CAP. LXIII.

_Di novità state in Spagna._

Carlo fratello naturale dello scellerato re di Spagna, e da lui

cacciato, si riducea col re d’Araona, conoscendo che la forza e

bestiale vita del fratello nel reame per paura lo facea temere e

odiare; e per tanto stimando che li fosse assai leggiere a fare

movimento nel reame eziandio con piccola gente, avuto dal re ottocento

cavalieri si mise in certa parte della Spagna, e correndo il paese

ricolse gran preda. Il re com’ebbe del fatto sentore, sapendo il

luogo dov’erano, e che loro era necessario volendo tornare in loro

paese passare per un certo luogo malagevole e stretto, subito mandò

duemila cavalieri ad occupare quel passo. Sentendo Carlo e’ Catalani

che ’l passo ond’era la loro ritornata era preso, e la gente che

v’era, volgendo la tema in disperazione, si deliberarono di mettersi

alla fortuna della battaglia, che altro rimedio non v’era. Il valente

giovane Carlo col volto fiero, come fosse certo della vittoria

confortando i Catalani, e inanimandoli a ben fare, mostrava che tra

la gente che gli attendea de’ nemici erano pochi buoni uomini, e che

gli altri erano gente vile e dispettosa, e male armata e novizza, e

dell’onore del re per sua crudeltà poco desiderosa, aggiugnendo, che

se voleano a loro donne e famiglie tornare, necessità era loro fare la

via con le spade in mano, e che certo si rendea, conoscendo la virtù

loro, che arebbono la via onoratamente. I Catalani vedendo l’animo

ardito e sicuro dei giovane presono speranza di vittoria, e si misono

alla battaglia, la quale fu fiera, e aspra e dura lungo tempo, ma i

Catalani, come la necessità strignea, raddoppiate le forze e l’ardire,

diportandosi valentemente, ruppono e sbarattarono gli Spagnuoli,

e oltre a’ morti e a’ magagnati ne furono presi più di trecento

cavalieri, e con la preda e con la vittuaglia non pensata si tornarono

in Araona.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 178 / 233 题