CAP. LXXVII.

_Come la Chiesa riformò Bologna._

Messer Gomise da Albonatio Spagnuolo nipote del legato, il quale

era stato marchese della Marca, e Niccola da Farnese capitano della

gente del legato rimasi nella libera signoria di Bologna, e fatta

grande allegrezza e festa co’ cittadini della partita di messer

Giovanni da Oleggio, e mostrando di loro grande confidanza, ma per

accattare loro benivolenza e favore, si cominciarono a ordinare alla

guardia, e alleggiarono il popolo di molte gravezze, e massimamente

delle soperchie, nelle quali li tenea il tiranno; e il popolo con

loro coscienza prese consiglio co’ più cari e sentiti cittadini, ed

elessono di comune concordia d’ogni stato e condizione, mescolando i

gentili uomini e’ popolari, e’ dottori e artefici eziandio dell’arti

minute, pure che ognuno fosse contento, certo numero di cittadini che

intendessono con gli uficiali della Chiesa alla guardia e alla difesa

della città; e ciò fatto, il capitano della gente della Chiesa mandò

comandando alla gente di messer Bernabò che si dovesse partire del

terreno della Chiesa, significando loro come Bologna era tornata alle

mani della Chiesa di Roma, com’essere dovea per ragione; la risposta

fu questa, che innanzi si partissono voleano vedere per cui, e che

s’e’ volessono se ne partissono glie n’andassono a cacciare. E preso

sdegno del baldanzoso comandamento, ed essendo loro di nuovo giunto

mille barbute, cavalcarono infino presso a Faenza, levando gran preda

di bestiame e di gente, la quale condussono al luogo senza impedimento

niuno; e com’aveano cominciato seguirono, facendo gran danno e

spaventamento de’ paesani, e rompendo le strade, minacciando di peggio

i Bolognesi e’ Romagnuoli; per le quali cose la letizia mostravano per

parere loro essere fuori delle mani del tiranno, e posto giù il caldo

voglioso si cominciò a raffreddare, e convertissi in paura di peggio, e

ciò venne loro, come si potrà leggendo innanzi trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 192 / 233 题