_Come messer Bernabò strignea Bologna._
L’oste di messer Bernabò in questi tempi continovamente cresceva, la
quale avea fermato suo campo a Casalecchio, e il capitano del luogo
faceva cavalcare le brigate or qua or là, rompendo le strade, e facendo
assai danno a’ paesani. Gli Ubaldini ad arte si mostravano divisi,
e parte ne teneano con messer Bernabò, e parte con messer Giovanni,
il perchè le strade e l’alpi non si poteano usare. Il legato, che
come il nibbio aspettava la preda, per trarre a sè l’animo di messer
Giovanni, cui vedea dovere poco durare, l’aiutava con tutta la sua
forza, mettendo al continovo in Bologna gente e vittuaglia. Messer
Bernabò di ciò forte turbato, gli scrisse, che non faceva bene a
impedirlo che non tornasse in casa sua, minacciandolo, che se non
se ne rimanesse li farebbe novità nella Romagna e nella Marca. Per
queste minacce il legato più si sforzava ad atare messer Giovanni, il
quale vedendosi male parato e poco atto alla difesa, durando la guerra
guari di tempo, per più riprese mandava a Milano suoi ambasciadori per
levare messer Bernabò dall’impresa, e nondimeno ricercava se potesse
muovere i Fiorentini in suo aiuto; e non trovandovi modo, cominciò a
trattare collegato il ragionamento: il quale dava gli orecchi a volere
fare l’impresa, la quale nella fine venne fornita, come a suo tempo
diremo. Ma in questi dì, la cosa tanto dubbiosa e avviluppata, che
non si vedea dove la cosa ragionevolemente potesse passare, la guerra
rinforzava a giornate. Il capitano di messer Bernabò per più strignere
la terra e da lungi e da presso ponea bastie, e all’uscita di febbraio
ebbe Castiglione per trattato, ch’è un forte castello posto tra Modena
e Bologna. Il signore di Bologna, ch’era uomo al suo tempo riputato,
astuto e di buona testa, e per molti anni pratico delle battaglie del
mondo, bene conosceva che impossibile era sua difesa contro la forza
di messer Bernabò, non avendo altro aiuto, e però sagacissimamente
si sostenea, traendo delle castella quelli terrazzani che gli erano
sospetti, e bene li conoscea, e in Bologna sotto solenne guardia tenea
molti cittadini di cui non prendea confidanza; e del continovo pensava,
come con suo vantaggio e onore potesse dare ad altrui i pensieri della
guerra, e uscire di tante persecuzioni in luogo dove potesse il resto
de’ suoi giorni in pace vivere.