CAP. XXXVII.

_Di una compagnia creata d’Inghilesi in Francia._

Volendo il re d’Inghilterra mostrare osservazione di pace secondo

l’ordine, infintamente in suo titolo o nome niuna guerra fatta nel

reame di Francia, ma i molti Inghilesi ch’erano nel reame seguendo

il segreto ordine dato per lui ora con uno ora con altro caporale

s’accostavano che li guidasse a guerreggiare e sconciare il reame di

Francia; in questi tempi della state uno sartore inghilese il quale

avea nome Gianni della Guglia, essendo nella guerra dimostrato prode

uomo con gran cuore in fatti d’arme cominciò a fare brigata di saccardi

e assai Inghilesi che si dilettavano di mal fare, e che attendeano a

vivere di rapine, e cercando e rubando ora una villa ora un’altra nel

paese crebbe in tanto sua brigata, che da tutti i paesani era ridottato

forte; e per questo senza i casali non murati cominciarono tutti a

patteggiarsi con lui, e li davano pannaggio e danari, ed egli li faceva

sicuri; e per questo modo montò tanto sua nomea che catuno si facea suo

accomandato, onde in pochi mesi fece gran tesoro. Essendo moltiplicato

di gente e d’avere, cominciò a passare di paese in paese, e sì andando

venne insino al Pau, e ivi prese laici, e’ cherici rubò, e’ laici

lasciò andare; onde la corte di Roma ne mostrò gran paura, e pensava

a farsi forte per resistere a quella brigata. Costui nell’avvenimento

del Pau de’ signori d’Inghilterra lasciò il capitanato e la gente, e

ridussesi all’ubbidienza del re, e de’ danari ch’avea accolti ne fè

buona parte a’ reali; e così andavano in que’ tempi i fatti di Francia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 152 / 233 题