_D’una zuffa che fu tra gli artefici di Bruggia._
Noi avemo detto più volte, che ’l mondo per lo suo peccato non sa
nè può stare in riposo, e le sue travaglie, le quali scrivemo, ne
fanno la fede, che si può dire veramente l’opera nostra il libro
della tribolazione, e nuove. In questi dì a dì 17 di luglio, avendo
il conte di Fiandra ragunata la comune di Bruggia per alcuna sentenza
che dare dovea per danno d’alcuno sopra certo misfatto, uno calzolaio
prosuntuosamente si levò a dire nella ragunanza contro alla volontà
del conte, il perchè due degli altri minuti mestieri parlando lo
ributtarono, e dissono contro a lui. Il calzolaio trasse fuori la
spada, e disse, che chi ’l volesse seguire con sua arme n’andasse
alla piazza di Bruggia, il perchè molti de’ mestieri il seguirono; e
ragunati in sul mercato con loro arme e transegne stavano in punto,
e attenti per rispondere a chi gli volesse di quel luogo cacciare.
Altri mestieri, che non erano contenti che costoro pigliassono nella
villa maggioranza, de’ quali si feciono capo folloni e tesserandoli,
s’andarono ad armare, e in breve spazio di tempo in gran numero
si ragunarono in sul mercato, e di subito senz’altro consiglio in
fiotto si dirizzarono a coloro ch’erano schierati in sulla piazza, e
percossonli, e rupponli, e nell’assalto n’uccisono cinquantasette,
e molti ne magagnarono di fedite. E ciò fatto, co’ loro avversari
di presente feciono la concordia, e di loro feciono tre capi, uno
tesserandolo, e uno carpentiere, e uno calzolaio, e in questi tre fu
riposto e commesso il fascio e tutto il pondo di loro governamento
e reggimento; e al conte non feciono violenza alcuna, nè niuno mal
sembiante. E racchetò la furia e il bollore del popolo in un batter
d’occhio, questi tre mandarono la grida, che catuno andasse a fare
suo mestiero, e ponesse giù l’arme, e così fu fatto. Che a pensare,
ed è incredibile cosa e maravigliosa, che il tumulto di tanto popolo
con cotante offensioni e tempeste s’acquetasse così lievemente, senza
ricordo delle ingiurie sanguinose mescolate della pace, ciò si può
dire, che in un punto fu la pace, e l’aspra e crudele guerra.