_Di una compagnia creata d’Inghilesi in Francia._
Volendo il re d’Inghilterra mostrare osservazione di pace secondo
l’ordine, infintamente in suo titolo o nome niuna guerra fatta nel
reame di Francia, ma i molti Inghilesi ch’erano nel reame seguendo
il segreto ordine dato per lui ora con uno ora con altro caporale
s’accostavano che li guidasse a guerreggiare e sconciare il reame di
Francia; in questi tempi della state uno sartore inghilese il quale
avea nome Gianni della Guglia, essendo nella guerra dimostrato prode
uomo con gran cuore in fatti d’arme cominciò a fare brigata di saccardi
e assai Inghilesi che si dilettavano di mal fare, e che attendeano a
vivere di rapine, e cercando e rubando ora una villa ora un’altra nel
paese crebbe in tanto sua brigata, che da tutti i paesani era ridottato
forte; e per questo senza i casali non murati cominciarono tutti a
patteggiarsi con lui, e li davano pannaggio e danari, ed egli li faceva
sicuri; e per questo modo montò tanto sua nomea che catuno si facea suo
accomandato, onde in pochi mesi fece gran tesoro. Essendo moltiplicato
di gente e d’avere, cominciò a passare di paese in paese, e sì andando
venne insino al Pau, e ivi prese laici, e’ cherici rubò, e’ laici
lasciò andare; onde la corte di Roma ne mostrò gran paura, e pensava
a farsi forte per resistere a quella brigata. Costui nell’avvenimento
del Pau de’ signori d’Inghilterra lasciò il capitanato e la gente, e
ridussesi all’ubbidienza del re, e de’ danari ch’avea accolti ne fè
buona parte a’ reali; e così andavano in que’ tempi i fatti di Francia.