_Come fu combattuta Cento dall’oste del tiranno._
Avendo i capitani di messer Bernabò perduta la speranza della città di
Forlì, come di sopra dicemmo, la sollecitudine loro rivolsono altrove,
e lasciando fornite le bastite d’intorno a Bologna, cavalcarono a
Cento grossa terra de’ Bolognesi, posta in quella parte che guata
Ferrara, e là si fermarono quasi in forma d’assedio, stimando che se
potessono o per paura o per forza vincere la terra, per la bontà del
sito attissimo loro per sicurare le strade verso Ferrara, e per fare al
campo e alle bestie dovizia per la grande quantità di biada che dentro
v’era raccolta, d’essere vincitori della guerra; e per tanto con molto
ordine e apparecchio per più e più riprese in diversi giorni assalirono
la terra con fiere battaglie di lunga bastanza, nelle quali e dall’una
parte e dall’altra assai di buona gente vi fu morta e fedita, ma più
assai di quelli di fuori; in fine trovando i capitani che la terra era
bene guernita a difesa, e vedendo che il loro stallo poco approdava,
con avere senza acquisto fatte prodezze si levarono quindi, e andarono
a Budrio, dove trovarono più larghezza di vittuaglia, ove s’arrestarono
per lunghezza di tempo.