CAP. LIII.

_Come il re d’Inghilterra passò in Francia con smisurata forza._

Poichè al re d’Inghilterra fu manifesto, che la pace che fatta avea col

re di Francia da’ Franceschi non era accettata, e che il re di Navarra

avea fatta pace col Delfino di Vienna, la quale si stimava per li

discreti essere proceduta d’assento e ordine di esso re d’Inghilterra,

sotto speranza, che essendo il re di Navarra ne’ consigli de’

Franceschi e creduto da loro, più dentro potesse a tempo preso di

male operare in sovversione della casa di Francia, che di fuori

colla guerra, perocchè come il savio dice, che niuna pestilenza è al

nocimento più efficace che il domestico e famigliare nemico, aggravando

alle cagioni della guerra, con dare il carico di non volere la pace a’

suoi avversari, fece suo sforzo di suoi Inghilesi e di gente soldata

maggiore che mai per l’addietro, e mandò in prima il duca di Lancastro

con centoventitrè navi, nelle quali furono millecinquecento cavalieri

e ventimila arcieri, all’entrata d’ottobre 1359, e posto in terra la

gente, si mise infra il reame di Francia verso Parigi, e col navilio

predetto tornato nell’isola, aggiunte molte altre navi, all’uscita del

mese il re Adoardo col prenze di Gaules e con gli altri suoi figliuoli,

con esercito innumerabile di suoi Inghilesi a piè, quasi tutti arcieri,

anche passò a Calese. E secondo ch’avemmo per vero, il numero di sua

gente passò centomila. La detta mossa contro al tempo di guerra fa

manifesto, che molto empito e smisurato volere movea il re Adoardo, e

fermezza nell’animo suo ch’era grande e smisurato d’ottenere quello che

lungo tempo avea desiderato, perchè principiò nell’entrata del verno,

che suole dare triegua e riposo alle guerre. E perchè il tempo allora

era dirotto alle piove, e il paese di Francia è pieno di riviere, molti

stimarono che ciò facesse, per dimostrare a’ nemici quello che della

guerra potesse seguire nella primavera e nella state, cominciando in

sul brusco per spiacevole tempo, e per infiebolire gli animi loro sì

con la possa smisurata, e sì con dare speranza di molta e tediosa

lunghezza di guerra. Come procedette questa trionfale e terribile

impresa, seguendo a suo tempo diremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 168 / 233 题