_Quello feciono gli osti del re d’Inghilterra in Francia._
Un’altra parte dell’oste del re d’Inghilterra, essendo il verno nel
suo più grave tempo e ridotto alle piove, sotto la condotta del duca
di Guales, ch’era il primogenito del re d’Inghilterra, e del duca di
Lancastro, che al detto re era cugino, si mise a passare in Brettagna
per luoghi stretti e guazzosi, e per li freddi spiacevoli e rei; a
quel tempo alla gloria degl’Inghilesi non era malagevole nulla, i
quali faceano a loro senno e a loro voglia del reame di Francia quale
aveano in piega, e così stimavano fare di Borgogna, dove solea essere
il pregio e l’onore di gente d’arme, e così ferono, perocchè passarono
per luoghi stretti e malagevoli senza contasto; e giunti nel paese,
lo trovarono pieno di molto bene, onde molto s’adagiarono al vernare.
Il duca di Borgogna era un giovinetto, ed egli e’ suoi baroni erano
malcontenti del re di Francia, perchè avea la duchessa madre del
detto duca tolta per moglie, e per la sua dote assai avea preso tutte
giurisdizioni del paese; la quale cosa fu cagione di non prendere
quella franca difesa contro agl’Inghilesi che si potea pigliare.
Gl’Inghilesi per questo rispetto temperatamente si portarono co’
paesani, non prendendo più che a loro fosse mestiero; e perchè il paese
era dovizioso, e i passi nella forza degl’Inghilesi, poco appresso
del mese di marzo seguente, il re lasciate fornite in Normandia e in
Pittieri e in Berrì certe castella afforzate che aveano acquistate,
cavalcando liberamente il paese, col rimanente di sua oste se n’andò
a Celona in Borgogna, e di là mandò al papa suoi messaggi domandando
suo ricetto a Avignone; della qual cosa il papa e’ cardinali, e
tutta la corte ne fu in gelosia e in paura. Il papa gli mandò per la
detta cagione due vescovi, li quali il pregarono e comandarono che
non volesse per sua venuta turbare la Chiesa di Roma, e il re di ciò
l’ubbidì; nondimeno con ogni studio facea il papa afforzare la città
d’Avignone.