CAP. LXXVI.

_Come la città di Bologna fu libera dal tiranno in mano del legato e

della Chiesa essendo assediata._

Il primo dì d’aprile, gli anni domini 1360, Bologna rimase libera

dalla dura tirannia di messer Giovanni da Oleggio della casa de’

Visconti di Milano, il quale a dì 20 d’aprile 1355 l’avea rubata a’

suoi consorti per cui la tenea, come addietro facemmo menzione, e

nello spazio di questi cinque anni avea decapitati oltre a cinquanta

de’ maggiori e de’ migliori cittadini della terra, con trovando loro

diverse cagioni, e dell’altro popolo n’avea morti e cacciati tanti, che

pochi n’avea lasciati che avessono polso o forma d’uomo, e con averli

munti e premuti infino alle sangui; e avendo fatte tante crudeltadi,

e tante storsioni e ruberie, come volpe vecchia seppe sì fare, che

con grandissimo mobile di moneta e gioielli liberamente se n’andò, e

ridussesi in Fermo; e levato s’era del giuoco, e ridotto in luogo di

pace e di riposo, lasciando i Bolognesi e il legato nella guerra; e per

certo, s’egli era tenuto savio, questa volta lo dimostrò.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 191 / 233 题