè
egli avea il torto, e che per lui gli era stato contradetto e vietato,
e per tanto domandava d’essere levato de’ processi i quali contro a
lui e messer Bernabò eran formati; affermando non essere colpevole, e
che intendea essere all’ubbidienza di santa Chiesa, e operare quanto
onestamente contro il fratello potesse. La sua scusa fu ammessa,
ove non desse favore a messer Bernabò, e il processo contro a lui fu
sospeso.