_Come i Pistoiesi ripresono il castello della Sambuca._
Durando la guerra dal signore di Milano a quello di Bologna, e tenendo
quello di Bologna il castello della Sambuca, ch’era del contado di
Pistoia, ed era la chiave di dare l’entrata e l’uscita per li paesi
così all’offesa come alla difesa, veggendo i Pistoiesi che il signore
di Bologna era forte impedito della detta guerra, e che messer Bernabò
sormontava, presono tempo, e consiglio e favore, e il vescovo loro,
il quale era Fiorentino, nella Sambuca trattò, e seppe tanto trattare
e ordinare, che l’una delle guardie che guardava la torre della
rocca uccise il capitano; e fermato l’uscio per modo che di sotto
non poteano essere offesi, salì nella vetta, e colle pietre cominciò
a combattere col castellano dal lato d’entro, e’ terrazzani, com’era
ordinato, cominciarono a combattere di fuori; sicchè non potendo stare
alla difesa, che non lasciava, quei della torre vi cavalcarono. Il
castellano, ch’era Lombardo, stordito per lo tradimento e per lo subito
assalto, s’arrendè, salve le persone e l’avere, e all’uscita di gennaio
del detto anno, e la terra rimase liberamente nelle mani de’ Pistolesi.
Di questa cosa i Fiorentini furono molto contenti, sperando al bisogno
potere avere la guardia di quello luogo a sua difesa.