CAP. XCI.

_Come in corte si diè sentenza contro a quelli di Milano per i fatti di

Bologna._

Dappoichè Bologna fu nelle mani del legato di Spagna, nonostante che

i signori di Milano circondata l’avessono d’assedio, continovo in

corte per loro ambasciadori avvocati protettori e procuratori il papa

e’ cardinali intempellavano, mostrando in grido che la Chiesa loro

faceva torto, perocchè l’aveano ancora per quattro anni a censo della

Chiesa di Roma, e loro promesso era per bolle papali di consentimento

del collegio de’ cardinali, ch’anzi il tempo loro non sarebbe tolta,

e con l’usato modo di spendere e largamente donare alla disordinata

cupidigia de’ cherici, assai de’ cardinali prelati e cortigiani aveano

che in occulto e in palese gli favoreggiavano, il perchè la questione

venne in giudicio, e convenne che per sentenza si determinasse, la

quale si credette che per lo grande aiuto e favore che in corte aveano

i signori di Milano che venisse per loro, ma tanto non si potè nè seppe

argomentare che la sentenza non venisse di ragione per la Chiesa di

Roma, perocchè i signori di Milano per difetto loro n’aveano perduta la

possessione, e non l’aveano potuta ricoverare, ed essendo la proprietà

di santa Chiesa, giustamente avea potuto racquistare la possessione.

Data la sentenza, il papa con i cardinali in concistoro deliberarono

di prenderne per tutte vie la difesa; ma come per antica usanza e de’

prelati al sussidio della moneta la mano era pigra e remissa, e per

questo mandarono e per lettere e per ambasceria a’ signori di Milano

gravandoli si togliessono dall’impresa, contro a loro cominciando

processo, e all’imperadore, a’ principi d’Alamagna, e al re d’Ungheria,

e appresso a tutti i signori di Lombardia e a’ comuni di Toscana

scrissono per sussidio per non toccare il tesoro della Chiesa di Roma,

e in tre volte a grande stento per questo servigio di camera trassono

centoventi migliaia di fiorini, li quali vennono a sì pochi insieme

e sì tardi, che in fatti di guerra poco profitto fare se ne potè, pur

fece speranza d’alcuno leggiere sostentamento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 206 / 233 题