CAP. XCII.

_Come messer Galeazzo Visconti si mandò scusando in corte di Roma

dell’impresa di Bologna._

Seguendo messer Bernabò sollecitamente l’impresa di Bologna nonostante

la deliberazione fatta in corte, e il processo contro a lui formato,

lo quale l’avea più d’ira infiammato e stimolato alla guerra, messer

Galeazzo, o che ’l facesse per cagione del parentado nuovamente fatto

col re di Francia, per lo quale dava la figliuola del re al figliuolo,

e temea che ’l processo di santa Chiesa contro a lui fatto non

l’impedisse, o vero che fosse di consentimento di messer Bernabò, o per

suo proprio movimento, mandò a corte suoi ambasciadori a scusarsi al

papa e a’ cardinali con dire, non intendea nè in segreto, nè in palese

aiutar o favoreggiare il fratello nell’impresa di Bologna, perocchè

egli avea il torto, e che per lui gli era stato contradetto e vietato,

e per tanto domandava d’essere levato de’ processi i quali contro a

lui e messer Bernabò eran formati; affermando non essere colpevole, e

che intendea essere all’ubbidienza di santa Chiesa, e operare quanto

onestamente contro il fratello potesse. La sua scusa fu ammessa,

ove non desse favore a messer Bernabò, e il processo contro a lui fu

sospeso.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 207 / 233 题