CAP. LXXX.

_Come fu combattuta Cento dall’oste del tiranno._

Avendo i capitani di messer Bernabò perduta la speranza della città di

Forlì, come di sopra dicemmo, la sollecitudine loro rivolsono altrove,

e lasciando fornite le bastite d’intorno a Bologna, cavalcarono a

Cento grossa terra de’ Bolognesi, posta in quella parte che guata

Ferrara, e là si fermarono quasi in forma d’assedio, stimando che se

potessono o per paura o per forza vincere la terra, per la bontà del

sito attissimo loro per sicurare le strade verso Ferrara, e per fare al

campo e alle bestie dovizia per la grande quantità di biada che dentro

v’era raccolta, d’essere vincitori della guerra; e per tanto con molto

ordine e apparecchio per più e più riprese in diversi giorni assalirono

la terra con fiere battaglie di lunga bastanza, nelle quali e dall’una

parte e dall’altra assai di buona gente vi fu morta e fedita, ma più

assai di quelli di fuori; in fine trovando i capitani che la terra era

bene guernita a difesa, e vedendo che il loro stallo poco approdava,

con avere senza acquisto fatte prodezze si levarono quindi, e andarono

a Budrio, dove trovarono più larghezza di vittuaglia, ove s’arrestarono

per lunghezza di tempo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 195 / 233 题