CAP. XC.

_Come il legato richiese d’aiuto il re d’Ungheria alla difesa di

Bologna._

Già era quasi certa e indubitata speranza a’ pastori della Chiesa di

Dio, e a’ governatori d’essa, sì di là come di qua da’ monti, della

difesa della città di Bologna, e il legato d’ogni parte in qualunque

modo potea cercava aiuto sollecitamente: com’a Firenze avea mandato,

così all’imperadore e al re d’Ungheria sommovendoli al soccorso

dell’onore di santa Chiesa intorno a’ fatti di Bologna; per questo lo

re d’Ungheria richiesto, e non volendo, se prima non sapeva il come

e perchè, con più certo e diliberato consiglio fare l’impresa, come

gonfaloniere e difensore di santa Chiesa, al cui bisogno dicea non

potere senza soccorso passare, lettere fece e sua ambasciata mandò

a’ signori di Milano, loro pregando si partissero dall’offesa di

santa Chiesa, e gli ammoniva sotto protesto d’aiuto che si partissono

dall’impresa. I signori di Milano sentendo che suo movimento era pigro,

e con lunga tratta di tempo, a’ suoi ambasciadori mostrarono, e a lui

scrissono con assai apparenti ragioni che loro impresa era giusta e

ragionevole, e che in corte di Roma palesemente se ne disputava, e che

la ragione per loro parte rispondea, e così la sentenza attendeano; e

però lo pregavano che contro a loro non prendesse il torto, che giusto

il podere loro ne prenderebbono difesa, e gli ambasciadori di grande

riverenza onorarono, e di molti e ricchi doni.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 205 / 233 题