_Come in corte si diè sentenza contro a quelli di Milano per i fatti di
Bologna._
Dappoichè Bologna fu nelle mani del legato di Spagna, nonostante che
i signori di Milano circondata l’avessono d’assedio, continovo in
corte per loro ambasciadori avvocati protettori e procuratori il papa
e’ cardinali intempellavano, mostrando in grido che la Chiesa loro
faceva torto, perocchè l’aveano ancora per quattro anni a censo della
Chiesa di Roma, e loro promesso era per bolle papali di consentimento
del collegio de’ cardinali, ch’anzi il tempo loro non sarebbe tolta,
e con l’usato modo di spendere e largamente donare alla disordinata
cupidigia de’ cherici, assai de’ cardinali prelati e cortigiani aveano
che in occulto e in palese gli favoreggiavano, il perchè la questione
venne in giudicio, e convenne che per sentenza si determinasse, la
quale si credette che per lo grande aiuto e favore che in corte aveano
i signori di Milano che venisse per loro, ma tanto non si potè nè seppe
argomentare che la sentenza non venisse di ragione per la Chiesa di
Roma, perocchè i signori di Milano per difetto loro n’aveano perduta la
possessione, e non l’aveano potuta ricoverare, ed essendo la proprietà
di santa Chiesa, giustamente avea potuto racquistare la possessione.
Data la sentenza, il papa con i cardinali in concistoro deliberarono
di prenderne per tutte vie la difesa; ma come per antica usanza e de’
prelati al sussidio della moneta la mano era pigra e remissa, e per
questo mandarono e per lettere e per ambasceria a’ signori di Milano
gravandoli si togliessono dall’impresa, contro a loro cominciando
processo, e all’imperadore, a’ principi d’Alamagna, e al re d’Ungheria,
e appresso a tutti i signori di Lombardia e a’ comuni di Toscana
scrissono per sussidio per non toccare il tesoro della Chiesa di Roma,
e in tre volte a grande stento per questo servigio di camera trassono
centoventi migliaia di fiorini, li quali vennono a sì pochi insieme
e sì tardi, che in fatti di guerra poco profitto fare se ne potè, pur
fece speranza d’alcuno leggiere sostentamento.